TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1

Natura e finalità dell'amministrazione straordinaria.
TESTO A FRONTE

1. L'amministrazione straordinaria è la procedura concorsuale della grande impresa commerciale insolvente, con finalità conservative del patrimonio produttivo, mediante prosecuzione, riattivazione o riconversione delle attività imprenditoriali.


GIURISPRUDENZA

Procedura di Amministrazione Straordinaria – Beneficio dell’esdebitazione – Applicabilità.
Ove ne sussistano i presupposti di legge, il beneficio dell’esdebitazione deve essere garantito non solo ai soggetti, persone fisiche, che sono sottoposti ad una procedura fallimentare, bensì anche a coloro che sono soggetti ad una procedura di amministrazione straordinaria, e ciò in forza di un’interpretazione costituzionalmente orientata, rispettosa del principio di uguaglianza, nonché delle tendenze, sia europee sia interne, volte a favorire, dopo un periodo ragionevole, la ricollocazione sul mercato di imprese e imprenditori sottoposti a procedure concorsuali. (Nicola Bottero) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12 Febbraio 2019.


Società in house - Disciplina del codice civile - Applicabilità - Applicazione delle procedure concorsuali - Società costituite nelle forme del codice civile ed aventi ad oggetto attività commerciale - Assoggettabilità fallimento - Fattispecie in tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi

Società in house - Società costituite nelle forme del codice civile ed avente ad oggetto l’attività commerciale - Assoggettabilità a fallimento - Irrilevanza dell’effettivo esercizio dell’attività - Qualità di imprenditore commerciale acquisita al momento della costituzione - Identificazione sulla base dello statuto
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E’ di interpretazione autentica la norma di cui al D.L. n.95/12, convertito in L. 135/2012, che ha dettato, in materia di società a partecipazione pubblica, una disposizione di generale rinvio alla disciplina codicistica delle società di capitali, precisando che: “Le disposizioni del presente articolo e le altre disposizioni, anche di carattere speciale, in materia di società a totale o parziale partecipazione pubblica si interpretano nel senso che, per quanto non diversamente stabilito e salvo deroghe espresse, si applica comunque la disciplina dettata dal codice civile in materia di società di capitali” (art. 4, comma 13). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Le società costituite nelle forme previste dal codice civile ed aventi ad oggetto un’attività commerciale sono assoggettabili a fallimento, indipendentemente dall’effettivo esercizio di una siffatta attività, in quanto esse acquistano la qualità di imprenditore commerciale dal momento della loro costituzione, non dall’inizio del concreto esercizio dell’attività d’impresa, al contrario di quanto avviene per l’imprenditore commerciale individuale. Sicché, mentre quest’ultimo è identificato dall’esercizio effettivo dell’attività, relativamente alle società commerciali è lo statuto a compiere tale identificazione, realizzandosi l’assunzione della qualità in un momento anteriore a quello in cui è possibile, per l’impresa non collettiva, stabilire che la persona fisica abbia scelto, tra i molteplici fini potenzialmente raggiungibili, quello connesso alla dimensione imprenditoriale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Palermo, 13 Ottobre 2014.


Amministrazione straordinaria ex d.l. 347/2003 – Presupposti dimensionali per l’ammissione – Numero minimo di lavoratori subordinati ex art. 1 lett. a) d.l. 347/2003 – Impresa appartenente ad un gruppo di imprese da meno di un anno – Accesso alla procedura di amministrazione straordinaria ex d.l. 347/2003 – Esclusione.
L’impresa priva, da sola, dei requisiti dimensionali di ammissione di cui all’art. 1 lett. a) del d.l. 23.12.2003 n. 347 (conv. con modif. nella l. 18.2.2004 n. 39), in tanto può essere ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria disciplinata da tale decreto in quanto la stessa appartenga ad un gruppo di imprese, complessivamente in possesso dei requisiti dimensionali richiesti, costituito da almeno un anno. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 27 Agosto 2014.


Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Ammissione al passivo - Credito del coobbligato che abbia pagato il comune creditore - Fatto costitutivo - Individuazione - Pagamento avvenuto nel corso di procedura concorsuale apertasi a carico del debitore - Credito concorsuale - Avvenuta ammissione al passivo con riserva benchè richiesta, "ab origine", come incondizionata - Opposizione ex art. 98 legge fall. comunque promossa - Sindacato del giudice - Contenuto.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - Concorso dei creditori - Ammissione al passivo - Credito del coobbligato che abbia pagato il comune creditore - Fatto costitutivo - Individuazione - Pagamento avvenuto nel corso di procedura concorsuale apertasi a carico del debitore - Credito concorsuale - Avvenuta ammissione al passivo con riserva benchè richiesta, "ab origine", come incondizionata - Opposizione ex art. 98 legge fall. comunque promossa - Sindacato del giudice - Contenuto.
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L'insinuazione al passivo del credito del coobbligato può aver luogo solo se e nella misura in cui sia già avvenuto il pagamento, che configura il fatto costitutivo del diritto al regresso o della modifica in sede di surrogazione o della sua assunzione, nel rapporto principale, della veste di unico creditore, in quanto l'ammissione al passivo dei crediti con riserva esige una situazione soggettiva non dispiegabile con pienezza soltanto per difetto di elementi accidentali esterni, diversi dal pagamento futuro al creditore comune. Ove, pertanto, tale pagamento sia stato effettuato nel corso di una procedura concorsuale (nella specie, l'amministrazione straordinaria ex art. 1 del d.lgs. 8 luglio 1999, n. 270), ed in particolare dopo la proposizione, da parte del fideiussore, della relativa domanda di insinuazione, ma anteriormente alla esecutività dello stato passivo, il giudice, comunque adito ex artt. 53 del citato d. lgs. e 98 legge fall. (nel testo, applicabile "ratione temporis", anteriore alla riforma di cui al d. lgs. 9 gennaio 2006, n. 5) per l'ammissione al passivo incondizionata, come richiesto "ab origine", in luogo dell'ivi avvenuta ammissione con riserva, non può restringere il suo sindacato critico ancora sul mezzo oppositivo adottato, dovendo, invece, considerare nel merito, e per tutta la sua latitudine, la descritta domanda finalmente fondata sul presupposto solutorio comunque attuato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Maggio 2013, n. 613.


Amministrazione straordinaria - Relazione del commissario giudiziale - Giudizio positivo non adeguatamente motivato - Conseguenze..
In tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese, non può essere condiviso il giudizio positivo formulato dal commissario giudiziale sulla possibilità di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali qualora la relazione dallo stesso redatta non offra un quadro ragionevolmente esaustivo sullo stato in cui versa l'impresa con specifico riguardo alle prospettive di riattivazione dell'attività produttiva e di reimpiego della forza lavoro, nonché sulla possibilità di cessione dell'impresa sul mercato alle condizioni previste dalla procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Gennaio 2012.


Amministrazione straordinaria - Procedimento - Principio dispositivo - Esclusione..
La valutazione relativa all'ammissione o meno di una società alla procedura di amministrazione straordinaria non è ispirata al principio dispositivo di parte bensì ad interessi di ordine generale e di rilevanza pubblicistica, i quali consentono di travalicare lo specifico interesse della società debitrice e dei suoi creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20 Gennaio 2012.


Amministrazione straordinaria – Applicazione delle norme del fallimento – Richiamo espresso – Necessità – Competenza per territorio – Trasferimenti di sede avvenuti nell’anno anteriore – Applicazione dell’art. 9 bis legge fall. – Esclusione..
Le norme che disciplinano la procedura fallimentare non possono essere applicate alla procedura di amministrazione straordinaria di cui al D.Lgs 270/99 ("Prodi bis"), se non espressamente richiamate. Il fallimento e l'amministrazione straordinaria "Prodi bis" sono infatti procedure concorsuali connotate da finalità ed esigenze proprie, hanno una diversa disciplina speciale, sicchè - al di fuori dei richiami espressi (ed eventualmente di lacune normative) - nulla giustifica un'applicazione analogica della normativa dell'una all'altra procedura. Va pertanto ritenuta l'inapplicabilità alla procedura di cui al D.Lgs 270/99 ("Prodi bis") dell'art. 9 legge fall. il quale, pur ponendo al primo comma la regola generale (comune alla "Prodi bis") della competenza per territorio del Tribunale ove si trova la sede "principale" della società insolvente, in via di eccezione, dispone che i trasferimenti avvenuti nell'anno anteriore sono irrilevanti ai fini della competenza territoriale, in quanto ritenuti, con presunzione legale, fittizi. (fg) Tribunale Udine, 09 Luglio 2009, n. 0.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Programma di cessione dei complessi aziendali ex artt. 62 e 63 del d.lgs. n. 270 del 1999 - Regolamentazione delle attività preparatorie ed autorizzatorie - Derogabilità da parte del commissario straordinario e del Ministro - Esclusione - Fondamento - Norme imperative - Violazione - Conseguenze sull'attività negoziale conclusiva della procedura di vendita - Nullità del contratto - Sussistenza..
In tema di cessione dei complessi aziendali nell'ambito dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato d'insolvenza, le disposizioni di cui agli artt. 62 e 63 del d.lgs. n. 270 del 1999, disciplinando le attività preparatorie ed autorizzatorie, pongono al commissario straordinario ed al Ministro dello Sviluppo Economico una serie di vincoli diretti a salvaguardare una pluralità di interessi, tra cui quello dei creditori, dei lavoratori, nonchè quello generale alla salvaguardia delle unità produttive; tali disposizioni hanno il carattere di norme imperative, alla cui violazione consegue la nullità, e non la mera inefficacia, dell'attività negoziale conclusiva della procedura di vendita (nella specie, il contratto di compravendita di azienda) e la illegittimità degli atti prodromici (il programma di cessione del complesso aziendale e le autorizzazioni ministeriali alla sua esecuzione ed alle vendite collegate). (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Maggio 2009, n. 12247.