LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO XI
Dell'affiliazione e dell'affidamento

Art. 408

Scelta dell'amministratore di sostegno
TESTO A FRONTE

I. La scelta dell'amministratore di sostegno avviene con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi della persona del beneficiario. L'amministratore di sostegno può essere designato dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. In mancanza, ovvero in presenza di gravi motivi, il giudice tutelare può designare con decreto motivato un amministratore di sostegno diverso. Nella scelta, il giudice tutelare preferisce, ove possibile, il coniuge che non sia separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, il parente entro il quarto grado ovvero il soggetto designato dal genitore superstite con testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.

II. Le designazioni di cui al primo comma possono essere revocate dall'autore con le stesse forme.

III. Non possono ricoprire le funzioni di amministratore di sostegno gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario.

IV. Il giudice tutelare, quando ne ravvisa l'opportunità, e nel caso di designazione dell'interessato quando ricorrano gravi motivi, può chiamare all'incarico di amministratore di sostegno anche altra persona idonea, ovvero uno dei soggetti di cui al titolo II al cui legale rappresentante ovvero alla persona che questi ha facoltà di delegare con atto depositato presso l'ufficio del giudice tutelare, competono tutti i doveri e tutte le facoltà previste nel presente capo.


GIURISPRUDENZA

Consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento – Retroattività – Esclusione – Disciplina transitoria – Direttive di trattamento terapeutico anteriori all’entrata in vigore della legge – Applicabilità – Condizioni.
La l. 22 dicembre 2017, n. 219, recante norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, è priva di efficacia retroattiva e non si applica dunque alle manifestazioni di volontà relative ai trattamenti sanitari espresse in data anteriore all'entrata in vigore della legge (31 gennaio 2018), fatta salva l'ipotesi, prevista dall'art. 6 della legge, in cui la volontà del disponente sia stata manifestata in documenti depositati presso il comune di residenza o presso un notaio prima della stessa data; ne consegue che la legge nuova è inapplicabile alle direttive anticipate di trattamento terapeutico che siano state, come nella specie, formulate in sede di designazione anticipata dell'amministratore di sostegno ai sensi dell'art. 408, comma 1, c.c. prima dell'entrata in vigore della legge e che siano contenute in una scrittura privata personalmente conservata dall'interessato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Maggio 2019, n. 12998.


Nomina dell'amministratore di sostegno – Designazione anticipata da parte dell’interessato ex art. 408 c.c. – Finalità – Conseguenze – Direttive sulle decisioni terapeutiche future – Ammissibilità – Fondamento – Fattispecie.
La designazione anticipata dell'amministratore di sostegno da parte dello stesso interessato, in vista della propria eventuale futura incapacità, prevista dall'art. 408, comma 1, c.c., non ha esclusivamente la funzione di scegliere il soggetto che, ove si presenti la necessità, il giudice tutelare deve nominare, ma ha altresì la finalità di consentire al designante, che si trovi ancora nella pienezza delle proprie facoltà cognitive e volitive, di impartire delle direttive vincolanti sulle decisioni sanitarie o terapeutiche da far assumere in futuro all'amministratore designato; tali direttive possono anche prevedere il rifiuto di determinate cure, in quanto il diritto fondamentale della persona all'autodeterminazione, in cui si realizza il valore fondamentale della dignità umana, sancito dall'art. 32 Cost., dagli art. 2, 3 e 35 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalle convenzioni internazionali, include il diritto di rifiutare la terapia e di decidere consapevolmente di interromperla, in tutte le fasi della vita, anche in quella terminale, senza che tale rifiuto, ove informato, autentico e attuale, incontri un limite di ordine pubblico in un inesistente dovere di curarsi. (Nella fattispecie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva rigettato la richiesta di nomina dell'amministratore di sostegno che l'interessato, aderente alla confessione religiosa dei Testimoni di Geova, aveva preventivamente designato, anche allo scopo di far valere la sua irrevocabile volontà di non essere sottoposto, neanche in ipotesi di morte certa ed imminente, a trasfusioni a base di emoderivati). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Maggio 2019, n. 12998.


Amministrazione di sostegno – Nomina dell’amministratore di sostegno – Nomina del coniuge legalmente separato – Condizioni..
Il giudice tutelare può nominare il coniuge legalmente separato quale amministratore di sostegno del beneficiario, accertata l’assenza di conflitti di interessi e l’adeguatezza della designazione, specie se la nomina è fatta dal beneficiario stesso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 13 Marzo 2012.


Stato vegetativo permanente o Coma – Adeguatezza dell’amministrazione di sostegno – Precedente orientamento del Tribunale contrario – Necessità della interdizione – Revirement – Amministrazione di sostegno – Applicabilità – Sussiste..
E’ applicabile l’amministrazione di sostegno in caso di beneficiario che versi in stato vegetativo permanente o coma posto che le norme che prevedono la possibilità, per la persona protetta, di comunicare le proprie volontà e i propri desideri, vanno interpretate nel senso che esse non escludono l’istituto dell’ADS dove tale possibilità in concreto non sussista. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 05 Marzo 2012.


Amministrazione di Sostegno – Attivazione ex officio del procedimento – Esclusione..
Il procedimento per l’istituzione di una amministrazione di sostegno non può essere avviato ex officio dal giudice tutelare, in quanto la legge consente a questi, officiosamente, solo di attivare il procedimento di revoca della misura di protezione eventualmente aperta (v. art. 413 c.c.) oppure di optare per una determinata protezione pur a fronte dell’attivazione di un’altra (v. art. 418 c.c.). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 21 Febbraio 2012.


Amministrazione di sostegno – Beneficiario con residenza abituale in Italia ma con patrimoni in Svizzera – Competenza giurisdizionale del Giudice italiano – Sussiste – Efficacia dei decreti di volontaria giurisdizione nello Stato Svizzero – Convenzione dell’Aja del 2000 sotoscritta dalla Svizzera – Cortesia internazionale..
La Svizzera, con ratifica entrata in vigore l’1 gennaio 2009, ha ratificato la Convenzione dell’Aja del 13 gennaio 2000 (“protection internationale des adultes”), la quale pone una base risolutiva normativa per i problemi transfrontalieri, in caso di soggetti sotto protezione giuridica, ma con interessi giuridici, di tipo patrimoniale, in Stati diversi. Ad es., come accade per un soggetto sotto protezione giuridica in Italia, ma con conti correnti o beni immobili in Svizzera. Secondo la Convenzione, le autorità, sia giudiziarie che amministrative competenti ad adottare misure tendenti alla protezione della persona vulnerabile o dei suoi beni sono quelle “dello Stato contraente di residenza abituale dell’adulto”. L’Italia non ha sottoscritto la Convenzione ma, in casi del genere, trova applicazione la cd. cortesia internazionale, e lo Stato che vi ha interesse, può richiedere di beneficiare del tessuto connettivo della Convenzione sottoscritta dall’altro Stato, in via di applicazione interpretativa dei medesimi principi. Comunque, anche secondo il Diritto italiano, è competente il giudice italiano (v. art. 404 cod. civ.). Si ritiene, pertanto, che vi siano i presupposti per il riconoscimento della decisione odierna in Svizzera. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 10 Febbraio 2012.


Amministrazione di sostegno - Audizione del beneficiario - Giù sentito nel giudizio di inabilitazione poi concluso con rigetto della domanda..
Dove il beneficiario, già inabilitando, sia stato sentito nella sede processuale della inabilitazione, poi non accolta, è da escludersi la necessità della ripetizione dell’incombente, posto che, comunque, per il soggetto debole, l’audizione in Tribunale è sempre un momento di possibile pregiudizio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 18 Gennaio 2012.


Amministrazione di sostegno - Indennità assegnata al professionista scelto come amministratore di sostegno - Compenso per l'attività professionale - Reddito di lavoro autonomo rilevante ai fini Iva..
L'indennità assegnata all'avvocato scelto dal giudice tutelare come amministratore di sostegno per una persona che, a causa di una infermità fisica o psichica, non può provvedere ai propri interessi, rappresenta un compenso per lo svolgimento di un’attività professionale e, come tale, è da considerare reddito di lavoro autonomo, rilevante ai fini Iva. (In senso contrario Tribunale di Varese, 20 marzo 2012, in questa Rivista) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Roma, 09 Gennaio 2012.


Istituzione dell’amministrazione di sostegno – In previsione della futura incapacità – Ammissibilità – Esclusa..
L’amministrazione di sostegno non può essere aperta “ora per allora” e cioè sotto la condizione del verificarsi dello stato di incapacità, in previsione del quale è compiuta la designazione in via anticipata dell’amministratore: l’attualità dello stato di incapacità, infatti, è condicio sine qua non solo per l’efficacia della misura protettiva ma anche per la sua istituzione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

I precedenti citati dalla Pronuncia
Conforme:
L’amministrazione di sostegno non può essere aperta “ora per allora” e cioè sotto la condizione del verificarsi dello stato di incapacità, in previsione del quale è compiuta la designazione in via anticipata dell’amministratore. G.T. Varese 25 agosto 2010

Difforme:
L’attualità dello stato di incapacità di intendere e di volere è presupposto per la produzione degli effetti dello strumento protettivo ma non anche requisito per la sua istituzione. G.T. Modena, 13 maggio 2008
Tribunale Verona, 04 Gennaio 2011.


Direttive anticipate di trattamento terapeutico - Validità - Sussiste - Designazione di un sostituto per l’attuazione delle scelte (cd. substituted judgement) - Validità - Sussiste.

Direttive anticipate di trattamento terapeutico - Designazione di un amministratore di sostegno per l’attuazione delle scelte - art. 408 c.c. - Validità - Sussiste.

Designazione di un amministratore di sostegno per l’attuazione delle scelte ora per allora - Art. 408 c.c. - Validità - Sussiste - Apertura dell’amministrazione di sostegno - Prima dell’attualità dello stato di incapacità preveduto - Inammissibilità - Necessità di tutelare la persona beneficiaria.
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È valida la volontà di un soggetto capace, formatasi in modo immune da vizi, circa i trattamenti ai quali desidera o non desidera essere sottoposto nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato. E’, altresì, valida, nel contesto negoziale di tali direttive anticipate di trattamento terapeutico, la designazione di un sostituto cui demandato il compito di portare ad attuazione ed esecuzione la volontà espressa ora per allora. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’art. 408 c.c. come novellato dalla legge n. 6 del 2004 legittima e consente la designazione di un amministratore di sostegno, da parte dallo stesso interessato, in previsione della propria eventuale futura incapacità, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata. Il negozio così compilato è destinato a racchiudere, anche, direttive anticipate di trattamento terapeutico che saranno efficaci e vincolanti per i terzi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’art. 408 c.c. consente che la designazione dell’amministratore possa essere effettuata dal beneficiario in previsione della futura eventuale incapacità. L’amministrazione di sostegno, però, potrà essere aperta solo nel momento in cui il suddetto stato di infermità si sarà verificato non potendo il procedimento giurisdizionale che essere attuale e contestuale alle esigenze per le quali si chiede la misura di protezione, ciò anche per garantire all’adulto incapace la massima tutela, garantita dalla presenza del giudice tutelare cui demandato il compito di svolgere tutti gli accertamenti del caso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese, 25 Agosto 2010.


Amministrazione di sostegno – Nomina per l’ipotesi di futura incapacità del beneficiario finalizzata a conferire all’amministratore il potere di fare rispettare le direttive anticipate dell’interessato in materia di salute – Inammissibilità..
Non è ammissibile la nomina da parte del giudice tutelare di un amministratore di sostegno in previsione di un’eventuale incapacità futura, con particolare riferimento alle scelte di autodeterminazione terapeutica, in difetto di una condizione attuale d’incapacità del beneficiario richiesta dall’art. 404 codice civile. (rigetta reclami del Pubblico Ministero e del beneficiario confermando decreto 8 aprile 2009 Giudice Tutelare Tribunale di Firenze). (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 03 Luglio 2009.


Amministratore di sostegno – Nomina per l’ipotesi di futura incapacità del beneficiario finalizzata a conferire all’amministratore il potere di fare rispettare le direttive anticipate dell’interessato in materia di salute – Inammissibilità..
Non è ammissibile la nomina da parte del giudice tutelare di un amministratore di sostegno provvisorio in previsione di una futura incapacità del beneficiario, al fine di conferire al primo il potere di far rispettare le “direttive anticipate” in materia di salute (concernenti, in particolare, il rifiuto di consentire trasfusioni di sangue) quando l’istante è ancora capace di autodeterminarsi; in tale ipotesi, difetta, infatti, il presupposto dell’attuale ”impossibilità dell’interessato a provvedere ai propri interessi”, richiesto dall’art. 404 cod. civ., e verrebbe aggirato il principio di personalità del diritto alla salute. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 24 Luglio 2008.