TITOLO II
DICHIARAZIONE DELLO STATO DI INSOLVENZA
CAPO II
ORGANI

Art. 15

Commissario giudiziale.
TESTO A FRONTE

1. Il commissario giudiziale è, per quanto attiene all'esercizio delle sue funzioni, pubblico ufficiale.

2. In caso di nomina di tre commissari giudiziali, gli stessi deliberano a maggioranza. La rappresentanza è esercitata da almeno due di essi.

3. Si applicano al commissario giudiziale le disposizioni degli articoli 37, 38, primo e secondo comma, e 39 della legge fallimentare, salvo quanto previsto dagli articoli 39, comma 1, e 47 del presente decreto.


GIURISPRUDENZA

Amministrazione straordinaria - Periodo di osservazione - Gestione in capo debitore - Controllo del commissario giudiziale - Opportunità e convenienza sostanziale - Responsabilità - Sussistenza..
Il Commissario giudiziale nella c.d. fase di osservazione, qualora la gestione dell’impresa rimanga in capo al debitore, ha un dovere di controllo non soltanto formale o procedurale ma anche di opportunità e convenienza sostanziale per la massa, rispondendo, in caso di omissione, a titolo risarcitorio. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Torino, 17 Dicembre 2012.


Amministratore straordinario - Attribuzioni del commissario giudiziale - Delega di singole operazioni - Autorizzazione - Necessità..
Il Commissario giudiziale, così come il Curatore fallimentare, deve esercitare personalmente le attribuzioni derivanti dal proprio ufficio, potendo delegare ad altri solo singole operazioni, previa autorizzazione del Giudice delegato (secondo la disciplina vigente fino al luglio 2006, applicabile ratione temporis), sotto la propria responsabilità e a proprie spese. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Appello Torino, 11 Dicembre 2012.


Amministrazione straordinaria - Relazione del commissario giudiziale - Giudizio positivo non adeguatamente motivato - Conseguenze..
In tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese, non può essere condiviso il giudizio positivo formulato dal commissario giudiziale sulla possibilità di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali qualora la relazione dallo stesso redatta non offra un quadro ragionevolmente esaustivo sullo stato in cui versa l'impresa con specifico riguardo alle prospettive di riattivazione dell'attività produttiva e di reimpiego della forza lavoro, nonché sulla possibilità di cessione dell'impresa sul mercato alle condizioni previste dalla procedura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Gennaio 2012.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Legge n. 95 del 1979 - Contrasto con le norme comunitarie - Fondamento - Indebita attribuzione di aiuti di stato - Limiti - Norme che prevedono atti idonei ad attribuire un'ingiustificata posizione di vantaggio - Individuazione caso per caso - Nomina degli organi della procedura - Contrasto - Sussistenza - Esclusione. .
In tema di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, il contrasto - riconosciuto dalle sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee 1° dicembre 1998, C - 200/97 e 17 giugno 1999, C - 295/87, nonché dalla decisione della Commissione 16 maggio 2000, n. 2001/212/CE, che hanno carattere vincolante - tra la normativa comunitaria e la legge 3 aprile 1979, n. 95, di conversione con modificazioni del decreto - legge 30 gennaio 1979, n. 26, riguarda solo quelle disposizioni della normativa interna che prevedono aiuti di stato non consentiti, la cui esistenza dev'essere specificamente individuata caso per caso: detto contrasto non investe le norme che disciplinano la nomina degli organi della procedura, la cui legittimazione non può quindi essere posta in discussione sotto il profilo in questione, dovendosi concretare gli aiuti di stato in specifici atti idonei ad attribuire una posizione d'ingiustificato supporto all'impresa assoggettata alla procedura, atti che devono essere espressamente indicati e dimostrati nella loro effettività da parte di chi li adduce. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Dicembre 2005, n. 28774.