LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO XX
Dell'assicurazione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1895

Inesistenza del rischio
TESTO A FRONTE

I. Il contratto è nullo se il rischio non è mai esistito o ha cessato di esistere prima della conclusione del contratto.


GIURISPRUDENZA

Polizze Unit Linked – Prodotto misto assicurativo-finanziario – Polizza Unit Linked “pura” – Garanzia di restituzione del premio – Assicurazione sulla vita – assenza di garanzia di rimborso causa morte – Incompatibilità – Assenza del “rischio demografico” – Causa di nullità del contratto ex art. 1895 cc – Rinuncia implicita alla eccezione di prevalenza clausola contrattuale.
Le polizze Unit Linked hanno la doppia natura di prodotto finanziario e prodotto assicurativo nel quale le somme corrisposte dall’assicurato quale premio vengono versate in fondi di investimento interni o esterni all’assicuratore. La polizza Unit Linked “pura”, prevede poi che la restituzione del premio versato non sia certa né garantita essendo legata all’andamento dei titoli.

La polizza vita presuppone almeno la garanzia del rimborso del capitale versato come premio, in assenza della quale non si può parlare di assicurazione sulla vita.

Il regolamento ISVAP 16/03/2009 n. 29 art. 6 prevede che i contratti di assicurazione sulla vita collegati a fondi di investimento sono caratterizzati da un effettivo impegno a liquidare, in caso morte, prestazioni il cui valore sia dipendente dalla valutazione del rischio demografico, cioè la differenza tra la vita del contraente e la durata media della vita umana.

La previsione della corresponsione, in caso morte, del capitale maturato al momento del decesso, aumentato di un 1% è talmente irrisorio da far concludere per la mancanza di assunzione di qualsiasi rischio demografico da parte della Compagnia, che comporta la nullità del contratto ex art. 1895 cc.

Il Giudice che, in conseguenza ad un rilievo di nullità d’ufficio, accolga le richieste restitutorie originariamente legate ad una domanda di risoluzione, non viola il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

Ove il convenuto tenga un contegno processuale volto ad accettare il contradditorio come impostato dall’attore, rinuncia implicitamente ad avvalersi di una clausola contrattuale che disponga una diversa impostazione (nel caso di specie il Giudice ha ritenuto non fondata l’eccezione di applicazione in via convenzionale di un diritto straniero al contenzioso, sollevata dal convenuto solo nella memoria conclusionale). (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze, 30 Marzo 2020.


Assicurazione della responsabilità civile – Clausole “on claims made basis” – Atipicità – Esclusione – Deroga al modello legale di cui all’art. 1917, comma 1, c.c. – Conseguenze – Controllo di meritevolezza degli interessi – Esclusione – Verifica di rispondenza del regolamento contrattuale ai limiti imposti dalla legge – Conseguenze.
Il modello di assicurazione della responsabilità civile con clausole "on claims made basis", quale deroga convenzionale all'art. 1917, comma 1, c.c., consentita dall'art. 1932 c.c., è riconducibile al tipo dell'assicurazione contro i danni e, pertanto, non è soggetto al controllo di meritevolezza di cui all'art. 1322, comma 2, c.c., ma alla verifica, ai sensi dell'art. 1322, comma 1, c.c., della rispondenza della conformazione del tipo, operata attraverso l'adozione delle suddette clausole, ai limiti imposti dalla legge, da intendersi come l'ordinamento giuridico nella sua complessità, comprensivo delle norme di rango costituzionale e sovranazionale. Tale indagine riguarda, innanzitutto, la causa concreta del contratto – sotto il profilo della liceità e dell'adeguatezza dell'assetto sinallagmatico rispetto agli specifici interessi perseguiti dalle parti -, ma non si arresta al momento della genesi del regolamento negoziale, investendo anche la fase precontrattuale (in cui occorre verificare l'osservanza, da parte dell'impresa assicurativa, degli obblighi di informazione sul contenuto delle "claims made") e quella dell'attuazione del rapporto (come nel caso in cui nel regolamento contrattuale "on claims made basis" vengano inserite clausole abusive), con la conseguenza che la tutela invocabile dall'assicurato può esplicarsi, in termini di effettività, su diversi piani, con attivazione dei rimedi pertinenti ai profili di volta in volta implicati. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 Settembre 2018, n. 22437.