LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XIV
Del comodato

Art. 1803

Nozione
TESTO A FRONTE

I. Il comodato è il contratto col quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.

II. Il comodato è essenzialmente gratuito.


GIURISPRUDENZA

Comodato della cosa comune da parte di uno dei comproprietari - Gestione d'affari - Configurabilità - Conseguenze - Gestione non rappresentativa - Ratifica del comproprietario non concedente - Conseguenze - Fondamento - Dissenso del comproprietario non concedente - Conseguenze.
Il comodato della cosa comune da parte di uno dei comproprietari rientra nell'ambito della gestione di affari ed è soggetto alle regole di tale istituto, sicché, nel caso di gestione non rappresentativa, il comproprietario non concedente può ratificare l'operato del gestore a norma dell'art. 2032 c.c. ed esercitare i diritti di credito derivanti dall'esecuzione del mandato ai sensi dell'art. 1705, comma 2, c.c. (applicabile per effetto del richiamo contenuto nel citato art. 2032 c.c.), assolvendo tali regole alla funzione di tutela dell'affidamento del terzo dagli effetti delle modifiche della volontà di contrarre eventualmente sopravvenute tra comproprietari; nondimeno, il comproprietario non concedente può manifestare il proprio dissenso a norma dell'art. 2031, comma 2, c.c., con l'effetto di essere esonerato dal dovere di adempiere alle obbligazioni che il gestore ha assunto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 10 Settembre 2019, n. 22540.


Comodato di casa familiare - Richiesta di rilascio - Accertamento dell'attualità della destinazione - Necessità - Restituzione parziale - Ammissibilità - Fondamento.
In sede di valutazione della domanda di rilascio proposta dal comodante nei confronti del coniuge cui l’immobile è stato assegnato quale casa familiare, il giudice è tenuto ad accertare, ai sensi dell’art. 1810 c.c., che perduri, nell’interesse dei figli conviventi minorenni (o maggiorenni non autosufficienti), la destinazione dell’intero bene all’uso cui è stato adibito, dovendo, in caso contrario, ordinarne la restituzione, quanto meno parziale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Febbraio 2017, n. 2771.


Diritto reale di abitazione – Limitazioni convenzionali alle facoltà di godimento dell’habitor – Configurabilità – Esclusione – Qualificazione in termini di comodato vita natural durante – Sussistenza.
Al fine di determinare se le parti, nell’esercizio dell’autonomia privata loro riconosciuta, abbiano voluto costituire un diritto reale di abitazione o se, al contrario, abbiano inteso dar vita ad un comodato vita natural durante, occorre indagare la comune volontà delle parti, secondo i canoni ermeneutici di cui all’art. 1362 e ss c.c. Pertanto, laddove i contraenti abbiano convenzionalmente limitato le facoltà di godimento tipicamente caratterizzanti il diritto di abitazione, deve affermarsi la qualificazione del rapporto in termini di diritto personale di godimento, non potendo i privati creare figure di diritti reali al di fuori di quelle previste dalla legge, né modificarne gli aspetti di sostanza e contenuto, stanti i principi di tipicità e di “numerus clausus” dei diritti reali. (Nella specie il Tribunale ha ritenuto che la circostanza per la quale i contraenti avessero convenzionalmente pattuito che il solo beneficiario potesse godere dell’immobile - con espressa esclusione, dunque, dei familiari con lo stesso conviventi - rappresentasse un significativo dato ermeneutico per escludere la qualificazione del rapporto in termini di diritto reale di abitazione, figura negoziale, tale ultima, che per definizione normativa contempla l’estensione delle facoltà di godimento ai familiari dell’”habitor”). (Fabio Internicola) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 31 Marzo 2016.


Fallimento - Comodato - Opponibilità - Esclusione.
Il contratto di comodato non è opponibile al fallimento, non essendo applicabile in via analogica la regola dell'opponibilità prevista per la locazione dall'articolo 1599 c.c.; in ogni caso, la dichiarazione di fallimento consente al curatore l'esercizio del recesso per urgente e impreveduto bisogno ai sensi dell'articolo 1809 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 23 Gennaio 2015.