LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO II
Del lavoro nell'impresa
CAPO I
Dell'impresa in generale
SEZIONE III
Del rapporto di lavoro
PARAGRAFO 2
Dei diritti e degli obblighi delle parti

Art. 2106

Sanzioni disciplinari
TESTO A FRONTE

I. L'inosservanza delle disposizioni contenute nei due articoli precedenti può dar luogo all'applicazione di sanzioni disciplinari, secondo la gravità dell'infrazione [e in conformità delle norme corporative].

Le disposizioni richiamanti le norme corporative devono ritenersi abrogate.


GIURISPRUDENZA

Licenziamento per giusta causa – Insussistenza del fatto – Presupposti per il regime della reintegrazione e per il regime indennitario – Differenze – Tipizzazione delle condotte nel contratto collettivo o nel codice disciplinare – Rilevanza

Licenziamento per giusta causa – Mancata prova dell’insussistenza del fatto contestato – Nozione di fatto contestato quale fatto giuridico e non materiale
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In presenza o in assenza di codice disciplinare ovvero di specifica normativa collettiva, l’insussistenza del fatto contestato ha una duplice valenza: a) il fatto, secondo un criterio di indefettibile rilevanza disciplinare dell’addebito, non rientra tra quelli che astrattamente giustificherebbero il licenziamento; b) il fatto in concreto non è stato commesso dal lavoratore incolpato. In entrambi i casi opera la tutela reintegratoria di cui al quarto comma dell’art. 18. (Fabrizio Daverio) (riproduzione riservata)

Il fatto contestato deve intendersi non come fatto materiale, ma come fatto giuridico, cioè non come mera condotta materiale, ma come condotta imputabile e colposa, dovendosi altresì considerare il disposto normativo di cui all’art. 2106 c.c. Essendo stato accertato che il fatto addebitato sussiste ed in concreto, per il contesto complessivo delle circostanze in cui si è verificato, può qualificarsi come giusta causa di licenziamento, in difetto anche di ragioni giustificatrici e considerato anche che la contestualizzazione della condotta stessa non giunge a sminuirne la gravità, il licenziamento deve essere valutato allo stato come legittimo. (Fabrizio Daverio) (riproduzione riservata)
Tribunale Foggia, 06 Ottobre 2014.