Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 74 ∙ (Contratti ad esecuzione continuata o periodica)


Scioglimento o subingresso tacito nel contratto di somministrazione
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In generale
Natura e ambito di applicazione della norma
Indivisibilità delle prestazioniSospensione del rapportoScioglimento o subingresso tacito nel contratto di somministrazioneAssegnazione di un termine al curatore per il subingresso nel contratto di somministrazioneEffetto retroattivo della risoluzione nei contratti a esecuzione continuata o periodicaContratti pendenti ad esecuzione continuata o periodica e distinzione tra crediti anteriori e successiviPrededuzionePrededucibilità del credito dell'impresa in regime di monopolio

Esercizio provvisorio
Ratio della disciplina dell'esercizio provvisorio
Esercizio provvisorio dell'impresa e prededuzioneEsercizio provvisorio e subentro nel contratto da parte del curatore

Altro
Contratti di mandato
Mandato all'incasso di premi assicurativiSequestro e prosecuzione dei contrattiAppalto di opere pubbliche stipulato da imprese riunite in associazione temporaneaConcordato preventivoLiquidazione coatta amministrativaAmministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisiAmministrazione controllataImpegno di potenzaRicorso per Cassazione


Scioglimento o subingresso tacito nel contratto di somministrazione

Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Somministrazione - Scioglimento dal contratto o subingresso - Scelta da parte del curatore - Forma tacita - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie in tema di somministrazione
L'esercizio da parte del curatore o di altro organo di procedura concorsuale della facoltà di scelta tra lo scioglimento o il subingresso nel contratto di somministrazione pendente, ai sensi degli artt. 72 e 74 legge fall. (nel testo, vigente "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 5 del 2006), può anche essere tacito, per effetto di fatti concludenti incompatibili con la facoltà alternativa, non essendosi in presenza di un negozio formale e descrivendo il citato art. 72, comma 2, legge fall. (già prevedente la dichiarazione espressa) solo la condotta legale tipica, nella sua forma ordinaria ma non tassativa. (Principio affermato dalla S.C., con riguardo alla revocatoria di pagamenti relativi a contratto il subentro nel quale, da parte dell'organo concorsuale, era stato correttamente escluso, dai giudici di merito, perchè avvenuto per implicito, quale effetto dell'esercizio dell'azione revocatoria e dell'alienazione dell'azienda). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Luglio 2008, n. 18834.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Commissario della procedura autorizzato alla prosecuzione della impresa - Rapporti preesistenti - Somministrazioni di energia elettrica - Comportamento concludente del commissario - Successione nel contratto di somministrazione - Effetti - Prededucibilità del credito per le erogazioni anteriori e successive
Nell'amministrazione straordinaria di grande impresa in crisi, disciplinata dal D.L. 30 gennaio 1979 n. 26 - convertito in legge 3 aprile 1979 n. 95 (e successive modificazioni) - al commissario della procedura non è consentito sciogliere un contratto di somministrazione di energia elettrica con l'ente erogatore in regime di monopolio, al solo fine di stipulare altro contratto della stessa natura, con le stesse clausole e necessariamente con lo stesso soggetto, con la conseguente elusione dell'applicazione del disposto dell'art. 74 ult. comma legge fall.. Pertanto, in presenza di autorizzazione all'esercizio dell'impresa, il comportamento del commissario, il quale continui di fatto l'utilizzazione dell'energia elettrica, senza preventivamente comunicare all'E.N.E.L. la volontà di stipulare altro contratto di somministrazione a condizioni diverse da quelle che regolano il rapporto pendente all'inizio della procedura, implica il subingresso nello stesso contratto pendente e ne esclude la sospensione, con conseguente prededucibilità del credito per le erogazioni tanto anteriori che successive. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Maggio 1991, n. 5002.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Commissario della procedura di amministrazione straordinaria autorizzato alla prosecuzione dell'impresa - Rapporti preesistenti - Amministrazioni di energia elettrica - Successione nel relativo contratto - Comportamento concludente del commissario - Idoneità - Effetti


La condotta del Commissario della procedura di amministrazione straordinaria, che autorizzato alla prosecuzione dell'impresa, pur senza dichiarare, ancorché di fronte all'interpello dello ente somministrante, di voler subentrare nel contratto di somministrazione di energia elettrica necessaria per l'attività dell'azienda (rimasto sospeso ai sensi dell'art. 74, primo comma, legge fall., in relazione al precedente art. 72, secondo comma), prosegua di fatto nell'utilizzazione dell'energia elettrica, senza chiedere di stipulare un nuovo contratto a condizioni diverse, comporta la sua successione nel detto contratto, e non il suo scioglimento, con la conseguente prededucibilità per i crediti del somministrante maturati anteriormente alla procedura, costituendo il suo comportamento manifestazione tacita della volontà univocamente diretta alla esclusione della sospensione del contratto ed alla successione nello stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 1989, n. 2572.


Vendita - Non eseguita - Subingresso del curatore - Manifestazione positiva di volontà - Comportamento concludente - Idoneità


Con riguardo ai contratti di vendita o somministrazione stipulati dall'imprenditore "in bonis", il subingresso del curatore previsto dagli artt. 72 e 74 della legge fallimentare (ovvero del Commissario dell'amministrazione straordinaria, cui dette norme sono applicabili) richiede una manifestazione di volontà positiva, ma tale manifestazione non abbisogna di formule solenni, ne' comunque deve essere esplicita, potendo anche essere espressa tacitamente, attraverso un comportamento concludente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Febbraio 1988, n. 1765.