LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO II
Delle prove
CAPO II
Della prova documentale
SEZIONE II
Della scrittura privata

Art. 2702

Efficacia della scrittura privata
TESTO A FRONTE

I. La scrittura privata fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta.


GIURISPRUDENZA

Querela di falso - Falsità ideologica - Inammissibilità della querela - Fattispecie.
La querela di falso proposta avverso una scrittura privata è limitata a contestare la provenienza materiale dell'atto dal soggetto che ne abbia effettuato la sottoscrizione e non pure ad impugnare la veridicità di quanto dichiarato. (Nella fattispecie la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva dichiarato inammissibile la querela di falso, proposta soltanto in appello, volta a far accertare l'inesistenza dell'operazione risultante da una fattura o a dimostrarne la sua realizzazione ad un prezzo diverso da quello ivi indicato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Maggio 2019, n. 12707.


Accertamento del passivo - Credito fondato su scrittura privata non autenticata - Mancanza di data certa anteriore al fallimento - Fatto impeditivo costituente eccezione in senso lato - Conseguenza - Rilevabilità d'ufficio da parte del giudice.
In tema di accertamento del passivo fallimentare, la mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga istanza di ammissione, si configura come fatto impeditivo all'accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche d'ufficio dal giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 21 Giugno 2018, n. 16404.


Accertamento del passivo - Credito fondato su scrittura privata non autenticata - Mancanza di data certa anteriore al fallimento - Fatto impeditivo costituente eccezione in senso lato - Conseguenza - Rilevabilità d'ufficio da parte del giudice.
In tema di accertamento del passivo fallimentare, la mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga istanza di ammissione, si configura come fatto impeditivo all'accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche d'ufficio dal giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 21 Giugno 2018, n. 16404.


Fallimento - Giudizio promosso dal curatore del fallimento del creditore per ottenere l'adempimento di obbligazioni assunte dal convenuto verso il fallito - Quietanza - Valore confessorio - Esclusione - Curatore parte processuale diversa dal fallito - Scritture private provenienti da terzi estranei alle parti in causa - Valore indiziario - Impugnazione per falsità - Esclusione.
Gli effetti di una dichiarazione avente valore di confessione stragiudiziale si producono se e nei limiti in cui essa sia fatta valere nella controversia in cui sono parti, anche in senso processuale, gli stessi soggetti, rispettivamente, autore e destinatario della dichiarazione; pertanto, nel giudizio promosso dal curatore del fallimento del creditore per ottenere l'adempimento di obbligazioni assunte dal convenuto verso il fallito, la quietanza, che il debitore assuma essergli stata rilasciata all'atto del pagamento del creditore (successivamente fallito), non può produrre, nei confronti del curatore, gli effetti di confessione stragiudiziale, perchè il curatore, pur trovandosi rispetto al rapporto sostanziale dedotto in giudizio nella stessa posizione assunta dal fallito, è una parte processuale diversa da questi, con la conseguenza che l'indicata quietanza è priva di effetti vincolanti e rappresenta solo un documento probatorio dell'avvenuto pagamento, liberamente valutabile dal giudice del merito, al pari di ogni altra prova acquisita al processo (cfr. Cass. 2.4.1996, n. 3055; altresì Cass. (ord.) 19.10.2017, n. 24690; Cass. 1.3.2005, n. 4288).

Le scritture private, in quanto provenienti da terzi estranei alle parti in causa, non sono assoggettate alla disciplina sostanziale di cui all'art. 2702 c.c. ed a quella processuale di cui all'art. 214 c.p.c., sicchè per contestarne la veridicità non è necessario impugnarle per falsità; esse pertanto possono assumere soltanto valore indiziario ed, in difetto di contestazione della parte contro cui sono prodotte in concorso di altri elementi di prova, possono essere poste a fondamento di una decisione (cfr. Cass. 27.11.1998, n. 12066). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 01 Marzo 2018, n. 4842.


Scrittura privata non autenticata - Data certa - Contestazione - Fatto impeditivo costituente eccezione in senso lato - Configurabilità - Conseguenze in tema di suo rilievo officioso nel fallimento.
La mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga istanza di ammissione al passivo fallimentare, si configura come fatto impeditivo all'accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche di ufficio dal giudice, e la rilevazione d'ufficio dell'eccezione determina la necessità di disporre la relativa comunicazione alle parti per eventuali osservazioni e richieste e subordina la decisione nel merito all'effettuazione di detto adempimento. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 21 Febbraio 2018, n. 4213.


Controversie previdenziali – Efficacia probatoria del verbale ispettivo – Natura di atto pubblico – Affermazione – Dichiarazioni di terzi – Prevalenza della prova testimoniale – Affermazione.
I verbali e le attestazioni provenienti dai funzionari ispettivi degli istituti previdenziali ed assistenziali possono far fede fino a querela di falso solo relativamente alla loro provenienza dal sottoscrittore, al contenuto delle dichiarazioni e di altri fatti che il pubblico ufficiale attesta essere avvenuti in sua presenza o di quanto egli stesso dichiara di aver compiuto.
Per quanto riguarda, invece, circostanze o fatti accertati per essere stati riferiti da terzi, i verbali degli ispettori, per la loro natura di atto pubblico, hanno un’attendibilità che può essere inficiata da specifiche prove contrarie.
In caso di difformità tra la dichiarazione stragiudiziale all’ispettore e la deposizione testimoniale, si sostiene la prevalenza di quest’ultima, in quanto vera prova assistita dalle garanzie tipiche della presenza e verbalizzazione del giudice, del contraddittorio tra le parti e della responsabilità per falsa testimonianza.
Ne consegue che nel giudizio promosso per l’accertamento dell'insussistenza dell’obbligo contributivo preteso dall’INPS sulla base di un verbale ispettivo, incombe sull’Istituto previdenziale la prova dei fatti costitutivi del credito preteso, rispetto ai quali il verbale non riveste efficacia probatoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Cassino, 25 Ottobre 2017.


Scrittura privata – Certezza della data – Data risultante da timbro postale – Condizioni per ritenere certa la data della scrittura privata non autenticata.
In tema di data certa, nel caso di scrittura privata non autenticata può essere ritenuta la certezza della data solo nel caso in cui la scrittura formi un corpo unico con il foglio sul quale è impresso il timbro postale, perché la timbratura eseguita da un pubblico ufficiale equivale ad attestazione autentica che il documento è stato inviato nel medesimo giorno in cui essa è stata eseguita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 05 Ottobre 2017, n. 23281.


Notariato - Sanzioni disciplinari - Autenticazione di scrittura privata contenente una dichiarazione confessoria - Illecito disciplinare ex artt. 1 e 28 della legge notarile - Esclusione - Fondamento.
La dichiarazione confessoria contenuta in una scrittura privata, pur se autenticata da notaio, non costituisce un atto processuale, né un atto volto a precostituire una prova utilizzabile in sede giurisdizionale, perché l'efficacia privilegiata derivante dall'autenticazione si riferisce unicamente alla circostanza che una determinata dichiarazione sia stata resa e non anche al suo contenuto, né, infine, rientra tra gli atti di istruzione preventiva, la cui specifica disciplina è dettata dal codice di rito, sicchè deve escludersi che incorra nell'illecito disciplinare ex artt. 1 e 28 della legge notarile il notaio che proceda a tale autenticazione giacché, quand'anche la dichiarazione fosse stata fatta in vista di una sua possibile utilizzazione in un processo, non per questo muterebbe la propria natura, trasformandosi in atto processuale, insuscettibile di essere formato da un notaio, e resterebbe soggetta, quanto al contenuto ed alla rilevanza probatoria della stessa, alla valutazione ed all'apprezzamento del giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 Maggio 2017, n. 12683.


Fallimento - Accertamento del passivo - Formazione dello stato passivo - Timbro postale - Certezza - Condizioni - Fattispecie in materia di ammissione al passivo fallimentare.
In tema di efficacia della scrittura privata nei confronti dei terzi, se la scrittura privata non autenticata forma un corpo unico con il foglio sul quale è impresso il timbro, la data risultante da quest'ultimo deve ritenersi data certa della scrittura, perché la timbratura eseguita in un pubblico ufficio deve considerarsi equivalente ad un'attestazione autentica che il documento è stato inviato nel medesimo giorno in cui essa è stata eseguita. Grava sulla parte (nella specie, il curatore del fallimento) che contesti la certezza della data di provare la redazione del contenuto della scrittura in un momento diverso, bastando a tal fine la prova contraria e non occorrendo il ricorso alla querela di falso. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, che aveva negato che il timbro postale in spedizione a corso particolare a tergo dei contratti di apertura di credito in conto corrente e di finanziamento per anticipi all'esportazione, azionati dalla banca ricorrente, fosse idoneo a far ritenere certa la relativa data). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 02 Marzo 2017, n. 5346.


Fallimento – Accertamento del passivo – Prova del credito professionale – Valore probatorio meramente indiziario delle e-mail inviate da posta elettronica non certificata – Sussistenza.
In sede di accertamento del passivo fallimentare, ai fini della prova del conferimento dell’incarico e dello svolgimento delle prestazioni poste a base del credito professionale, le comunicazioni inviate a mezzo e-mail da indirizzo di posta elettronica semplice, e non certificata, assumono un valore, al più, indiziario, e possono costituire adeguata fonte di convincimento per il giudice solo se concorrono con altri elementi di giudizio e sempre che non vi sia stata contestazione ad opera della parte contro la quale sono state prodotte. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Maggio 2014.


Autocertificazione – D.P.R. 445/2000 – Utilizzo nelle procedure giurisdizionali, anche di volontaria giurisdizione – Esclusione..
La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, così come l’autocertificazione in genere, ha attitudine certificativa e probatoria esclusivamente in alcune procedure amministrative, essendo viceversa priva di efficacia in sede giurisdizionale (v. circolare n. 5 del 23 maggio 2012, del Ministero della Pubblica Amministrazione e la semplificazione). Tale principio è applicabile anche alla materia della volontaria giurisdizione. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 12 Giugno 2012.