LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO XI
Dell'affiliazione e dell'affidamento

Art. 407

Procedimento
TESTO A FRONTE

I. Il ricorso per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno deve indicare le generalità del beneficiario, la sua dimora abituale, le ragioni per cui si richiede la nomina dell'amministratore di sostegno, il nominativo ed il domicilio, se conosciuti dal ricorrente, del coniuge, dei discendenti, degli ascendenti, dei fratelli e dei conviventi del beneficiario.

II. Il giudice tutelare deve sentire personalmente la persona cui il procedimento si riferisce recandosi, ove occorra, nel luogo in cui questa si trova e deve tener conto, compatibilmente con gli interessi e le esigenze di protezione della persona, dei bisogni e delle richieste di questa.

III. Il giudice tutelare provvede, assunte le necessarie informazioni e sentiti i soggetti di cui all'articolo 406; in caso di mancata comparizione provvede comunque sul ricorso. Dispone altresì, anche d'ufficio, gli accertamenti di natura medica e tutti gli altri mezzi istruttori utili ai fini della decisione.

IV. Il giudice tutelare può, in ogni tempo, modificare o integrare, anche d'ufficio, le decisioni assunte con il decreto di nomina dell'amministratore di sostegno.

V. In ogni caso, nel procedimento di nomina dell'amministratore di sostegno interviene il pubblico ministero.


GIURISPRUDENZA

Consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento – Retroattività – Esclusione – Disciplina transitoria – Direttive di trattamento terapeutico anteriori all’entrata in vigore della legge – Applicabilità – Condizioni.
La l. 22 dicembre 2017, n. 219, recante norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, è priva di efficacia retroattiva e non si applica dunque alle manifestazioni di volontà relative ai trattamenti sanitari espresse in data anteriore all'entrata in vigore della legge (31 gennaio 2018), fatta salva l'ipotesi, prevista dall'art. 6 della legge, in cui la volontà del disponente sia stata manifestata in documenti depositati presso il comune di residenza o presso un notaio prima della stessa data; ne consegue che la legge nuova è inapplicabile alle direttive anticipate di trattamento terapeutico che siano state, come nella specie, formulate in sede di designazione anticipata dell'amministratore di sostegno ai sensi dell'art. 408, comma 1, c.c. prima dell'entrata in vigore della legge e che siano contenute in una scrittura privata personalmente conservata dall'interessato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Maggio 2019, n. 12998.


Nomina dell'amministratore di sostegno – Designazione anticipata da parte dell’interessato ex art. 408 c.c. – Finalità – Conseguenze – Direttive sulle decisioni terapeutiche future – Ammissibilità – Fondamento – Fattispecie.
La designazione anticipata dell'amministratore di sostegno da parte dello stesso interessato, in vista della propria eventuale futura incapacità, prevista dall'art. 408, comma 1, c.c., non ha esclusivamente la funzione di scegliere il soggetto che, ove si presenti la necessità, il giudice tutelare deve nominare, ma ha altresì la finalità di consentire al designante, che si trovi ancora nella pienezza delle proprie facoltà cognitive e volitive, di impartire delle direttive vincolanti sulle decisioni sanitarie o terapeutiche da far assumere in futuro all'amministratore designato; tali direttive possono anche prevedere il rifiuto di determinate cure, in quanto il diritto fondamentale della persona all'autodeterminazione, in cui si realizza il valore fondamentale della dignità umana, sancito dall'art. 32 Cost., dagli art. 2, 3 e 35 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalle convenzioni internazionali, include il diritto di rifiutare la terapia e di decidere consapevolmente di interromperla, in tutte le fasi della vita, anche in quella terminale, senza che tale rifiuto, ove informato, autentico e attuale, incontri un limite di ordine pubblico in un inesistente dovere di curarsi. (Nella fattispecie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva rigettato la richiesta di nomina dell'amministratore di sostegno che l'interessato, aderente alla confessione religiosa dei Testimoni di Geova, aveva preventivamente designato, anche allo scopo di far valere la sua irrevocabile volontà di non essere sottoposto, neanche in ipotesi di morte certa ed imminente, a trasfusioni a base di emoderivati). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Maggio 2019, n. 12998.


Amministrazione di sostegno – Morte del beneficiario – Spese funerarie..
Con la morte del beneficiario, l’amministratore cessa dalle funzioni e resta titolare della facoltà di compiere solo gli atti urgenti, nell’ambito dei quali possono includersi le spese funerarie; se, però, alle suddette spese vuol far fronte uno degli eredi, il G.T. non ha alcun potere autorizzatorio e l’amministratore alcuna facoltà di intervento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21 Agosto 2013.


Amministrazione di Sostegno – Attivazione ex officio del procedimento – Esclusione..
Il procedimento per l’istituzione di una amministrazione di sostegno non può essere avviato ex officio dal giudice tutelare, in quanto la legge consente a questi, officiosamente, solo di attivare il procedimento di revoca della misura di protezione eventualmente aperta (v. art. 413 c.c.) oppure di optare per una determinata protezione pur a fronte dell’attivazione di un’altra (v. art. 418 c.c.). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 21 Febbraio 2012.


Amministrazione di sostegno – Nomina per l’ipotesi di futura incapacità del beneficiario finalizzata a conferire all’amministratore il potere di fare rispettare le direttive anticipate dell’interessato in materia di salute – Inammissibilità..
Non è ammissibile la nomina da parte del giudice tutelare di un amministratore di sostegno in previsione di un’eventuale incapacità futura, con particolare riferimento alle scelte di autodeterminazione terapeutica, in difetto di una condizione attuale d’incapacità del beneficiario richiesta dall’art. 404 codice civile. (rigetta reclami del Pubblico Ministero e del beneficiario confermando decreto 8 aprile 2009 Giudice Tutelare Tribunale di Firenze). (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 03 Luglio 2009.


Amministrazione di sostegno – Impossibilità del soggetto di esprimere le proprie esigenze – Esame diretto dell’amministrando da parte del giudice – Non necessità..
L’esame diretto dell’amministrando da parte del Giudice non è condizione necessaria per potere provvedere sulla richiesta di amministrazione di sostegno, laddove le condizioni fisiche del beneficiario impediscano allo stesso di esprimere i propri bisogni e le proprie esigenze. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 16 Settembre 2008.