LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO II
Delle prove
CAPO II
Della prova documentale
SEZIONE II
Della scrittura privata

Art. 2704

Data della scrittura privata nei confronti dei terzi
TESTO A FRONTE

I. La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l'hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l'anteriorità della formazione del documento.

II. La data della scrittura privata che contiene dichiarazioni unilaterali non destinate a persona determinata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova.

III. Per l'accertamento della data nelle quietanze il giudice, tenuto conto delle circostanze, può ammettere qualsiasi mezzo di prova.


GIURISPRUDENZA

Vendita immobiliare - Simulazione - Opponibilità al fallimento - Condizioni.
La simulazione di un contratto di compravendita è opponibile al fallimento della parte acquirente, ma l'accordo simulatorio deve essere provato per mezzo di scrittura recante la controdichiarazione dotata di data certa, ex art. 2704 c.c., che ne dimostri tanto la formazione in data antecedente al fallimento, quanto il perfezionamento in epoca anteriore o coeva alla stipulazione dell'atto simulato, essendo irrilevante che il prezzo dichiarato nel contratto sia stato, o meno, in tutto o in parte pagato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 09 Agosto 2019, n. 21253.


Fallimento – Accertamento del passivo – Inopponibilità degli atti privi di data certa anteriore all’apertura della procedura – Consecuzione di procedura di fallimento a procedura di concordato preventivo senza soluzione di continuità – Atto avente data certa risalente alla procedura di concordato preventivo – Inopponibilità nella successiva procedura di fallimento – Sussiste.
Per il combinato disposto degli artt. 169, 45 e 69-bis l. fall. (da considerarsi applicabile non solo ai fini della delimitazione del c.d. periodo sospetto, ma più in generale anche per l’opponibilità delle formalità) sono inopponibili alla procedura fallimentare, ai fini dell’accertamento del passivo, gli atti aventi data certa risalenti al periodo di pendenza della procedura di concordato preventivo. (Carlo Trentini) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 17 Giugno 2019.


Permuta – Credito al cd. differenziale Iva – Sussistenza

Fallimento – Accertamento del passivo – Circolazione ex art. 1260 c.c. di credito verso un debitore fallito – Insussistenza dei presupposti di applicazione delle norme ex art. 44 e 45 legge fallimentare, 2704 e 2914 c.c.

Fallimento – Accertamento del passivo – Condizioni di applicazione della novellata norma ex art. 115 secondo comma legge fallimentare
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Ai sensi dell’art. 1374 c.c., il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge. Pertanto, in caso di permuta di beni fra loro equivalenti ma soggetti a diversa imposizione Iva, a favore di una delle parti matura un credito cd. al differenziale Iva (differenziale fra gli addebiti Iva operati dalle parti della permuta), che trova fonte nel contratto di permuta e, ex art. 1374 c.c., nella normativa fiscale applicabile (art. 11 e 18 d.p.r. 633/1972), a prescindere dal fatto che il medesimo contratto di permuta contenga previsioni al riguardo. (Mauro Meneghini) (Antonio Restiglian) (riproduzione riservata)

Quando un credito, maturato nei riguardi di imprenditore poi fallito, abbia ripetutamente circolato ex art. 1260 c.c. anche dopo il fallimento, nei riguardi dell’ultimo cessionario del credito non sono applicabili le norme ex articoli 44 e 45 legge fallimentare, 2704 e 2914 c.c. (applicabili solo agli atti dispositivi compiuti dal debitore fallito); l’ultimo cessionario del credito ha dunque diritto di essere ammesso al passivo del fallimento provando la fonte del credito (munita di data certa anteriore al fallimento) e la sequenza degli atti di cessione (che non scontano invece oneri di forma o di data certa), mentre l’unico problema per il fallimento è di verificare che il pagamento sia effettivamente liberatorio ex art. 1264 c.c. (Mauro Meneghini) (Antonio Restiglian) (riproduzione riservata)

La norma ex art. 115 secondo comma legge fallimentare, novellata dal d.lgs. 5/2006, non può applicarsi a un fallimento che sia stato dichiarato prima dell’entrata in vigore della novella (16 luglio 2006); essa, in ogni caso, regola la sola ipotesi di crediti che siano già stati ammessi al passivo del fallimento e, in seguito, abbiano circolato ex art. 1260 c.c. (Mauro Meneghini) (Antonio Restiglian) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 11 Marzo 2019, n. 6930.


Azione del curatore per ottenere l'adempimento di un'obbligazione derivante da un contratto stipulato tra l'imprenditore, successivamente fallito, e un terzo - Posizione del curatore - Simulazione relativa - Documento - Data certa ex art. 2704 c.c. ai fini dell'opponibilità alla curatela - Necessità - Esclusione - Fattispecie.
Allorché agisca in giudizio per ottenere l'adempimento di un contratto stipulato dall'imprenditore prima del fallimento, il curatore non rappresenta non la massa dei creditori, la quale pure si giova del risultato utile in tal modo perseguito, ma il fallito, spossessato, nella cui posizione giuridica egli subentra, e dei cui diritti si avvale. Ne deriva che, in tal caso, il curatore non è terzo e non può invocare l'inopponibilità ad esso delle pattuizioni del contratto dissimulato intervenuto tra le parti sol perché il documento, recante la prova della simulazione relativa, è privo di data certa ex art. 2704 c.c. anteriore al fallimento. (Nella specie, in applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto opponibile alla curatela la controscrittura, costituente la prova della simulazione relativa del contratto di appalto stipulato dall'imprenditore "in bonis", di cui era stato chiesto l'adempimento, dissimulante in realtà una permuta, sul rilievo che, stante la posizione di non terzietà del curatore rispetto ai rapporti tra le parti contrattuali originarie, a nulla rilevasse la mancanza di data certa della detta controscrittura). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 14 Febbraio 2019, n. 4312.


Revocatoria fallimentare - Atti a titolo oneroso, pagamenti e garanzie - Estratti conto bancari - “Data valuta” - Tempo effettivo dell’operazione - Data certa - Esclusione - Ragioni.
In tema di revocatoria fallimentare, le "date valuta" risultanti dagli estratti conto bancari non sono idonee a provare il tempo in cui le relative operazioni sono state realmente effettuate sul conto, né a conferire data certa alle stesse, essendo nella prassi bancaria utilizzate dette date in maniera convenzionale per postergare il tempo di effettuazione dei versamenti ed antergare invece quello dei prelievi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 03 Ottobre 2018, n. 24137.


Accertamento del passivo - Credito fondato su scrittura privata non autenticata - Mancanza di data certa anteriore al fallimento - Fatto impeditivo costituente eccezione in senso lato - Conseguenza - Rilevabilità d'ufficio da parte del giudice.
In tema di accertamento del passivo fallimentare, la mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga istanza di ammissione, si configura come fatto impeditivo all'accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche d'ufficio dal giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 21 Giugno 2018, n. 16404.


Accertamento del passivo - Credito fondato su scrittura privata non autenticata - Mancanza di data certa anteriore al fallimento - Fatto impeditivo costituente eccezione in senso lato - Conseguenza - Rilevabilità d'ufficio da parte del giudice.
In tema di accertamento del passivo fallimentare, la mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga istanza di ammissione, si configura come fatto impeditivo all'accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche d'ufficio dal giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 21 Giugno 2018, n. 16404.


Ammissione al passivo - Ricognizione di debito - Fallimento dell’autore della ricognizione - Presunzione rapporto fondamentale - Opponibilità al curatore fallimentare - Salvo prova contraria - A carico del curatore.
La ricognizione di debito avente data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento del suo autore è opponibile alla massa dei creditori, in quanto deve presumersi l'esistenza del rapporto fondamentale, salva la prova - il cui onere grava sul curatore fallimentare - della sua inesistenza o invalidità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Aprile 2018, n. 9929.


Credito documentato da scrittura privata non avente data certa - Inopponibilità della scrittura al curatore - Limiti - Fattispecie.
In sede di accertamento dello stato passivo, la mancanza di data certa del contratto prodotto quale prova del credito comporta l'inopponibilità al fallimento delle clausole riportate sulla relativa documentazione, ma ciò non esclude che possa risultare provata la corresponsione di una o più somme da parte del creditore e, quindi, sia la sussistenza di un suo corrispondente credito di restituzione in linea capitale, sia la stessa natura contrattuale del credito; ne deriva che detta inopponibilità esclude soltanto che le clausole riportate nella documentazione priva di data certa possano essere considerate ai fini della effettiva regolamentazione del rapporto. (In applicazione del detto principio, la S.C. ha escluso che l'ammissione al passivo di un credito vantato da una banca in linea capitale e fondato su due linee di credito derivanti da scoperto di conto corrente e mutuo chirografario - entrambe documentate da contratti privi di data certa - implicasse l'implicito riconoscimento della piena opponibilità dei contratti stessi, ed ha quindi respinto il ricorso della banca opponente, che lamentava l'erroneità del decreto con cui il giudice delegato aveva escluso gli interessi ultralegali, ammettendoli invece al tasso legale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 2018, n. 9074.


Accertamento del passivo - Rivendicazione, Restituzione, Separazione di cose - Credito documentato da scrittura privata priva di data certa - Prova del momento della conclusione del negozio - Deduzione di fatto diverso da quelli tipizzati nell'art. 2704 c.c. - Valutazione del giudice - Fattispecie.
In sede di accertamento dello stato passivo, ai fini della decisione circa l'opponibilità al fallimento di un credito documentato con scrittura privata non di data certa, il giudice di merito, quando voglia darsi la prova del momento in cui il negozio è stato concluso, ove sia dedotto un fatto diverso da quelli tipizzati nell'art. 2704 c.c. ha il compito di valutarne, caso per caso, la sussistenza e l'idoneità a stabilire la certezza della data del documento, con il limite del carattere obiettivo del fatto, il quale non deve essere riconducibile al soggetto che lo invoca e deve essere, altresì, sottratto alla sua disponibilità. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la decisione del giudice di merito, che aveva ritenuto non consentito dimostrare la data certa di un contratto di mutuo, attraverso la prova del momento in cui il mutuante aveva erogato le somme al mutuatario). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 2018, n. 4509.


Scrittura privata non autenticata - Data certa - Contestazione - Fatto impeditivo costituente eccezione in senso lato - Configurabilità - Conseguenze in tema di suo rilievo officioso nel fallimento.
La mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga istanza di ammissione al passivo fallimentare, si configura come fatto impeditivo all'accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche di ufficio dal giudice, e la rilevazione d'ufficio dell'eccezione determina la necessità di disporre la relativa comunicazione alle parti per eventuali osservazioni e richieste e subordina la decisione nel merito all'effettuazione di detto adempimento. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 21 Febbraio 2018, n. 4213.


Ammissione al passivo – Documentazione del credito – Scrittura privata non avente data certa – Prova per equipollenti – Condizioni.
In sede di accertamento dello stato passivo, ai fini dell'opponibilità al fallimento di un credito documentato con scrittura privata non avente data certa, mediante la quale voglia darsi la prova del momento in cui il negozio è stato concluso, il creditore può dimostrare la certezza della data attraverso fatti, quali che siano, equipollenti a quelli previsti dall'art. 2704 c.c., al riguardo è irrilevante la data certa con riferimento alla documentazione (nella specie, inerente il relativo procedimento per decreto ingiuntivo e "time sheet") prodotta al fine di provare non il titolo bensì lo svolgimento delle obbligazioni da esso derivanti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 07 Febbraio 2018, n. 2987.


Data certa dei documenti – Fatto impeditivo rilevabile d’ufficio – Inammissibilità della verificazione del credito ipotecario verso terzo datore di ipoteca fallito – Azione esecutiva del creditore ipotecario su beni del fallito.
La mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga istanza di ammissione al passivo fallimentare, si configura come fatto impeditivo all'accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche di ufficio dal giudice.

Il creditore ipotecario non può avvalersi del procedimento di verificazione dello stato passivo, di cui al capo V della legge fallimentare, rivendicando un diritto reale di garanzia, concesso dal soggetto fallito quale terzo garante, per crediti nascenti da mutui accordati in favore di un soggetto diverso, in quanto non essendo creditore diretto del fallito, l'accertamento del relativo diritto non può essere sottoposto alle regole del concorso, senza che sia instaurato il contraddittorio con la parte che si assume sua debitrice.

I titolari di diritti di reali di garanzia su beni immobili compresi nel fallimento e già costituiti in garanzia per crediti vantati verso debitori diversi dal fallito devono avvalersi, per la realizzazione delle loro pretese in sede esecutiva, delle modalità di cui agli artt. 602, 603 e 604 c.p.c. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2017, n. 27504.


Fallimento - Accertamento del passivo - Credito documentato da scrittura privata non avente data certa - Prova del momento di conclusione del negozio - Deduzione di fatto diverso da quelli tipizzati nell'art. 2704 c.c. - Ammissibilità - Limiti - Fattispecie.
In sede di accertamento dello stato passivo, ai fini dell'opponibilità al fallimento di un credito documentato con scrittura privata non avente data certa, mediante la quale voglia darsi la prova del momento in cui il negozio è stato concluso, il creditore può dimostrare la certezza della data attraverso fatti, quali che siano, equipollenti a quelli previsti dall'art. 2704 c.c., ivi compresa la documentazione proveniente dalla società “in bonis”, ove tale documentazione sia idonea allo scopo. (Nella specie, riguardante un contratto di licenza di marchio nel quale erano subentrate il creditore istante e la società “in bonis”, poi fallita, la S.C., in applicazione del suesposto principio, ha cassato la pronuncia di merito che aveva negato rilievo, ai fini della certezza della data del contratto, alle scritture contabili e al bilancio della fallita, attestante l’uso del marchio, a una lettera inviata a mezzo fax dalla società concernente la ricezione delle fatture relative al credito insinuato e ad una richiesta di pagamento inviata con raccomandata riferita alle medesime fatture). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Ottobre 2017, n. 23582.


Scrittura privata – Certezza della data – Data risultante da timbro postale – Condizioni per ritenere certa la data della scrittura privata non autenticata.
In tema di data certa, nel caso di scrittura privata non autenticata può essere ritenuta la certezza della data solo nel caso in cui la scrittura formi un corpo unico con il foglio sul quale è impresso il timbro postale, perché la timbratura eseguita da un pubblico ufficiale equivale ad attestazione autentica che il documento è stato inviato nel medesimo giorno in cui essa è stata eseguita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 05 Ottobre 2017, n. 23281.


Fallimento - Cessazione - Concordato fallimentare - Assuntore - Curatore che agisca in giudizio per recuperare una somma dovuta al fallito - Stessa posizione sostanziale e processuale del fallito - Conseguenze in tema di eccezione dei terzi e di applicabilità dell’art. 2704 c.c. - Assimilabilità dell’assuntore del concordato fallimentare al curatore - Sussistenza.
Il curatore fallimentare che agisca giudizialmente per ottenere il pagamento di una somma già dovuta al fallito esercita un’azione rinvenuta nel patrimonio di quest’ultimo, collocandosi nella medesima sua posizione, sostanziale e processuale, sicchè il terzo convenuto in giudizio dal curatore può legittimamente opporgli tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre all’imprenditore fallito, comprese le prove documentali e senza i limiti di cui all’art. 2704 c.c. Ne deriva che, in caso di chiusura del fallimento per concordato fallimentare, l’assuntore che prosegua o intraprenda analoghe iniziative giudiziarie verso il terzo viene a trovarsi nella medesima posizione processuale che aveva o avrebbe avuto il curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Maggio 2017, n. 13762.


Fallimento – Accertamento del passivo – Prova del credito – Opponibilità al fallimento – Modelli CUD di provenienza pubblica.
I modelli CUD di provenienza pubblica integrano i requisiti di prova documentale richiesta al fine dell'opponibilità della prova scritta di un credito al fallimento anche in ordine al parametro di cui all'art. 2704 cod. civ.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20 Aprile 2017.


Fallimento – Accertamento del passivo – Prova del credito – Copie delle buste paga rilasciate al lavoratore dal datore di lavoro – Requisiti.
In tema di accertamento del passivo fallimentare, le copie delle buste paga rilasciate al lavoratore dal datore di lavoro, ove munite, alternativamente, della firma, della sigla o del timbro di quest'ultimo, hanno piena efficacia probatoria del credito insinuato alla stregua del loro contenuto, obbligatorio e penalmente sanzionato, né la sottoscrizione per ricevuta apposta dal lavoratore implica, in modo univoco, l'intervenuto pagamento delle somme indicate nei menzionati prospetti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20 Aprile 2017.


Data certa – Atti trattati da fornitori postali privati – Esclusione.
Le imprese private che, in forza del d.lgs. 22 luglio 1999, n. 261 (emanato in attuazione della direttiva 97/67/CE che ha liberalizzato i servizi postali) svolgono l'attività di "fornitore di un servizio postale" possono eseguire "invii postali", cioè curare la trasmissione della corrispondenza - fatta eccezione per gli atti giudiziari -, ma l'eventuale timbro datario apposto sul plico consegnato dal mittente non può valere a rendere certa la data di ricezione, trattandosi di un’attività d'impresa resa da un soggetto privato, il cui personale dipendente non risulta munito di poteri pubblicistici di certificazione della data di ricezione della corrispondenza trattata.

La Corte ha quindi affermato che correttamente il Tribunale aveva ritenuto che il timbro datario apposto su talune lettere da una società privata, che aveva curato l'inoltro della corrispondenza fra il ricorrente e un terzo, non fosse idoneo a dimostrare, ai sensi del primo comma dell'art. 2704 c.c., la certezza della data di formazione di tali atti nei confronti del curatore fallimentare, non trattandosi di un fatto equipollente a quelli richiamati in via esemplificativa dalla cennata norma, cioè di una circostanza oggettiva, esterna alle parti, idonea a stabilire "in modo egualmente certo" quando fosse stato formato il documento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2016, n. 26778.


Fallimento - Organi preposti al fallimento - Curatore che agisca in ripetizione dell'indebito pagato dal fallito "in bonis" - Identità tra le posizioni del curatore e del fallito - Fondamento - Conseguenze - Inapplicabilità dell'art. 2704 c.c..
Il curatore fallimentare che agisce in giudizio per la ripetizione di una somma indebitamente pagata dal fallito in epoca antecedente all'apertura del fallimento esercita un'azione rinvenuta nel patrimonio del fallito, collocandosi nella sua stessa posizione, sostanziale e processuale. Ne consegue che il terzo convenuto in giudizio dal curatore può a questi legittimamente opporre tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre all'imprenditore fallito, comprese le prove documentali da questi provenienti, senza i limiti di cui all'art. 2704 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Novembre 2016, n. 23630.


Fallimento - Accertamento del passivo - Impugnazione dei crediti ammessi - Contestazione del titolo posto a sostegno del credito ammesso - Anteriorità rispetto al fallimento - Qualità di terzo dell'impugnante - Art. 2704 c.c. - Applicabilità - Contestazione del curatore - Irrilevanza - Fattispecie in tema di assegno bancario.
Il creditore ammesso al passivo fallimentare, il quale si opponga, con l'impugnazione prevista dall'art. 100 l.fall. (applicabile "ratione temporis"), all'ammissione di altro creditore, si pone nella qualità di terzo, e può quindi invocare, al fine di contestare l'anteriorità rispetto al fallimento del titolo posto a sostegno di detto altro credito (nella specie, assegno bancario), i limiti fissati dall'art. 2704 c.c. in tema di certezza e computabilità della data della scrittura privata nei confronti dei terzi, indipendentemente dall'atteggiamento del curatore e, quindi, anche quando questi non l'abbia contestata. Ne consegue che, a fronte di tale contestazione, spetta al creditore opposto di fornire la dimostrazione di detta anteriorità, tramite i fatti contemplati dal citato art. 2704 c.c. e, quindi, con esclusione della prova per testi o presunzioni che sia direttamente vertente sulla certezza della data medesima. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Settembre 2016, n. 19595.


Appalto - Forma scritta "ad substantiam" o "ad probationem" - Necessità - Esclusione - Stipulazione "per facta concludentia" - Ammissibilità - Domanda di ammissione al passivo fallimentare dell'appaltatore - Conseguenze sui mezzi di prova rilevanti.
La stipulazione del contratto d'appalto non richiede la forma scritta "ad substantiam", né "ad probationem", potendo lo stesso essere concluso anche "per facta concludentia", sicché, con riguardo all'effettiva esecuzione delle prestazioni per il cui corrispettivo la parte committente, che se ne assuma creditrice, chieda l'ammissione al passivo del fallimento dell'appaltatore, ben possono assumere rilevanza la prova testimoniale e il verbale "informale" di ricognizione delle opere incompiute dal fallito, se non specificamente contestato dalla curatela (che, nella specie, se ne è servita per l'autonoma quantificazione dei lavori incompiuti), neppure quanto alla sua opponibilità per carenza di data certa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Agosto 2016, n. 16530.


Fallimento - Effetti sui beni del fallito - Domande di rivendica - Regime probatorio - Disciplina delle opposizioni di terzo all'esecuzione - Onere della prova - Prova per testimoni e per presunzioni - Limiti.
La dichiarazione di fallimento attua un pignoramento generale dei beni del fallito, con la conseguenza che le rivendiche dei beni inventariati proposte nei confronti del fallimento hanno la stessa natura e soggiacciono alla stessa disciplina delle opposizioni di terzo all'esecuzione, regolate per l'esecuzione individuale dagli artt. 619 c.p.c. e ss.; pertanto, il terzo che rivendichi la proprietà o altro diritto reale sui beni compresi nell'attivo fallimentare, deve dimostrare, con atto di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, di avere acquistato in passato la proprietà del bene ed altresì che il bene stesso non era di proprietà del debitore per essere stato a lui affidato per un titolo diverso dalla proprietà o altro diritto reale, trovando applicazione l'art. 621 c.p.c., norma che esclude che il terzo opponente possa provare con testimoni (e quindi anche per presunzioni) il proprio diritto sui beni pignorati nell'azienda o nella casa del debitore, consentendo di fornire la prova tramite testimoni (o presunzioni) nel solo caso in cui l'esercizio del diritto stesso sia reso verosimile dalla professione o dal commercio esercitati dal terzo o dal debitore.
(Nel caso di specie, la Corte del merito aveva rilevato che, anche indipendentemente dal limite del valore, la prova testimoniale era inammissibile, in quanto le prove capitolate vertevano, in sostanza, sulla dimostrazione delle date in cui sarebbero stati sottoscritti i documenti invocati dalla parte, ossia sulla data delle richieste di locazione finanziaria e di consegna degli automezzi, oltre che sul titolo della consegna, in palese elusione dell'art. 2704 c.c., trattandosi di prova vertente direttamente sulla data della scrittura. La Corte territoriale ha pertanto condiviso la decisione del Tribunale di non dare corso alla prova testimoniale, posto che non solo gli elementi offerti dalla parte non erano univoci per consentire la deroga al divieto generale, ma che in ogni caso i capitoli come formulati si ponevano in contrasto totale con i principi indicati). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 07 Ottobre 2015.


Pubblico registro automobilistico - Regime pubblicitario - Efficacia dell'iscrizione - Natura consensuale del contratto di vendita di autoveicolo - Risultanze del registro - Valore di presunzione semplice.
L'efficacia dell'iscrizione del bene nel P.R.A. è preordinata al solo fine di regolare pretese contrastanti sullo stesso veicolo da parte di coloro che abbiano causa da uno stesso autore; al di fuori di tale ipotesi, considerata la natura consensuale del contratto di vendita di autoveicolo, e che quindi l'effetto traslativo della proprietà si realizza a seguito del mero consenso delle parti, ex art. 1376 c.c. le risultanze del pubblico registro hanno il valore di presunzione semplice, che può essere vinta con ogni mezzo di prova. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Ottobre 2015.


Data certa - Scrittura privata - 2704, comma 1, c.c. - Modalità della prova - Prova testimoniale o per presunzioni - Ammissibilità - Prova testimoniale diretta sulla data dell'atto - Esclusione - Fattispecie in tema di accertamento del passivo fallimentare.
Ai sensi dell’art. 2704, comma 1 c.c. “I. La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l'hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l'anteriorità della formazione del documento."

Tale disposizione, oltre a specifiche ipotesi esemplificative di elementi certi individua, con clausola generale, la possibilità di prova, con ogni mezzo, dell’anteriorità del contratto dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l'anteriorità della formazione del documento.

Tale prova, che non riguarda il contratto o alcuno dei suoi elementi essenziali ma il fatto della sua anteriorità alla dichiarazione di fallimento, dovrà essere data essenzialmente per iscritto (stante anche la natura prettamente documentale della verifica dei crediti) senza escludersi a priori una prova testimoniale o per presunzione purché ricadente su fatto che incontrovertibilmente provi l’anteriorità della formazione dell’atto al fallimento (con la sola esclusione, quindi, della prova testimoniale diretta sulla data dell’atto), non potendosi traslare tout court alla prova dell’anteriorità dell’atto il regime probatorio tipico del contratto della cui prova si discute. (Andrea Balba) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 12 Maggio 2015.


Accertamento del passivo - Domanda di ammissione proposta dal creditore - Contratto di apertura di credito - Mancanza originaria di data certa - Altro fatto idoneo a conferire data certa - Elementi probatori scissione di società e conferimento ramo di azienda - Sussistenza.
Costituisce, ai sensi dell’art. 2704 c.c., fatto comprovante l’anteriorità alla dichiarazione di fallimento del contratto di apertura di credito, originariamente privo di data certa, l’atto di scissione parziale e conferimento di ramo d’azienda, munito di data certa, nel caso in cui a seguito della scissione e del conferimento del ramo d’azienda, sia intervenuta una successione nel rapporto originario. (Massimo Tagliareni) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 26 Settembre 2014, n. 20393.


Cessione di credito - Fallimento - Credito nei confronti del fallito - Opponibilità al fallimento - Data certa anteriore.
Qualora la cessione di credito abbia ad oggetto non un credito del fallito ma un credito nei suoi confronti, non si pone un problema di opponibilità al fallimento o di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 10 Aprile 2014.


Mancata formulazione di osservazioni al progetto di stato – Conseguente inammissibilità dell’opposizione allo stato passivo – Esclusione.

Documenti depositati in cancelleria unitamente a ricorso per decreto ingiuntivo prima della dichiarazione di fallimento – Data certa ex art. 2704 c.c. – Opponibilità alla curatela – Sussistenza.
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La mancata formulazione di osservazioni al progetto di stato passivo contro l’esclusione del credito non rende inammissibile l’opposizione allo stato passivo successivamente proposta dall’interessato, perché siffatta inammissibilità non è sancita da alcuna espressa previsione di legge e, comunque, non supererebbe il vaglio di costituzionalità sotto il profilo dell’effettività del diritto di difesa, considerati l’estrema ristrettezza del tempo tra il deposito del progetto ed il termine per la formulazione di osservazioni e la non necessità della difesa tecnica nella fase della verifica dei crediti dinanzi al Giudice Delegato. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata)

Devono considerarsi muniti di data certa ex art. 2704 c.c., e quindi opponibili alla curatela in sede di verifica dello stato passivo, i documenti che risultino essere stati depositati in cancelleria, prima dell’apertura del fallimento, unitamente ad un ricorso per decreto ingiuntivo. (Francesco Dimundo) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 02 Agosto 2013.


Fallimento - Appalto - Corrispettivo - Pagamento - Simulazione - Quietanza - Opponibilità al curatore del sopravvenuto fallimento dell'appaltatore - Data certa - Necessità.
In tema di simulazione, la quietanza priva di data certa non è opponibile al curatore del fallimento che agisca per il recupero del corrispondente credito sorto in favore dell'imprenditore "in bonis", assumendone la simulazione del relativo pagamento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 22 Marzo 2013, n. 7263.


Accertamento del passivo - Domanda di ammissione proposta dal creditore - Posizione del curatore quale soggetto terzo rispetto agli atti compiuti dal fallito..
Ai fini della deliberazione della domanda di ammissione al passivo del fallimento proposta dal creditore, il curatore, il quale non sia successore del fallito e non abbia preso parte al rapporto giuridico posto a base della pretesa creditoria, deve essere considerato terzo rispetto agli atti compiuti dal fallito, con la conseguenza che, in sede di verifica dei crediti, in ordine alla determinazione della data certa di scritture private, trova piena applicazione il primo comma dell'articolo 2704 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Febbraio 2013.


Fallimento - Formazione dello stato passivo - Curatore fallimentare - Posizione di terzo - Sussistenza - Art. 2704 cod. civ. - Applicabilità..
In sede di formazione dello stato passivo il curatore deve considerarsi terzo rispetto al rapporto giuridico posto a base della pretesa creditoria fatta valere con l'istanza di ammissione, conseguendone l'applicabilità della disposizione contenuta nell'art. 2704 cod. civ. e la necessità della certezza della data nelle scritture allegate come prova del credito. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Febbraio 2013, n. 4213.


Fallimento – Stato Passivo – Opposizione – Data certa – Interessi ultralegali – Calcolo – Criteri – Data computabile..
Per l’opponibilità del contratto di c/c alla procedura fallimentare, ai sensi dell’art. 2704 c.c., la data deve essere non solo certa, ma anche computabile, onde poter stabilire il momento a partire dal quale può essere calcolato l’interesse convenzionale ultralegale, ai sensi dell’art. 1284, co. 3, c.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 23 Luglio 2012.


Fallimento – Stato Passivo – Opposizione – Data certa e computabile – Contratto di c/c – Produzione in giudizio – Idoneità..
Se il contratto non è sottoscritto dalla Banca, esso prende data, certa e computabile, dalla sua produzione in giudizio ad opera della stessa Banca, sicché è solo da questa data (in quanto anteriore al fallimento) che si computano gli interessi al tasso ultralegale, salvo che la controparte della Banca, unica ad aver sottoscritto il contratto, non sia deceduta prima della produzione in giudizio del medesimo. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 23 Luglio 2012.


Prova civile - Documentale (prova) - Scrittura privata - Data - Certa - In genere - Amministrazione straordinaria - Ammissione al passivo - Credito documentato con scrittura privata - Fatto diverso da quelli tipizzati nell'art. 2704, primo comma, cod. civ. - Valutazione del giudice di merito circa la sussistenza e l'idoneità del fatto in concreto - Criteri - Carattere obiettivo del fatto e sua estraneità allo stesso deducente - Necessità.

Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Ammissione al passivo di un credito risultante da scrittura privata - Certezza e computabilità della data - Necessità - Disciplina di cui all'art. 2704, primo comma, cod. civ. - Rilevanza - Fatti equipollenti a quelli tipizzati nella norma - Valutazione - Criteri.
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In sede di accertamento dello stato passivo nell'amministrazione straordinaria, ai fini della decisione circa l'opponibilità alla procedura di un credito documentato con scrittura privata non avente data certa, allorchè sia dedotto un fatto diverso da quelli tipizzati, in forma esemplificativa e non tassativa, nell'art. 2704, primo comma, cod. civ. (registrazione, morte o sopravvenuta impossibilità fisica di uno dei sottoscrittori, riproduzione in un atto pubblico), è compito del giudice di merito valutare caso per caso la sussistenza e l'idoneità del fatto equipollente a stabilire la certezza della data del documento, con il limite del carattere obiettivo del fatto stesso, il quale non deve essere riconducibile al soggetto che lo invoca e deve essere altresì sottratto alla sua disponibilità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Aprile 2009, n. 7964.


Fallimento – Stato passivo – Opposizione – Data certa – Corrispondenza in corso particolare – Timbro postale o Autoprestazione – Inidoneità..
Il timbro postale apposto sulla corrispondenza per “autoprestazione” dall’addetto delle Poste, di cui all’art. 8 d.lgs. 22 luglio 1999 n. 261, non è idoneo a conferire data certa allo scritto, poiché il plico è presentato alla Posta in busta chiusa e l’addetto non ha la possibilità di verificarne il contenuto, non potendo quindi costituire un fatto equipollente ai sensi dell’art. 2704 c.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15 Maggio 2008, n. 0.


Terzietà del curatore - Applicazione dell'art. 2704 cod. civ. - Contratto non registrato - Prova della certezza della data fornita per equipollenti - Fatture annotate nei libri contabili - Sufficienza - Condizioni.
La prova dell'anteriorità di un credito rispetto alla dichiarazione di fallimento è assoggettata all'applicazione dell'art. 2704 cod. civ., attesa la posizione di terzietà del curatore nei confronti dei creditori del fallito e degli altri creditori della massa, ma, in mancanza della registrazione dell'atto, la certezza della data può essere fornita mediante l'allegazione di fatti equipollenti idonei a stabilire in modo ugualmente certo l'anteriorità della formazione dell'atto da cui scaturisce la pretesa azionata, quali l'emissione delle fatture regolarmente annotate nei libri contabili chiusi con attestazione notarile, recanti l'espresso riferimento alla preesistenza del contratto carente di registrazione e pacificamente pagate. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Novembre 2007, n. 24320.


Data certa - Fatti idonei diversi dalla registrazione - Elencazione non tassativa - Valutazione da parte del giudice di merito - Prova - Fattispecie in tema di insinuazione di credito al passivo fallimentare.
L'art. 2704 cod. civ. non contiene una elencazione tassativa dei fatti in base ai quali la data di una scrittura privata non autentica deve ritenersi certa rispetto ai terzi, e lascia al giudice di merito la valutazione, caso per caso, della sussistenza di un fatto, diverso dalla registrazione, idoneo, secondo l'allegazione della parte, a dimostrare la data certa. Tale fatto può essere oggetto di prova per testi o per presunzioni, la quale non è ammessa solo se direttamente vertente sulla data della scrittura. (Nella fattispecie, relativa ad insinuazione al passivo fallimentare di credito da fideiussione, la S.C. ha pertanto cassato, per vizio di motivazione, la sentenza del giudice di appello che non aveva spiegato perché la produzione, nel procedimento promosso per la dichiarazione del fallimento del fideiussore, della scrittura privata contenente la fideiussione non consentisse di ritenere provata l'anteriorità della scrittura alla dichiarazione del fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Novembre 2006, n. 23793.


Fallimento - Accertamento del passivo - Scrittura privata - Certezza e computabilità della data - Prova del credito sia in azione causale che in azione cambiaria
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In Sede di formazione dello stato passivo, nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa, il conflitto fra creditori anteriori, che concorrono, e creditori posteriori, che non partecipano, comporta, in fase di verifica o di opposizione al medesimo stato passivo, che la scrittura privata, allegata a documentazione di un credito, è soggetta, rispetto agli altri creditori, in qualità di terzi, alle regole dettate dall'art. 2704 primo comma cod. civ. in tema di certezza e computabilità della data; regole che possono essere fatte valere dal curatore o dal Commissario, nell'interesse della massa. Tale principio si applica anche alle cambiali, sia quando sono prodotte come prova di una promessa di pagamento a persona determinata, con l'Azione causale promossa contro qualunque obbligato cambiario, stante il carattere recettizio di tale promessa (e la conseguente non invocabilità del secondo comma del citato art. 2704 cod. civ.), sia quando venga esercitata l'Azione cambiaria, contro l'obbligato principale od il traente, alla stregua del carattere costitutivo della scrittura contenente l'obbligazione cambiaria nei confronti di colui al quale od all'ordine del quale deve farsi il pagamento. (massima ufficiale)
Cassazione Sez. Un. Civili, 28 Agosto 1990, n. 8879.