LIBRO QUINTO
Del lavoro
TITOLO III
Del lavoro autonomo
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 2225

Corrispettivo
TESTO A FRONTE

I. Il corrispettivo, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe professionali o gli usi, è stabilito dal giudice in relazione al risultato ottenuto e al lavoro normalmente necessario per ottenerlo.


GIURISPRUDENZA

Avvocato – Contratto d’opera professionale – Conclusione – Decorrenza della prescrizione.
Il contratto d’opera professionale è caratterizzato dal principio della "postnumerazione” di cui agli artt. 2225 e 2233 c.c., in virtù del quale principio il diritto dell’avvocato al pagamento del compenso professionale sorge solo quando la sua prestazione è esaurita, e la sua prestazione deve ritenersi esaurita quando il giudice dinanzi al quale ha svolto il patrocinio deposita la sentenza conclusiva del giudizio.

E poiché l’art. 2957 c.c., comma 2, fa decorre la prescrizione presuntiva del diritto all’onorario professionale dalla conclusione del giudizio per il quale l’opera professionale è stata svolta, solo da tale momento l’obbligazione può dirsi "scaduta", ed il relativo diritto può essere fatto valere.

[Nel caso di specie, la Corte d’Appello ha errato nel ritenere che la sola presentazione all’ordine degli avvocati del parere di congruità della parcella costituisse il momento di "scadenza dell’obbligazione" ai sensi dell’art. 2957 c.c.; per le stesse ragioni, e per i medesimi fini, irrilevante era il momento in cui l’avvocato depositò la propria comparsa conclusionale, in quanto il dies a quo del termine di decadenza andava ravvisato nel deposito della sentenza conclusiva del giudizio.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 21 Febbraio 2020, n. 4595.


Procedimento civile – Regime delle spese – Liquidazione del compenso dell’avvocato – Eliminazione delle tariffe forensi – Indici per il calcolo – Art. 2225 cod.civ...
L’abrogazione delle tariffe forensi ex art. 9 d.l. 24 gennaio 2012 n. 1, comporta che il giudice, per la liquidazione del compenso dell’avvocato, deve applicare l’art. 2225 cod. civ. il quale fa riferimento, per qualificazione del compenso medesimo, agli standards liquidativi in precedenza applicati ed alla somma calcolata dallo stesso difensore mediante nota spese di cui all’art. 75 disp. att. c.p.c.. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Fermo, 20 Febbraio 2012.