LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO II
Dei privilegi
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 2749

Estensione del privilegio
TESTO A FRONTE

I. Il privilegio accordato al credito si estende alle spese ordinarie per l'intervento nel processo di esecuzione. Si estende anche agli interessi dovuti per l'anno in corso alla data del pignoramento e per quelli dell'anno precedente.

II. Gli interessi successivamente maturati hanno privilegio nei limiti della misura legale fino alla data della vendita.


GIURISPRUDENZA

Ammissione al passivo - Crediti assistiti da privilegio generale - Corso degli interessi - Disciplina vigente prima del d.lgs. n. 5 del 2006 - Liquidazione massa attiva sufficiente - Sospensione degli interessi - Sussiste.
In tema di ammissione al passivo fallimentare, ai sensi del combinato disposto dell art. 2749 c.c. e dell'art. 54, comma 3, l.fall., nel testo vigente prima della novella introdotta dal d.lgs. n. 5 del 2006, il credito assistito da privilegio generale continua a produrre interessi dopo la dichiarazione di fallimento e fino a quando sia stata liquidata una massa attiva sufficiente al soddisfacimento integrale del medesimo credito privilegiato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Marzo 2018, n. 6587.


Fallimento - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo del credito in via privilegiata - Interessi sul credito - Diritto di prelazione - Estensione agli accessori - Specifica domanda - Necessità - Fondamento - Fattispecie.
In tema di ammissione al passivo del credito per interessi, l’estensione a tale credito del diritto di prelazione accordato dalla legge a quello per capitale, ex art. 54, comma 3, l.fall., non comporta la sottrazione degli accessori alla necessità di una specifica domanda, ai fini della quale occorre l’indicazione di tutti gli elementi necessari per il calcolo degli interessi, e quindi almeno la data di scadenza del credito e il tasso applicabile, onde consentire di verificare l’esatta determinazione dell’importo richiesto, anche in relazione al trattamento differenziato previsto per gli interessi maturati successivamente alla dichiarazione di fallimento. (Principio affermato con riferimento ad un credito di natura tributaria; la S.C. ha confermato il provvedimento di ammissione al passivo in via chirografaria del relativo credito per interessi – ribadendo che per esso l’estensione del privilegio resta disciplinata dall’art. 2749 c.c., in forza del richiamo di cui all'art. 54, comma 3, l.fall. –, essendosi la creditrice limitata, sia nell’istanza di insinuazione che nell’opposizione, alla mera indicazione dell’importo complessivamente dovuto per gli accessori, ancorché distinto da quello relativo alla sorte capitale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Settembre 2017, n. 21459.


Ammissione al passivo - Crediti tributari - Privilegio - Sospensione degli interessi ex art. 55 l.fall. - Inapplicabilità.
In tema di ammissione al passivo fallimentare, la sospensione del corso degli interessi prevista dall'art. 55 l.fall. non si applica ai crediti tributari in quanto assisti da privilegio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Marzo 2017, n. 6319.


Prededuzione - Natura - Spese per atti conservativi - Collocazione con grado anteriore rispetto a tutti gli altri privilegi.
La prededuzione deve essere ricondotta alla categoria delle spese per atti conservativi prevista dagli articoli 95 c.p.c., 2749, 2755, 2770 e 2777 c.c. per cui, così come nell’esecuzione individuale le anzidette spese sono collocate con privilegio anteriore rispetto tutti gli altri privilegi sul ricavato della liquidazione dei beni a cui gli stessi si riferiscono, analogamente nell’esecuzione concorsuale esse sono poste a carico della massa in base al criterio della utilità generalizzata dell’attività compiuta dalla procedura in favore della massa passiva concorsuale.

In quest’ottica e dunque in proprio parlare di violazione dell’ordine delle cause legittime di prelazione, perché il concorso non si pone tra diversi crediti muniti di privilegio ma tra questi e crediti sorti in funzione della procedura concorsuale posti a carico della massa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Appello Firenze, 27 Giugno 2016.


Aggio – Non assimilabilità ad accessorio del credito tributario – Non applicabilità art. 2749 c.c. – Credito chirografario.
Il compenso (aggio) spettante al concessionario del servizio di riscossione non è assimilabile alle spese ordinarie di intervento nelle procedure esecutive e, pertanto, non è qualificabile alla stregua di accessorio del credito tributario; proprio alla luce di ciò, la mancata estensione del privilegio di cui gode il credito tributario ex art. 2749 comma primo c.c. non è in contrasto con la Costituzione (C. Cost. n. 7/1993).

Il credito relativo all’aggio deve essere, quindi, ammesso al passivo in via chirografaria, non trovando applicazione l’art. 2749 c.c. (Fiorenza Chiara Villa)
Tribunale Massa, 19 Gennaio 2016.


Privilegi - Imposta di rivalutazione degli immobili di cui al D.L. 185/2008 - Privilegio di cui agli artt. 2752, 2749 e 2778 n. 18 c.c..
Al credito relativo al mancato pagamento dell’imposta di rivalutazione degli immobili di cui al d.lgs. 185/2008, sostitutiva di quella sul reddito delle società, va riconosciuto il privilegio di cui agli artt. 2752, 2749 e 2778 n. 18 c.c. Non pare invero contestabile che l’imposta in oggetto, espressamente definita “sostitutiva” di quelle sul reddito (dei soggetti passivi specificamente indicati all’art. 15 del citato d.lgs. 2008), sia caratterizzata da un’identità di ratio rispetto all’imposta sul reddito delle società, essendo analoga la causa del credito, che a norma dell’art. 2745 c.c. rappresenta la ragione giustificatrice di qualsiasi privilegio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 14 Aprile 2015.


Fallimento - Effetti - Per i creditori - Debiti pecuniari - Interessi - Credito IVA - Privilegio generale sui mobili ex art. 2752, terzo comma, cod. civ. - Credito per interessi - Estensione - Limiti - Fondamento..
In caso di fallimento del contribuente, il privilegio generale sui mobili del debitore, riconosciuto dall'art. 2752, terzo comma, cod. civ., ai crediti dello Stato per le imposte, le pene pecuniarie e le sopratasse dovute secondo le norme relative all'imposta sul valore aggiunto, si estende, ai sensi dell'art. 2749 cod. civ., richiamato dall'art. 54 legge fall, anche al credito per interessi, ma solo nei limiti di quelli dovuti per l'anno in corso alla data di apertura della procedura concorsuale e per l'anno anteriore, nonché di quelli maturati successivamente, in misura legale, fino alla data di deposito del progetto di riparto, nel quale il credito sia soddisfatto sia pure parzialmente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Settembre 2012, n. 16084.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per i creditori - Debiti pecuniari - Interessi - In genere.

Tributi erariali indiretti (Riforma Tributaria del 1972) - Imposta sul valore aggiunto (I.V.A.) – Accertamento e riscossione - Pagamento dell’imposta accertata - Interessi - Credito Iva - Natura privilegiata - Contribuente ammesso ad amministrazione straordinaria - Estensione del privilegio agli interessi - Sussistenza - Fondamento.
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In tema di I.V.A., la natura privilegiata del credito, prevista dall'art. 62, terzo comma, del d.P.R. n. 633 del 1972, comporta che l'ammissione del contribuente all'amministrazione straordinaria non sospende la decorrenza degli interessi dovuti per il ritardo nel versamento dell'imposta, a partire dalla data di ammissione alla procedura concorsuale; infatti, l'art. 55, primo comma, della legge fall., nel testo anteriore alle modifiche introdotte dal d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, fa salvo il disposto dell'art. 54, terzo comma, che, nel testo risultante dalla parziale dichiarazione d'illegittimità costituzionale intervenuta con sentenza n. 162 del 2001, estende il diritto di prelazione agli interessi maturati nel periodo successivo alla data di assoggettamento dell'impresa all'amministrazione straordinaria, nei limiti indicati nell'art. 2749 cod. civ., coerentemente con il vincolo derivante dai principi stabiliti dalla Corte di Giustizia CE, secondo i quali il regime di amministrazione straordinaria delle imprese in crisi è contrario alle disposizioni del Trattato CE (art. 87 e 88 par. 3) nella parte in cui prevede una sospensione dei debiti di natura pubblica (come quelli tributari), consentendo un esercizio dell'impresa a tempo indeterminato al di fuori di un programma di risanamento in tempi ragionevoli, in modo da creare un vantaggio selettivo solo per alcune imprese. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 17 Aprile 2009, n. 9106.