LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO IV
Delle ipoteche
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 2812

Diritti costituiti sulla cosa ipotecata
TESTO A FRONTE

I. Le servitù di cui sia stata trascritta la costituzione dopo l'iscrizione dell'ipoteca non sono opponibili al creditore ipotecario, il quale può far subastare la cosa come libera. La stessa disposizione si applica per i diritti di usufrutto, di uso e di abitazione.

II. Tali diritti si estinguono con la espropriazione del fondo e i titolari sono ammessi a far valere le loro ragioni sul ricavato, con preferenza rispetto alle ipoteche iscritte posteriormente alla trascrizione dei diritti medesimi.

III. Per coloro che hanno acquistato il diritto di superficie o il diritto d'enfiteusi sui beni soggetti all'ipoteca e hanno trascritto l'acquisto posteriormente all'iscrizione dell'ipoteca, si osservano le disposizioni relative ai terzi acquirenti.

IV. Le cessioni e le liberazioni di pigioni e di fitti non scaduti, che non siano trascritte o siano inferiori al triennio, sono opponibili ai creditori ipotecari solo se hanno data certa anteriore al pignoramento e per un termine non superiore a un anno dal giorno del pignoramento.

V. Le cessioni e le liberazioni trascritte non sono opponibili ai creditori ipotecari anteriori alla trascrizione, se non per il termine stabilito dal comma precedente.


GIURISPRUDENZA

Atti del professionista delegato – Contestazione – Opposizione all’esecuzione/agli atti – Inammissibilità – Ricorso ai sensi dell’art. 591 ter c.p.c.

Pignoramento immobiliare – Impianto fotovoltaico realizzato dal superficiario sul bene pignorato – Ipoteca anteriore alla costituzione del diritto di superficie – Estensione del pignoramento ai sensi degli artt. 2812 e 2858 c.c.

Procedura esecutiva – Opposizione all’esecuzione – Istanza di sospensione – Natura sommaria del procedimento – Ordinanza di accoglimento o di rigetto – Statuizione in ordine alle spese processuali – Non definitività – Riesame – Eventuale giudizio di merito
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E’ inammissibile l’istanza al giudice dell’esecuzione, formulata con atto di opposizione ex art. 615 II co., c.p.c., volta a far dichiarare l’illegittimità di un atto del professionista delegato, poiché tale istanza va formulata nelle forme previste dall’art. 591 ter c.p.c. (nella specie, l’opposizione era stata proposta al fine di far dichiarare l’illegittimità della richiesta del professionista delegato al gestore del servizio elettrico di acquisire, a far data dal pignoramento, le somme rinvenienti dalla produzione di energia dell’impianto fotovoltaico). (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

L’impianto fotovoltaico realizzato dal titolare del diritto di superficie avente ad oggetto il lastrico solare dell’opificio pignorato – e oggetto di iscrizione ipotecaria anteriore alla costituzione del diritto reale minore - è anch’esso oggetto di espropriazione in virtù del disposto degli art. 2812 e 2858 c.c. Inoltre, la circostanza che l’impianto non risulti stabilmente ancorato al lastrico solare mediante sistemi di fissaggio non è sufficiente a farlo qualificare come bene mobile, secondo quanto previsto dalla Circolare del 19/12/2013 n. 36 dell’Agenzia delle Entrate ed in conformità con quanto stabilito con univoco orientamento della giurisprudenza di legittimità. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Il provvedimento di accoglimento o di rigetto con il quale si chiude la fase sommaria dell’opposizione (tanto all’esecuzione, quanto agli atti esecutivi), pur se privo di definitività, deve contenere la statuizione relativa alle spese processuali, che può essere riesaminata nell’eventuale giudizio di merito. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 18 Settembre 2017.


Esecuzione forzata immobiliare – Iscrizione ipotecaria del creditore pignorante – Successiva trascrizione dell’assegnazione della casa coniugale – Inopponibilità al creditore ipotecario – Non sussiste – Ordine di cancellazione della trascrizione – Inammissibilità – Sussiste.
Non potendosi ravvisare, in capo al coniuge assegnatario della casa coniugale in sede di separazione o divorzio, la titolarità di un diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento, bensì di un diritto personale di godimento, e considerato il carattere eccezionale dell’art.2812 c.c. che non ne ammette pertanto una interpretazione analogica, non è consentito di ordinare la cancellazione della trascrizione dell’atto di assegnazione della casa familiare, né tantomeno può ordinarsi la liberazione dell’immobile. [Nella fattispecie, il creditore pignorante aveva eccepito l’inopponibilità nei propri confronti della trascrizione del provvedimento di assegnazione della casa coniugale pignorata, operata successivamente all’iscrizione di ipoteca sullo stesso immobile.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 10 Febbraio 2015.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Vendita di immobile in ambito fallimentare - Prelazione del creditore ipotecario ammesso al passivo - Estensione ai frutti civili dell'immobile - Configurabilità - Fondamento..
La prelazione del creditore ipotecario, ritualmente ammesso al passivo fallimentare, si estende anche ai frutti civili (nella specie, canoni di locazione) prodotti dall'immobile ipotecato dopo la dichiarazione di fallimento, mancando nella disciplina dell'esecuzione concorsuale una previsione contraria od incompatibile che osti all'estensione della disciplina dell'esecuzione individuale, né potendo attribuirsi un significato diverso a disposizioni, quali gli artt. 2808 cod. civ. e 54 legge fall., che adoperano le medesime espressioni letterali per disciplinare, seppure in sedi diverse, la medesima materia. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 2013, n. 11025.


Fallimento - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Prelazione del creditore ipotecario ammesso al passivo - Estensione automatica ai frutti civili dello immobile ipotecato - Interessi maturati su detti frutti e sulla somma realizzata dalla vendita - Inclusione.
La prelazione del creditore ipotecario, ritualmente ammesso al passivo fallimentare, si estende automaticamente, e, quindi, anche in difetto di un'espressa istanza in tal senso del creditore medesimo, ai frutti civili prodotti dall'immobile ipotecato dopo la dichiarazione di fallimento (nella specie, canoni di locazione), agli interessi eventualmente maturati su detti frutti, agli interessi maturati sulla somma realizzata dalla vendita del bene. Tale principio, il quale, nell'esecuzione individuale, e evincibile dal combinato disposto dagli artt 2808, 2811, 2812 cod civ, 509, 558, 559 e 594 cod proc civ, deve infatti ritenersi operante, in difetto di contraria previsione, anche nell'ambito dell'esecuzione concorsuale, in quanto non incompatibile con le norme ed i caratteri peculiari della stessa. (massima ufficiale)

 

Cassazione civile, sez. I, 15 Maggio 1978, n. 2355.