LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO I
Della trascrizione
CAPO I
Della trascrizione degli atti relativi ai beni immobili

Art. 2668

Cancellazione della trascrizione
TESTO A FRONTE

I. La cancellazione della trascrizione delle domande enunciate dagli articoli 2652 e 2653 e delle relative annotazioni si esegue quando è debitamente consentita dalle parti interessate ovvero è ordinata giudizialmente con sentenza passata in giudicato.

II. Deve essere giudizialmente ordinata, qualora la domanda sia rigettata o il processo sia estinto per rinunzia o per inattività delle parti.

III. Si deve cancellare l'indicazione della condizione o del termine negli atti trascritti, quando l'avveramento o la mancanza della condizione ovvero la scadenza del termine risulta da sentenza o da dichiarazione, anche unilaterale, della parte, in danno della quale la condizione sospensiva si è verificata o la condizione risolutiva è mancata ovvero il termine iniziale è scaduto.

IV. Si deve cancellare la trascrizione dei contratti preliminari quando la cancellazione è debitamente consentita dalle parti interessate ovvero è ordinata giudizialmente con sentenza passata in giudicato.


GIURISPRUDENZA

Fallimento – Rinuncia alla liquidazione di beni immobili – Cancellazione della trascrizione della sentenza dichiarativa di fallimento – Costi a carico della massa – Esclusione.
In caso di rinuncia alla liquidazione di beni immobili acquisiti all'attivo del fallimento, ex art. 104-ter, comma 8, l.fall., non compete al giudice delegato ordinare la cancellazione della trascrizione della sentenza dichiarativa di fallimento, con relativi costi a carico della massa, potendo - invece - questa essere disposta, su istanza e con oneri a carico di qualsiasi interessato, giusta consenso espresso dal curatore ex art. 2668 c.c. ovvero, se promossa esecuzione forzata sugli stessi beni derelitti, con decreto di trasferimento del giudice dell'esecuzione. (Marco Spadaro) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 12 Agosto 2017.


Procedimento cautelare ex art.700 cpc – Domanda di cancellazione di domanda giudiziale – Inammissibilità. .
La cancellazione della trascrizione di una domanda giudiziale non può essere disposta attraverso il rimedio cautelare atipico offerto dall’art. 700 c.p.c. Lo impedisce sia la natura intrinsecamente provvisoria della misura cautelare che il suo carattere innominato, atteso che lo strumento tipico per ottenere la cancellazione della trascrizione è la sentenza passata in giudicato ai sensi dell’art. 2668 cod. civ.. (Francesco Camerino) (riproduzione riservata) Tribunale Agrigento, 10 Aprile 2013.


Trascrizione di domanda giudiziale nelle forme del ricorso sommario ex art. 702 bis c.p.c – Ammissibilità – Titoli per la trascrizione di cui all’art. 2657 cod. civ. – Trascrivibilità dell’ordinanza conclusiva del procedimento sommario – Natura di norma speciale dell’art. 702 ter c.p.c.. .
Il ricorso proposto ai sensi dell’art. 702 bis rientra tra le domande trascrivibili ai sensi dell’art. 2653 cod. civ. poiché dà origine ad un procedimento destinato a concludersi con ordinanza dichiarata espressamente trascrivibile dall’art. 702 ter, norma da ritenersi speciale rispetto all’elenco dei titoli trascrivibili contenuto nella norma generale di cui all’art. 2657 cod. civ.. (Francesco Camerino) (riproduzione riservata) Tribunale Agrigento, 10 Aprile 2013.


Estinzione del processo – Ordinanza pronunciata senza l’ordine di cancellazione della domanda giudiziale trascritta – Rimedi – Art. 2668 c.c. – Condizioni..
L’ordine giudiziale di cancellazione può essere ottenuto sia in giudizio autonomo di cognizione che in procedura camerale; esigenze di economica processuale, però, suggeriscono l’adesione, in via primaria, al modello integrativo dei provvedimenti recanti omissioni (v. art. 287 c.p.c.) in modo da evitare la “creazione” di nuove procedure al solo fine di ottenere l’ordine. E’, però, ovvio che la “via breve” per l’estinzione presuppone che la domanda per l’estinzione sia promossa da entrambe le parti del processo estinto: in tal modo si giustifica, infatti, l’adozione del provvedimento “de plano” senza necessità di alcun accertamento (v., infatti, art. 288 comma I c.p.c.). Ne consegue che: se c’è l’accordo delle parti, queste possono ottenere l’estinzione ai sensi dell’art. 288 comma I c.p.c. già mediante la procedura di correzione, le cui potenzialità sono aoggi amplificate in conseguenza della lettura costituzionalmente orientata offerta dalle Sezioni Unite della Suprema Corte (v. SS.UU. civili, sentenza 7 luglio 2010, n. 16037); sempre in caso di accordo, le parti possono optare per un procedimento camerale, nel rispetto, però, dei requisiti di cui agli artt. 2657, 2668 c.c.; dove, invece, l’accordo non vi sia, allora sarà necessario un autonomo giudizio ordinario (in cui si reputa necessaria la integrazione del contraddittorio anche verso il Conservatore) oppure la procedura ex art. 287 c.p.c. ma nella forma contenziosa (art. 288 comma II c.p.c.). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 23 Ottobre 2012.


Provvedimenti cautelari ex art. 700 c.p.c. - Trascrizione di domanda giudiziale illegittima - Ordine alla parte di prestare il consenso alla cancellazione - Ammissibilità..
Deve accogliersi il ricorso ex art. 700 c.p.c. con il quale si chiede al giudice di ordinare alla parte che abbia proceduto ad una trascrizione “illegittima” della domanda giudiziale, di prestare il consenso alla cancellazione della trascrizione medesima, quando il ricorrente dimostri che, a seguito della trascizione “illegittima”, subisca conseguenze negative a causa della incommerciabilità di fatto dei beni oggetto della lamentata trascrizione. (Gioacchino La Rocca) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Giugno 2011.