Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 74 ∙ (Contratti ad esecuzione continuata o periodica)


Tutte le MassimeCassazione
In generale
Natura e ambito di applicazione della norma
Indivisibilità delle prestazioniSospensione del rapportoScioglimento o subingresso tacito nel contratto di somministrazioneAssegnazione di un termine al curatore per il subingresso nel contratto di somministrazioneEffetto retroattivo della risoluzione nei contratti a esecuzione continuata o periodicaContratti pendenti ad esecuzione continuata o periodica e distinzione tra crediti anteriori e successiviPrededuzionePrededucibilità del credito dell'impresa in regime di monopolio

Esercizio provvisorio
Ratio della disciplina dell'esercizio provvisorio
Esercizio provvisorio dell'impresa e prededuzioneEsercizio provvisorio e subentro nel contratto da parte del curatore

Altro
Contratti di mandato
Mandato all'incasso di premi assicurativiSequestro e prosecuzione dei contrattiAppalto di opere pubbliche stipulato da imprese riunite in associazione temporaneaConcordato preventivoLiquidazione coatta amministrativaAmministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisiAmministrazione controllataImpegno di potenzaRicorso per Cassazione



Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Contratto pendente al momento dell'apertura della procedura - Facoltà del commissario di subentro - Dichiarazione espressa di subingresso - Necessità - Accordo contenente il rinvio alle condizioni contenute in un accordo negoziale anteriore all’apertura della procedura - Sufficienza - Conseguenze - Prededucibilità del credito del fornitore relativo a prestazioni pregresse - Sussistenza
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, l'art. 50 del d.lgs. n. 270 del 1999 - anche alla stregua dell'interpretazione autentica fornitane dall'art. 1 bis del d.l n. 134 del 2008, conv., con modif., dalla l. n. 166 del 2008 - prevede la continuazione dei contratti preesistenti all'amministrazione straordinaria a condizione che il commissario straordinario manifesti espressamente la volontà di subingresso. A tal fine è sufficiente una manifestazione di volontà del commissario diretta in modo non equivoco a profittare del medesimo programma negoziale già pendente tra le parti, desumibile anche dal rinvio, operato dal commissario, alle condizioni contrattuali contenute in un accordo tra le parti anteriore all'apertura della procedura, risultando con ciò integrata la condizione dalla quale la legge fa dipendere il riconoscimento della prededuzione in ordine alle prestazioni già eseguite. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Febbraio 2018, n. 3948.


Fallimento – Contratti ad esecuzione continuata o periodica – Subentro del curatore – Pagamento integrale delle forniture già avvenute – Principio generale – Esclusione – Contratto di somministrazione – Distinzione fra crediti del somministrante aventi natura concorsuale perché sorti in data anteriore al fallimento e quelli aventi natura prededudicibile perché sorti in data posteriore
L’art. 74 l.fall., nello stabilire che il curatore che subentra in un contratto ad esecuzione continuata o periodica deve pagare integralmente anche il prezzo delle forniture già avvenute o dei servizi già erogati, non costituisce attuazione concreta di un principio generale attinente alla natura del contratto, ma detta una disciplina di carattere eccezionale, che non può trovare applicazione in tutti gli altri casi di continuazione del rapporto, nel corso di procedure concorsuali, cui tale disciplina non sia espressamente estesa.

Infatti nei contratti di durata, quale quello di somministrazione - in cui all'unità sinallagmatica della fase genetica corrisponde la continuità o la periodicità della fase esecutiva - ogni atto di prestazione e controprestazione, pur non estinguendo il vincolo negoziale, non costituisce adempimento parziale, ma adempimento pieno delle obbligazioni che da essi sorgono: il subentro del curatore nel contratto, pertanto, non impedirebbe di per sè di operare una distinzione - che è preclusa unicamente dalla norma in esame - fra i crediti del somministrante aventi natura concorsuale perché sorti in data anteriore al fallimento e quelli aventi natura prededudicibile perché sorti in data posteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Settembre 2017, n. 22274.


Esercizio provvisorio - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Prededucibilità - Condizioni - Subentro nel contratto da parte del curatore al termine dell'esercizio provvisorio - Fondamento
In caso di contratti ad esecuzione continuata o periodica pendenti al momento della dichiarazione di fallimento ed in presenza di esercizio provvisorio dell'impresa fallita, disposto ex art. 104 l.fall., i relativi crediti maturati "ante" fallimento, sono o meno prededucibili, a seconda che, al termine dell'esercizio provvisorio, il curatore abbia scelto di subentrare o sciogliersi dal contratto, mentre solo quelli maturati in pendenza di esercizio provvisorio sono sempre prededucibili, al pari di quelli, successivi al termine dell'esercizio provvisorio, in caso di subentro nel contratto da parte del curatore; infatti, l'eccezionalità delle disposizioni dettate dalla legge per i contratti di durata, ex artt. 74 e 82 l.fall, in ragione dell'indivisibilità delle prestazioni, con il diritto alla prededuzione dei crediti anche preesistenti va contemperata con la "ratio" della disciplina dell'esercizio provvisorio, che limita la stessa prededucibilità quando la prosecuzione del rapporto è l'effetto diretto del provvedimento giudiziale, non della scelta del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Settembre 2017, n. 22274.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi -  Contratto pendente al momento dell'apertura della procedura - Facoltà del commissario di scioglimento o di subentro - Finalità - Prosecuzione di precedente somministrazione di servizi - Dichiarazione espressa di subentro - Mancanza - Conseguenze - Prededucibilità del credito relativo alle prestazioni pregresse - Esclusione
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, l'art. 50 del d.lgs. n. 270 del 1999 - anche alla stregua dell'interpretazione autentica fornitane dall'art. 1 bis del d.l n. 134 del 2008, conv., con modif., dalla l. n. 166 del 2008 - prevede la continuazione dei contratti preesistenti all'amministrazione straordinaria unicamente ai fini della conservazione aziendale e per assicurare al commissario uno "spatium deliberandi" per l'esercizio della facoltà di scioglimento o di subentro. Ne consegue che la prosecuzione di una precedente somministrazione di servizi dopo la dichiarazione dello stato di insolvenza, ove non sia stata accompagnata da un'espressa dichiarazione di subentro da parte del commissario, non comporta il trasferimento del rapporto in capo alla procedura anche per le prestazioni pregresse e la prededucibilità del relativo credito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Febbraio 2016, n. 3193.


Sequestro ex art. 321 c.p.p. – Sequestro di azienda – Prosecuzione contratti – Pagamento debiti precedenti al sequestro – Applicazione dell’art. 56, 3° comma d.lgs. 159/2011  e 74 l.f.
Il combinato disposto degli artt. 56, 3° comma d.lgs. 159/2011 (c.d. codice antimafia) e 74 l.f., applicabile anche al sequestro di azienda ex art. 321 c.p.p., consente, in caso di prosecuzione dei contratti e di continuazione della attività aziendale, il pagamento dei crediti maturati prima del sequestro e nascenti dai contratti proseguiti, prescindendo dalla successiva fase di verifica del credito, purché si operi una preliminare valutazione informale di buona fede e fermo restando il diritto dell’amministratore giudiziario a richiedere la restituzione delle somme ai sensi dell’art. 61, comma 10, d.lgs. 159/2011. (Roberto Ranucci) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 05 Ottobre 2015.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Associazione temporanea di imprese - Società capogruppo in amministrazione straordinaria con prosecuzione dell'esercizio dell'impresa - Subentro ad essa del commissario straordinario - Somma pagate al commissario dall'ente appaltante - Credito di massa prededucibile - Condizioni - Fondamento
In tema di appalto di opere pubbliche stipulato da imprese riunite in associazione temporanea, qualora la società capogruppo e mandataria sia sottoposta ad amministrazione straordinaria con prosecuzione dell'esercizio dell'impresa, il nominato commissario, in deroga a quanto previsto dagli articoli 77, 78 ed 81 legge fall., deve considerarsi subentrato nell'ATI, assumendo la medesima posizione contrattuale già facente capo alla predetta società "in bonis", tanto nei rapporti con l'ente appaltante che in quelli con le imprese mandanti. Ne consegue che il credito corrispondente alle somme complessivamente versate da detto ente alla mandataria per lavori eseguiti e fatturati (ancorché anteriormente all'inizio della procedura) da una delle imprese mandanti, di cui quest'ultima abbia chiesto l'ammissione al passivo della prima, deve qualificarsi come credito di massa (ed essere collocato in prededuzione) nella sola misura concernente i pagamenti effettuati al commissario dopo la data di inizio della descritta procedura, trovando esso titolo non nel contratto di appalto stipulato dall'ATI con l'ente pubblico, bensì nel mandato conferito alla capogruppo dalle partecipanti all'associazione, ed essendo sorto in capo alla mandataria, "in parte qua", il corrispondente obbligo di trasferire alle mandanti gli importi riscossi in nome e per conto loro contestualmente alla ricezione dei menzionati pagamenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Dicembre 2012, n. 21981.


Fallimento - Esercizio provvisorio dell'impresa - Contratti pendenti ad esecuzione continuata o periodica - Crediti sorti dopo la cessazione dell'esercizio provvisorio - Applicazione dell'articolo 74 L.F. - Pagamento in prededuzione delle prestazioni ante fallimento.
Con specifico riferimento ai contratti pendenti ad esecuzione continuata o periodica, al termine dell'esercizio provvisorio dell'impresa, si dovrà fare applicazione dell'articolo 74, secondo il quale il curatore che decide di subentrare nel contratto è tenuto a corrispondere in prededuzione anche il prezzo delle forniture già eseguite prima della dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012.


Fallimento - Contratti pendenti - Contratti ad esecuzione continuata o periodica e di assicurazione - Norme speciali - Applicazione a tutti i casi di continuazione del rapporto nel corso di procedure concorsuali - Esclusione.
La disciplina contenuta negli articoli 74 e 82 della legge fallimentare, relativa ai contratti di somministrazione e di assicurazione, ha natura eccezionale e, come tale, non può essere estesa a tutti i casi di continuazione del rapporto nel corso di procedure concorsuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012.


Fallimento - Esercizio provvisorio dell'impresa - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Disciplina dei crediti prededucibili.
Con riferimento all'esercizio provvisorio dell'impresa, la sorte dei crediti relativi ai contratti pendenti ad esecuzione continuata o periodica può essere così regolata: i) quelli sorti in pendenza dell'esercizio provvisorio hanno natura prededucibile; ii) quelli successivi all'esercizio provvisorio sorgono solo nel caso in cui il curatore opti per il subentro del contratto e sono ovviamente prededucibili; iii) quelli sorti prima della dichiarazione di fallimento avranno o meno natura prededucibile a seconda che il curatore, al termine dell'esercizio provvisorio, abbia scelto di subentrare o di sciogliersi dal contratto (articolo 74, legge fallimentare). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012.


Fallimento -Esercizio provvisorio - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Prededucibilità - Condizioni - Subentro nel contratto da parte del curatore al termine dell'esercizio provvisorio - Fondamento - Fattispecie
In caso di contratti ad esecuzione continuata o periodica (nella specie somministrazione) pendenti al momento della dichiarazione di fallimento ed in presenza di esercizio provvisorio dell'impresa fallita, disposto ex art. 104 legge fall., i relativi crediti maturati "ante" fallimento, sono o meno prededucibili, a seconda che, al termine dell'esercizio provvisorio, il curatore abbia scelto di subentrare o sciogliersi dal contratto, mentre solo quelli maturati in pendenza di esercizio provvisorio sono sempre prededucibili, al pari di quelli, successivi al termine dell'esercizio provvisorio, in caso di subentro nel contratto da parte del curatore; infatti, l'eccezionalità delle disposizioni dettate dalla legge fallimentare per i contratti di durata, ex artt. 74 e 82 legge fall., in ragione dell'indivisibilità delle prestazioni, con il diritto alla prededuzione dei crediti anche preesistenti va contemperata con la "ratio" della disciplina dell'esercizio provvisorio, che limita la stessa prededucibilità quando la prosecuzione del rapporto è l'effetto diretto del provvedimento giudiziale, non della scelta del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012, n. 4303.


Fallimento - Esercizio provvisorio - Crediti relativi a contratti pendenti ad esecuzione periodica o continuata - Prededuzione - Crediti sorti in pendenza dell'esercizio provvisorio.
La lettera della norma di cui all'articolo 104, legge fallimentare è inequivoca nel riconoscere la prededuzione soltanto ai crediti sorti in pendenza dell'esercizio provvisorio e non anche a quelli sorti precedentemente, anche se relativi a contratti pendenti ad esecuzione periodica o continuata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 18 Gennaio 2012.


Concordato preventivo – Continuità dell’impresa – Crediti relativi a rapporti in prosecuzione – Prededuzione – Esclusione.
Nell’ipotesi di proposta di concordato preventivo che preveda la continuazione dell’attività d’impresa, i crediti sorti in epoca anteriore al deposito del ricorso nascenti da rapporti di cui si prevede la prosecuzione, pur se ritenuti dal proponente essenziali per la continuazione dell’impresa stessa, hanno natura concorsuale con la conseguenza che la loro collocazione in prededuzione determina l’inammissibilità del ricorso per violazione delle regole sul concorso dei creditori. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 11 Aprile 2011.


Contratto di somministrazione - Fornitura del gas - Recesso da parte del fornitore - Conseguenze.

Amministrazione straordinaria - Contratti pendenti - Facoltà del commissario straordinario di sciogliersi - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Contratti di fornitura di energia - Intimazione al commissario da parte del contraente in bonis - Scioglimento di diritto.

Un contratto di fornitura del gas tra il trasportatore e l’utente consumatore non viene meno per effetto dell’esercizio del diritto di recesso da parte del Fornitore (Enel). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’art. 50 del D.lgs n. 270 del 1999 consente solo al commissario straordinario la facoltà di sciogliersi dai contratti, anche ad esecuzione continuata o periodica (come i contratti di fornitura di energia); all’esito dell’autorizzazione del programma ministeriale di cui ai successivi artt. 54 e seguenti, il contraente in bonis può intimare al commissario straordinario di far conoscere le proprie determinazioni in merito alle sorti del contratto, in mancanza delle quali, decorso il termine (legale) di giorni trenta, il contratto si intende sciolto (di diritto). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 26 Gennaio 2011.


Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Somministrazione - Scioglimento dal contratto o subingresso - Scelta da parte del curatore - Forma tacita - Configurabilità - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie in tema di somministrazione
L'esercizio da parte del curatore o di altro organo di procedura concorsuale della facoltà di scelta tra lo scioglimento o il subingresso nel contratto di somministrazione pendente, ai sensi degli artt. 72 e 74 legge fall. (nel testo, vigente "ratione temporis", anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 5 del 2006), può anche essere tacito, per effetto di fatti concludenti incompatibili con la facoltà alternativa, non essendosi in presenza di un negozio formale e descrivendo il citato art. 72, comma 2, legge fall. (già prevedente la dichiarazione espressa) solo la condotta legale tipica, nella sua forma ordinaria ma non tassativa. (Principio affermato dalla S.C., con riguardo alla revocatoria di pagamenti relativi a contratto il subentro nel quale, da parte dell'organo concorsuale, era stato correttamente escluso, dai giudici di merito, perchè avvenuto per implicito, quale effetto dell'esercizio dell'azione revocatoria e dell'alienazione dell'azienda). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Luglio 2008, n. 18834.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - In genere - Esercizio provvisorio dell'impresa - Incidenza sui rapporti giuridici preesistenti - Mandato - Effetto di scioglimento - Impedimento - Esclusione - Prededuzione di tutti i crediti del mandante - Configurabilità - Esclusione.
La continuazione in esercizio provvisorio dell'attività di un'impresa sottoposta a liquidazione coatta amministrativa non preclude l'effetto di scioglimento del preesistente rapporto di mandato previsto dall'art. 78 legge fall., richiamato dall'art. 201 legge fall., e tanto meno può comportare l'ammissione in prededuzione allo stato passivo di tutti i crediti derivanti dai contratti di mandato che per effetto della dichiarazione di insolvenza si sciolgono, stante l'eccezionalità delle disposizioni dettate dagli artt. 74 e 82 legge fall. per i contratti di somministrazione e di assicurazione, laddove, in ragione dell'indivisibilità delle prestazioni, riconoscono ai contraenti dell'imprenditore insolvente il diritto alla prededuzione dei crediti anche preesistenti. (Fattispecie in tema di mandato all'incasso di premi assicurativi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Maggio 2006, n. 11855.


Concordato preventivo - Disposizione ex art. 74, secondo comma, legge fall. - Applicabilità alla procedura di concordato preventivo - Esclusione - Credito del somministrante per prestazioni eseguite prima dell'ammissione del debitore al concordato - Soggezione al concorso ex art. 184 legge fall. - Necessità - Fondamento
Il credito del somministrante per il prezzo delle somministrazioni eseguite prima dell'ammissione del debitore al concordato preventivo è soggetto al concorso, ai sensi dell'art. 184 legge fall., non essendo estensibile al concordato il disposto del secondo comma dell'art. 74 legge fall., dettato in ragione delle specifiche finalità del fallimento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 18 Maggio 2005, n. 10429.


Fallimento - Effetti sui rapporti preesistenti - Vendita - Somministrazione - Curatore - Subentro nel contratto di somministrazione - Corrispettivo delle consegne avvenute prima della dichiarazione di fallimento - Pagamento in prededuzione ex art. 74 legge fall. - Disciplina - Carattere eccezionale - Applicazione analogica - Ammissibilità - Esclusione - Fattispecie
In materia fallimentare, l'art. 74 della legge fallimentare - là ove stabilisce che il curatore che subentra nel contratto di somministrazione deve pagare integralmente il prezzo anche delle consegne già avvenute - prevedendo la possibilità di pagare in prededuzione anche le prestazioni effettuate prima dell'inizio della procedura concorsuale e ciò in deroga al generale principio della "par condicio creditorum" di cui all'art. 2741 cod. civ., costituisce norma di carattere eccezionale e, quindi, inapplicabile oltre i casi in essa considerati ( in applicazione di detto principio è stata esclusa l'applicabilità della menzionata disciplina ad una ipotesi di collegamento negoziale tra il contratto di noleggio a lungo termine di automezzi e la correlativa fornitura di servizi di assistenza e manutenzione ). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Gennaio 2001, n. 396.


Concordato preventivo - Disposizione ex art. 74, secondo comma, legge fall. - Applicabilità alla procedura di concordato preventivo - Esclusione - Credito del somministrante per prestazioni eseguite prima dell'ammissione del debitore al concordato - Soggezione al concorso ex art. 184 legge fall. - Necessità - Credito del somministrante per prestazioni eseguite dopo l'ammissione al concordato - Prededuzione - Ammissibilità
Il credito del somministrante per il prezzo delle somministrazioni eseguite prima dell'ammissione del debitore somministrato al concordato preventivo è soggetto al concorso a norma dell'art. 184 legge fall., al pari degli altri crediti anteriori al decreto di apertura della procedura, ed è, perciò, pagato nella percentuale concordataria, anche se il rapporto prosegua in costanza della procedura, non essendo estensibile al concordato il disposto del secondo comma dell'art. 74 legge fall., dettato in ragione delle specifiche finalità del fallimento. Deve essere, invece, soddisfatto per intero il credito relativo alle prestazioni di somministrazione eseguite dopo il decreto di ammissione al concordato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Gennaio 1997, n. 968.


Contratti di somministrazione - Esecuzione durante il concordato - Successiva dichiarazione di fallimento - Pagamento in prededuzione dei crediti derivanti dal predetto contratto - Condizioni
Con riferimento all'ipotesi di concordato preventivo con cessione di beni cui abbia fatto seguito la dichiarazione di fallimento, i crediti sorti dall'esecuzione di un contratto di somministrazione, maturati prima e dopo il concordato preventivo, non costituiscono spese di gestione e non possono essere soddisfatti in prededuzione nel consecutivo fallimento, ne' in applicazione estensiva o analogica dell'art. 74 legge fall., non richiamato dalle disposizioni del concordato preventivo, ne' in base al principio dell'art. 111 n. 1 legge fall., ancorché estensivamente interpretato nell'ambito della teoria della consecuzione delle procedure, quando la gestione dell'impresa non abbia costituito modalità essenziale del concordato preventivo. Quest'ultima norma, invece, trova applicazione nella procedura in esame quando la gestione dell'impresa ne abbia costituito modalità essenziale, perché sia stata parte della proposta di concordato, sia stata oggetto dell'ammissione da parte del tribunale nonché dell'approvazione da parte dei creditori e sia stata oggetto dell'omologazione finale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Agosto 1996, n. 7140.


Disciplina dell'art. 74, secondo comma, legge fallimentare - Applicabilità alla procedura di amministrazione controllata - Esclusione - Credito da somministrazione di energia elettrica eseguita in periodo precedente all'ammissione dell'impresa all'amministrazione controllata - Successiva ammissione dell'impresa somministrata all'amministrazione straordinaria - Carattere di prededucibilità del predetto credito - Esclusione
La disciplina del secondo comma dell'art. 72 legge fallimentare (a norma del quale il curatore subentrante nel contratto di somministrazione deve pagare integralmente il prezzo anche delle consegne già avvenute), non essendo attuazione concreta di un principio generale attinente alla natura del contratto, non può avere generale applicazione a tutti i casi di continuazione del rapporto nel corso di procedure concorsuali cui detta disciplina specifica non sia normativamente estesa; ne' il carattere eccezionale della disciplina stessa, tipicamente connessa ad una procedura concorsuale e liquidatoria con carattere satisfattivo, può comportare l'applicazione analogica ad altre procedure, come l'amministrazione controllata, in cui la concorsualità assume connotazioni particolari, con finalità essenzialmente conservative delle condizioni originarie del concorso, in relazione alla temporaneità dell'esperimento della singola procedura. Ne consegue che il credito da somministrazione maturato da un soggetto agente in situazione di monopolio, ex art. 2597 cod.civ., per erogazioni di energia elettrica eseguite in favore di una impresa in periodo anteriore all'ammissione della stessa alla procedura di amministrazione controllata, non ha il carattere della prededucibilità nella consecutiva procedura di amministrazione straordinaria, cui la somministrata sia stata successivamente ammessa. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 Maggio 1996, n. 4715.


Subentro del commissario nel contratto di somministrazione pendente - Necessità di apposita autorizzazione - Esclusione - Scelta se subentrare o meno nel predetto contratto - Potere del commissario - Sussistenza - Effetti
Il subentro del commissario nel contratto di energia elettrica pendente non richiede specifica autorizzazione nella procedura di amministrazione straordinaria, essendo la stessa implicita nell'autorizzazione all'esercizio dell'impresa, in virtù del carattere di essenzialità di detti contratti per la continuata gestione dell'impresa; tuttavia, la scelta se subentrare, o non, nel contratto, ed a quali condizioni (scelta che può essere fatta anche per fatti concludenti, quali l'utilizzazione in concreto dell'energia elettrica), costituisce pur sempre una potestà che compete al commissario, avvalendosi della disposizione dell'art. 74 legge fallimentare., nonché della sospensione del rapporto concessa dall'art. 72 legge fallimentare., interpretato come principio generale applicabile a tutti i rapporti di scambio nel fallimento e nelle procedure cui detta disciplina è estesa dalla legge con specifici richiami. Ne consegue che l'eventuale utilizzazione di energia elettrica, senza la preventiva manifestazione della volontà di variazione, costituisce atto di subentro nell'unico contratto pendente, mentre l'utilizzazione dopo la manifestazione della volontà di variazione deve imputarsi al nuovo contratto che verrà stipulato ed alla cui conclusione il soggetto che agisce in regime di monopolio non potrà sottrarsi. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 22 Maggio 1996, n. 4715.


Forniture somministrate sia prima che durante l'amministrazione controllata - Debito dell'impresa fallita per il corrispettivo - Prededucibilità
Il contratto di somministrazione, disciplinato dagli artt. 1559 e segg. cod. civ., come contratto di durata, dando luogo ad un rapporto unitario con riguardo al sinallagma sia generico che funzionale, implica la continuazione di questo anche nel corso della procedura di amministrazione controllata, alla quale il somministrato sia ammesso, posto che difetta, per essa, la previsione di automatico scioglimento dei rapporti in atto,, propria del fallimento. Pertanto, qualora a detta procedura segua quella liquidatoria, atteso il nesso di consecutività e di interdipendenza che lega la seconda alla prima, trova applicazione il secondo comma dell'art. 74 legge fall., con la conseguenza che il debito contratto dall'impresa, sia anteriormente all'ammissione all'amministrazione controllata che nel corso di essa, per le forniture somministrate, deve essere soddisfatto in prededuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Luglio 1994, n. 6556.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - In genere - Forniture somministrate sia prima che durante l'amministrazione controllata - Debito per il corrispettivo - Prededucibilità
Il contratto di somministrazione, disciplinato dagli artt. 1559 e segg. cod. civ., come contratto di durata, dando luogo ad un rapporto unitario con riguardo al sinallagma sia genetico che funzionale, implica la continuazione di questo anche nel corso della procedura di amministrazione controllata, alla quale il somministrato sia ammesso, posto che difetta, per essa, la previsione di automatico scioglimento dei rapporti in atto, propria del fallimento. Pertanto, qualora a detta procedura segua quella liquidatoria, atteso il nesso di consecutività e di interdipendenza che lega la seconda alla prima, trova applicazione il secondo comma dell'art. 74 Legge Fall., con la conseguenza che il debito contratto dall'impresa, sia anteriormente all'ammissione all'amministrazione controllata che nel corso di essa, per le forniture somministrate, deve essere soddisfatto in prededuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Febbraio 1993, n. 1444.


Consecuzione alla procedura di concordato preventivo - Contratto di somministrazione - Curatore - Subentro - Debito per le forniture contratto anteriormente e nel corso della procedura di concordato preventivo - Prededucibilità
In tema di procedure concorsuali, il debito contratto dall'imprenditore, sia anteriormente che nel corso della procedura di concordato preventivo, per forniture derivanti dal contratto di somministrazione, previsto dagli artt. 1559 e segg. cod. civ., nel quale il curatore, autorizzato nel seguito fallimento all'esercizio provvisorio, sia subentrato, deve essere soddisfatto in prededuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Febbraio 1993, n. 1397.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Commissario della procedura autorizzato alla prosecuzione della impresa - Rapporti preesistenti - Somministrazioni di energia elettrica - Comportamento concludente del commissario - Successione nel contratto di somministrazione - Effetti - Prededucibilità del credito per le erogazioni anteriori e successive
Nell'amministrazione straordinaria di grande impresa in crisi, disciplinata dal D.L. 30 gennaio 1979 n. 26 - convertito in legge 3 aprile 1979 n. 95 (e successive modificazioni) - al commissario della procedura non è consentito sciogliere un contratto di somministrazione di energia elettrica con l'ente erogatore in regime di monopolio, al solo fine di stipulare altro contratto della stessa natura, con le stesse clausole e necessariamente con lo stesso soggetto, con la conseguente elusione dell'applicazione del disposto dell'art. 74 ult. comma legge fall.. Pertanto, in presenza di autorizzazione all'esercizio dell'impresa, il comportamento del commissario, il quale continui di fatto l'utilizzazione dell'energia elettrica, senza preventivamente comunicare all'E.N.E.L. la volontà di stipulare altro contratto di somministrazione a condizioni diverse da quelle che regolano il rapporto pendente all'inizio della procedura, implica il subingresso nello stesso contratto pendente e ne esclude la sospensione, con conseguente prededucibilità del credito per le erogazioni tanto anteriori che successive. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Maggio 1991, n. 5002.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria - Disciplina dei rapporti preesistenti - Applicabilità degli artt. 72 e ss. della legge fall. - Contratto di somministrazione - Facoltà del commissario straordinario di subentrare nel rapporto oppure di sciogliersi - Sussistenza - Autorizzazione dell'autorità amministrativa - Necessità
La disciplina dei rapporto preesistenti che fanno capo alle imprese sottoposte ad amministrazione straordinaria va individuata - in virtù del richiamo contenuto nell'art. 2 della legge 3 aprile 1979, n. 95, negli artt. 72 e seguenti della legge fall., con la conseguenza, quanto al contratto di somministrazione, che il commissario straordinario, con l'autorizzazione dell'autorità amministrativa - implicita nel decreto che dispone la prosecuzione dell'esercizio dell'impresa - ha facoltà di subentrare nel rapporto ovvero di sciogliersene, potendo il verificarsi della prima alternativa anche desumersi da atti o fatti diversi da una espressa e formale dichiarazione di volontà in tal senso, ma univocamente concludenti in relazione al contesto degli elementi da considerare caso per caso ed alla valutazione generale della concreta situazione dell'impresa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03 Maggio 1991, n. 4842.


Amministrazione straordinaria di grandi imprese in crisi - Contratti inerenti alla prosecuzione dell'esercizio dell'impresa - Subentro - Autorizzazione al commissario - Necessità - Esclusione


Nell'amministrazione straordinaria di grande impresa in crisi, secondo la disciplina del d.l. 30 gennaio 1979 n. 26, convertito in legge 3 aprile 1979 n. 95 (e successive modificazioni), il Commissario non abbisogna di autorizzazione per subentrare nei contratti inerenti alla prosecuzione dell'esercizio dell'impresa (nella specie, fornitura di energia elettrica), anche ai fini della prededucibilità dei crediti discendenti da tali contratti, considerato che detta prosecuzione dell'impresa è connaturale alla procedura e che quella autorizzazione è contemplata soltanto per gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione (art. 2 del citato decreto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Luglio 1989, n. 3319.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Commissario della procedura di amministrazione straordinaria autorizzato alla prosecuzione dell'impresa - Rapporti preesistenti - Amministrazioni di energia elettrica - Successione nel relativo contratto - Comportamento concludente del commissario - Idoneità - Effetti


La condotta del Commissario della procedura di amministrazione straordinaria, che autorizzato alla prosecuzione dell'impresa, pur senza dichiarare, ancorché di fronte all'interpello dello ente somministrante, di voler subentrare nel contratto di somministrazione di energia elettrica necessaria per l'attività dell'azienda (rimasto sospeso ai sensi dell'art. 74, primo comma, legge fall., in relazione al precedente art. 72, secondo comma), prosegua di fatto nell'utilizzazione dell'energia elettrica, senza chiedere di stipulare un nuovo contratto a condizioni diverse, comporta la sua successione nel detto contratto, e non il suo scioglimento, con la conseguente prededucibilità per i crediti del somministrante maturati anteriormente alla procedura, costituendo il suo comportamento manifestazione tacita della volontà univocamente diretta alla esclusione della sospensione del contratto ed alla successione nello stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 1989, n. 2572.


Vendita - Non eseguita - Subingresso del curatore - Manifestazione positiva di volontà - Comportamento concludente - Idoneità


Con riguardo ai contratti di vendita o somministrazione stipulati dall'imprenditore "in bonis", il subingresso del curatore previsto dagli artt. 72 e 74 della legge fallimentare (ovvero del Commissario dell'amministrazione straordinaria, cui dette norme sono applicabili) richiede una manifestazione di volontà positiva, ma tale manifestazione non abbisogna di formule solenni, ne' comunque deve essere esplicita, potendo anche essere espressa tacitamente, attraverso un comportamento concludente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Febbraio 1988, n. 1765.


Impegno di potenza - Natura - Conseguenze - Risoluzione del contratto per sopravvenuto fallimento dell'utente - Effetti - Credito del somministrante per il periodo compreso tra la risoluzione e la scadenza naturale del contratto - Insussistenza


Nel contratto di somministrazione di energia elettrica il cosiddetto impegno di potenza, che si sostanzia nell'Obbligo del somministrante di predisporre e mantenere l'impianto in guisa di tenere a disposizione dell'utente una determinata quantità di energia, configura, al pari di quello inerente alla somministrazione di energia, una prestazione ad esecuzione non istantanea anteriore alla esecuzione del contratto, ma una prestazione continuata, accessoria e strumentale a quella principale di somministrare l'energia cui corrisponde un corrispettivo fisso da pagarsi periodicamente, maturando coevamente al consumo dell'energia, tanto nel caso di rapporto a tempo indeterminato quanto nel caso di rapporto a tempo determinato con previsione di rinnovazione tacita. Pertanto la risoluzione del contratto per sopravvenuto fallimento dell'utente travolge il suddetto impegno e i correlativi obblighi dell'utente medesimo, facendo salve soltanto le prestazioni già eseguite, con l'ulteriore conseguenza che nel periodo della risoluzione alla naturale scadenza del contratto non è configurabile un credito, del somministrante in dipendenza di quell'impegno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Febbraio 1988, n. 1259.


Impegno di potenza - Natura - Conseguenze - Risoluzione del contratto per sopravvenuto fallimento dell'utente - Effetti - Credito del somministrante per il periodo compreso tra la risoluzione e la scadenza naturale del contratto - Insussistenza


Nel contratto di somministrazione di energia elettrica, il cosiddetto "impegno di potenza", cioè il dovere del somministrante di tenere a disposizione dell'utente una determinata quantità di energia, configura, al pari di quello inerente all'erogazione della energia medesima, una prestazione ad esecuzione non istantanea, ma continuata, tanto nel caso di rapporto a tempo indeterminato, quanto nel caso di rapporto a tempo determinato, con previsione di rinnovazione tacita. Pertanto, la risoluzione del contratto per sopravvenuto fallimento dell'utente travolge il suddetto impegno ed i correlativi obblighi dell'utente medesimo facendo salve solo le prestazioni già eseguite (art. 1458 cod. (civ.), con l'ulteriore conseguenza che, per il periodo dalla risoluzione alla naturale scadenza del contratto, non è configurabile un credito del somministrante in dipendenza di quell'impegno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 21 Marzo 1985, n. 2069.


Contratto ad esecuzione periodica o continuata o differita


Agli effetti dell'applicabilita della regola contenuta nell'art 1458 cod civ - secondo cui gli effetti retroattivi della risoluzione non operano, nei contratti a esecuzione continuata o periodica, per le prestazioni già eseguite - sono contratti ad esecuzione continuata o periodica solo quelli che fanno sorgere obbligazioni di durata per entrambe le parti, e cioè quelli in cui l'intera esecuzione del contratto avvenga attraverso coppie di prestazioni da realizzarsi contestualmente nel tempo. Pertanto, mentre non possono considerarsi compresi nella previsione normativa dell'art 1458 citato quei contratti in cui ad una prestazione periodica o continuativa di una parte si contrappone una prestazione istantanea (anticipata o posticipata) dell'altra parte, debbono esservi compresi quei contratti in cui ad una prestazione continuativa se ne contrappone un'altra periodica, poiché in tal caso la corrispettività si riflette su tutte le prestazioni attraverso le quali il contratto riceve esecuzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 1980, n. 1824.


Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Somministrazione


Nel contratto di somministrazione di energia elettrica la prestazione relativa all'impegno di potenza - consistente nell'Obbligo di tenere a disposizione dell'utente una determinata quantita di energia elettrica - e da qualificare come prestazione di durata, ad esecuzione continuata, e non gia come prestazione istantanea, poiche il somministrante non realizza un iniziale accumulo di energia, da erogare volta per volta, secondo la richiesta, per tutta la durata del contratto, ma garantisce semplicemente all'utente la possibilita di assorbire, in un'unita di tempo, una determinata quantita di energia, obbligandosi ad una prestazione che non puo essere disgiunta dal concreto assorbimento dell'energia stessa. Ne consegue che, corrispondendo alla prestazione continuativa del somministrante una prestazione periodica dell'utente, la risoluzione del contratto, determinata dal fallimento dell'utente, opera secondo il principio affermato dall'art 1458 cod civ,in forza del quale anche la clausola relativa all'impegno di potenza resta travolta dagli effetti retroattivi della risoluzione, con la sola eccezione delle prestazioni gia effettuate, senza che possa, percio, ipotizzarsi alcun credito da insinuarsi nel passivo fallimentare in dipendenza di detta clausola relativamente al periodo tra la dichiarazione di fallimento e la naturale scadenza del contratto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 1980, n. 1824.


Somministrante diretta alla assegnazione di termine al curatore per dichiarazione di subingresso nel rapporto - Rigetto da parte del giudice delegato - Ricorso per cassazione - Inammissibilità


Nell'ipotesi di contratto di somministrazione in corso alla dichiarazione di fallimento del somministrato, il provvedimento, con il quale il giudice delegato del fallimento rigetta l'istanza rivoltagli dal somministrante, diretta all'assegnazione di un termine al curatore del somministrato per l'eventuale dichiarazione di subingresso nel contratto di somministrazione, con la conseguenza dello scioglimento del contratto stesso in caso di silenzio nel termine fissato (artt 72 e 74 della legge fallimentare), non ha natura decisoria, in quanto, traducendosi, quale ne sia la motivazione, in un diniego di autorizzazione del curatore a subentrare nel rapporto, non contiene una statuizione che incide, neppure indirettamente, sui diritti soggettivi dell'altro contraente. Ne consegue che detto provvedimento, a prescindere da ogni questione relativa alla sua definitivita, non e impugnabile con il ricorso per Cassazione ai sensi dell'art 111 della Costituzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Luglio 1979, n. 3829.


Dichiarazione del curatore di subentrare nel contratto o di sciogliersene - Mancanza di dichiarazioni del curatore - Conseguenze


Ai sensi dell'art 74 della legge fallimentare, e del richiamo in esso contenuto al secondo e terzo comma del precedente art. 72, la dichiarazione di fallimento del somministrato, intervenuta in corso di esecuzione del contratto di somministrazione, determina ipso iure la sospensione del rapporto, fino a quando il curatore, con l'autorizzazione del giudice delegato, dichiari in modo inequivoco, ancorche senza particolari formalita, di subentrare nel contratto, ovvero di sciogliersi dal medesimo. Quando il curatore non faccia alcuna dichiarazione, il somministrante puo fargli assegnare un termine dal giudice delegato, decorso il quale il contratto si intende sciolto. Dal sistema di dette norme si evince che, mentre il subingresso del curatore nel contratto di somministrazione postula una sua dichiarazione affermativa, l'ipotesi inversa non richiede la prova di un dissenso del curatore stesso, si che ogni altra sua risposta, non contenente un'inequivoca volonta nel senso del subentro, deve considerarsi come risposta negativa, o, comunque, mancata risposta, sufficiente a determinare lo scioglimento del contratto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Ottobre 1978, n. 4570.