LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO VI
Del matrimonio
CAPO VI
Del regime patrimoniale della famiglia
SEZIONE III
Della comunione legale

Art. 177

Oggetto della comunione
TESTO A FRONTE

I. Costituiscono oggetto della comunione:

a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;

b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;

c) i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati;

d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.

II. Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare – Bene in comunione legale tra i coniugi – Debiti personali di un coniuge – Esecuzione sull’intero immobile a carico del solo debitore – Improcedibilità.
E’ improcedibile l’espropriazione di un bene in comunione legale dei coniugi, per debiti personali di uno solo di essi, quando l’esecuzione, pur riguardando l’intero bene, non sia stata promossa, né trascritta nei confronti di entrambi i coniugi (nella specie in creditore aveva agito nel convincimento che il bene appartenesse al solo debitore, ma nel corso dell’esecuzione era emerso che egli lo aveva acquistato quando, pur avendo dichiarato si essere coniugato in regime di separazione, era in regime di comunione). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Viterbo, 10 Ottobre 2019.


Amministrazione congiunta dei beni - Presupposto - Bene già presente nella comunione - Necessità - Conseguenze - Azione di annullamento dell’atto per violazione della regola dell’operare congiunto dei coniugi - Ambito di operatività - Negozi ad efficacia reale od obbligatoria diretti all’alienazione o costituzione di diritti reali su beni immobili o su mobili registrati - Estensione agli atti d’acquisto - Esclusione - Fattispecie.
In tema di regime patrimoniale della famiglia, la disciplina dell'amministrazione dei beni oggetto della comunione legale, di cui agli artt. 180 e ss. c.c., presuppone, per la sua operatività, che il bene sia già oggetto della comunione. Pertanto, l'annullamento dell'atto, per violazione della regola dell'operare congiunto dei coniugi - la cui osservanza è necessaria ai fini della validità degli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione - può essere chiesto dal coniuge che non ha dato il necessario consenso, quando si tratta di negozi ad efficacia reale od obbligatoria diretti all'alienazione o alla costituzione di diritti reali su beni immobili o su beni mobili registrati, mentre non colpisce gli atti di acquisto. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il richiamo alla disciplina del termine annuale dell'azione di annullamento ex art. 184 c.c., dettato in tema di atti compiuti da un coniuge senza il necessario consenso dell'altro coniuge, non fosse pertinente, perché l'attrice aveva agito non per l'annullamento di una compravendita, ma per rivendicare la sua quota del 50% sull'operato acquisto, sul presupposto della piena validità ed efficacia di quell'atto nella vigenza del regime patrimoniale di comunione legale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 23 Agosto 2019, n. 21650.


Comunione legale dei coniugi - Natura - Comunione senza quote -  Espropriazione di un bene comune per crediti personali di uno solo dei coniugi - Conseguenze - Fondamento - Fattispecie.
La natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi comporta che l'espropriazione, per crediti personali di uno solo di essi, di uno o più beni in comunione abbia ad oggetto la "res" nella sua interezza e non per la metà o per una quota; ne consegue che, in ipotesi di divisione, è esclusa l'applicabilità sia della disciplina sull'espropriazione dei beni indivisi (artt. 599 ss. c.p.c.) sia di quella contro il terzo non debitore. (Nella specie, la S.C. ha chiarito che non era consentito al giudice disporre la separazione, ai sensi dell'art. 600 c.p.c., della quota spettante al coniuge comproprietario non debitore, né circoscrivere la vendita ad una porzione del tutto, poiché si doveva, invece, procedere ex art. 720 c.c. alla vendita o all'attribuzione dell'intero complesso, costituendo esso una singola unità immobiliare in comunione, nel caso in esame non comodamente divisibile). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 24 Gennaio 2019, n. 2047.


Costruzione realizzata su suolo di proprietà esclusiva di uno dei coniugi - Comunione legale della costruzione - Esclusione - Diritti dell'altro coniuge - Natura meramente obbligatoria - Condizioni.
Il principio generale dell'accessione posto dall'art. 934 c.c., in base al quale il proprietario del suolo acquista "ipso iure", al momento dell'incorporazione, la proprietà della costruzione su di esso edificata e la cui operatività può essere esclusa soltanto da una specifica pattuizione tra le parti o da una altrettanto specifica disposizione di legge, non trova deroga nella disciplina della comunione legale tra coniugi, poiché l'acquisto della proprietà per accessione avviene a titolo originario, senza la necessità di un'apposita manifestazione di volontà, mentre gli acquisti ai quali è applicabile l'art. 177, comma 1, c.c. hanno carattere derivativo, essendone espressamente prevista una genesi di natura negoziale. Ne consegue che la costruzione realizzata in costanza di matrimonio ed in regime di comunione legale da entrambi i coniugi sul terreno di proprietà personale esclusiva di uno di essi è a sua volta proprietà personale ed esclusiva di quest'ultimo in virtù dei principi generali in materia di accessione, spettando al coniuge non proprietario che abbia contribuito all'onere della costruzione il diritto di ripetere nei confronti dell'altro le somme spese, ai sensi dell'art. 2033 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Ottobre 2018, n. 27412.


Famiglia - Matrimonio - Regime patrimoniale della comunione legale - Beni acquistati separatamente dai coniugi nei due anni successivi all’entrata in vigore della legge n. 151 del 1975 - Estensione della comunione legale a tali beni - Condizioni.
La comunione legale, in assenza della dichiarazione di dissenso di cui all'art. 228, comma 1, della l. n. 151 del 1975, decorre dal 16 gennaio 1978 e interessa i beni acquistati dai coniugi separatamente nel primo biennio di applicazione della legge stessa - e, dunque, in pendenza del regime transitorio - solo se ancora esistenti, alla scadenza del biennio, nel patrimonio del coniuge che li ha acquistati. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 22 Agosto 2018, n. 20969.


Comunione fra i coniugi – Immobile acquistato dal coniuge con denaro ricevuto in donazione – Donazione indiretta dell’intero immobile – Esclusione – Comunione legale – Sussiste.
Ove la donazione riguardi una somma di denaro impiegata dal donatario per l’acquisto della casa familiare e ove detto acquisto sia condiviso con il coniuge, il donatario in tal modo dona al coniuge il 50% della proprietà consentendone l’intestazione allo stesso. Non può pertanto ravvisarsi una donazione indiretta dell’intero immobile al donatario tale da escludere la comunione del bene tra i coniugi. [Nella fattispecie, la Corte ha respinto il ricorso proposto dall’ex marito contro la ex moglie al fine di vedersi riconosciuta l’esclusiva proprietà dell’immobile oggetto, a suo dire, di donazione indiretta da parte della madre la quale gli aveva fornito il denaro necessario all’acquisto.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 Luglio 2018, n. 19537.


Alloggi di cooperative edilizie - Attribuzione al singolo socio - Momento di acquisto della proprietà - Stipula del contratto di trasferimento del diritto dominicale - Rilevanza - Prenotazione - Irrilevanza - Fondamento.
In tema di assegnazione di alloggi di cooperative edilizie a contributo statale, il momento determinativo dell'acquisto della titolarità dell'immobile da parte del singolo socio, onde stabilire se il bene ricada, o meno, nella comunione legale tra coniugi, è quello della stipula del contratto di trasferimento del diritto dominicale (contestuale alla convenzione di mutuo individuale), poiché solo con la conclusione di tale negozio il socio acquista, irrevocabilmente, la proprietà dell'alloggio (assumendo, nel contempo, la veste di mutuatario dell'ente erogatore), mentre la semplice qualità di socio, e la correlata "prenotazione", in tale veste, dell'alloggio, si pongono come vicende riconducibili soltanto a diritti di credito nei confronti della cooperativa, inidonei, come tali, a formare oggetto della "communio incidens" familiare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 30 Maggio 2018, n. 13570.


Compravendita di immobile - Accertamento della simulazione - Giudizio promosso dal venditore - Coniuge dell'acquirente estraneo alla stipulazione - Litisconsorzio necessario - Esclusione - Fattispecie.
Il coniuge dell'acquirente di un immobile, che sia rimasto estraneo alla stipulazione dell'atto di compravendita, non è litisconsorte necessario nel giudizio promosso dal venditore per l'accertamento della simulazione del contratto, perché l'inclusione del bene nella comunione legale ai sensi del'art. 177 c.c. costituisce un effetto "ope legis" dell'efficacia e validità del titolo di acquisto. (Nella specie la S.C. ha confermato che, nel caso di azione di simulazione di contratto di compravendita immobiliare, non sussiste litisconsorzio necessario tra l'acquirente e il coniuge in regime di comunione legale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Maggio 2018, n. 11033.


Fondo in comunione legale tra coniugi - Edificazione da parte di un coniuge senza il consenso dell'altro - Atto eccedente l'ordinaria amministrazione - Annullabilità.
La realizzazione da parte di uno dei coniugi senza il consenso dell'altro su un fondo in comunione legale di uno o più edifici costituisce atto eccedente l'ordinaria amministrazione di cui è possibile fare valere l'annullabilità in giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 28 Febbraio 2018, n. 4676.


Coniugi - Comunione legale - Oggetto - Scioglimento della comunione - Comunione “de residuo” - Frutti di beni personali di uno dei coniugi - Condizioni - Fattispecie.
In regime di comunione legale tra coniugi, in virtù dell'art. 177, comma 1, lett. b) c.c. deve escludersi che rientrino nella comunione "de residuo" i frutti dei beni personali di uno dei coniugi in corso di maturazione, ma non ancora percepiti, al tempo dello scioglimento della comunione legale. (Nella specie la S.C. ha escluso dalla comunione "de residuo" gli interessi su buoni postali di proprietà esclusiva di uno dei coniugi, in corso di maturazione al tempo della separazione personale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2018, n. 1429.


Buoni Postali – Comunione Legale – Applicabilità dell’art. 177 comma I c.c. – Sussiste.
I buoni postali non sono frutti o proventi percepiti e non consumati, quale ad esempio è il saldo attivo di un conto corrente che rientra ex art. 177 c.c. nella comunione de residuo, ma beni mobili, rientrando nella specifica categoria dei prodotti finanziari. Attraverso l’acquisto del buono, infatti, i coniugi investono il denaro di cui hanno la disponibilità, trasformandolo in un bene durevole, destinato ad incrementare il patrimonio familiare. Si applica quindi alla fattispecie l’art. 177 c.c., comma 1, il quale stabilisce che costituiscono oggetto di comunione «gli acquisti compiuti dai coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi a beni personali». In virtù di questa disposizione confluisce immediatamente nel patrimonio comune non solo l'acquisto che i coniugi effettuano congiuntamente, ma anche gli acquisti fatti da un solo coniuge, che entrano a far parte del patrimonio comune: l'altro coniuge ne diventa ex lege contitolare. Non impedisce la caduta in comunione il fatto che il denaro impiegato nell'acquisto, anziché comune, abbia natura personale. In questa seconda ipotesi, il bene acquistato avrà a sua volta natura personale soltanto se rispettate le formalità di cui all’art. 179 c.c., comma 1 lett. F), e cioè qualora venga resa la prevista dichiarazione, che è sempre necessaria quando possano sorgere dubbi sulla natura personale del bene impiegato per l’acquisto, ivi compreso il denaro (Cass. 10855/2010). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Catania, 13 Novembre 2014.


Rapporti patrimoniali tra coniugi - Comunione legale - In genere - Natura - Comunione senza quote - Configurabilità - Conseguenze con riguardo all'espropriazione di un bene comune per crediti personali di un solo coniuge..
La natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi comporta che l'espropriazione, per crediti personali di uno solo dei coniugi, di un bene (o di più beni) in comunione abbia ad oggetto il bene nella sua interezza e non per la metà, con scioglimento della comunione legale limitatamente al bene staggito all'atto della sua vendita od assegnazione e diritto del coniuge non debitore alla metà della somma ricavata dalla vendita del bene stesso o del valore di questo, in caso di assegnazione (principio affermato ai sensi dell'art. 363 cod. proc. civ.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Marzo 2013, n. 6575.