LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO IV
Delle ipoteche
SEZIONE V
Dell'iscrizione e rinnovazione delle ipoteche
PARAGRAFO 2
Della rinnovazione

Art. 2847

Durata dell'efficacia dell'iscrizione
TESTO A FRONTE

I. L'iscrizione conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L'effetto cessa se l'iscrizione non è rinnovata prima che scada detto termine.


GIURISPRUDENZA

Prescrizione dell’ipoteca riguardo ai beni acquistati da terzi, ex art. 2880 c.c. - Effetti - Possibilità per il titolare di procedere a nuova iscrizione - Sussistenza - Fondamento - Eliminazione del titolo - Necessità della cancellazione dell’iscrizione dell’ipoteca volontaria.
La prescrizione dell'ipoteca riguardo ai beni acquistati da terzi, ai sensi dell'art. 2880 c.c., determina l'estinzione dell'effetto dell'iscrizione, indipendentemente dalla permanenza del credito, sicché il diritto ad iscrivere ipoteca continua a sussistere e il titolare ben può procedere a nuova iscrizione. Ne consegue che, qualora il venditore dell'immobile conceda l'ipoteca in favore di un terzo, questi, nonostante l'estinzione dell'iscrizione ipotecaria per prescrizione, conservando il titolo, può sempre procedere ad una nuova iscrizione, in quanto l'estinzione dell'iscrizione dell'ipoteca non comporta automaticamente la relativa eliminazione, per la quale occorre anche la cancellazione dell'ipoteca, che determina, in caso di ipoteca volontaria, il venir meno del titolo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Agosto 2019, n. 21752.


Mutuo fondiario - Iscrizione ipotecaria - Rinnovazione oltre il termine ventennale - Esclusione.
Non può ritenersi correttamente eseguita la rinnovazione dell’ipoteca caratterizzata dall’errata indicazione del foglio di mappa trattandosi di errore su un elemento essenziale della nota in base al combinato disposto degli artt. 2826 e 2839 c.c.

Non è assistita da verosimile fondatezza la prospettazione secondo cui al creditore fondiario, in base alla disciplina applicabile ratione temporis ( art. 4 DPR n. 7 del 1976) sarebbe consentita la rinnovazione dell’iscrizione ipotecaria anche oltre il termine ventennale. (Nicola Lanzolla) (riproduzione riservata)
Tribunale Matera, 15 Febbraio 2019.


Fallimento - Accertamento del passivo - Iscrizione ipotecaria - Rinnovazione - Necessità - Esclusione.
Il termine ventennale di efficacia dell'iscrizione ipotecaria, previsto dall'art. 2847 c.c., non opera all'interno della procedura fallimentare, per cui, nei rapporti endofallimentari, il diritto reale di garanzia rimane valido ed efficace tra creditore e debitore fino alla chiusura del Fallimento.

Cassazione civile, 1 aprile 2011, n. 7570: "A differenza di quanto accade nella procedura espropriativa singolare, in cui l'iscrizione non deve avere superato il ventennio alla data della vendita forzata, che coincide e concreta l'espropriazione che il creditore ha il diritto di chiedere ai sensi dell'art. 2808 c. c., in quella fallimentare l'indagine del giudice delegato arretra alla data in cui il creditore esplica e consuma l'unica iniziativa, processuale in senso lato, di cui dispone, chiedendo che il suo credito, assistito dalla garanzia, entri a far parte della massa passiva. La vendita, in sede fallimentare, è disposta su iniziativa del curatore e la garanzia, perciò non si concretizza con essa ma nella partecipazione al concorso con la preferenza scaturente dalla prelazione. Alla data della domanda, se essa tempestiva o tardiva, l'iscrizione non deve aver superato il ventennio, e, se così è, la sua efficacia permane per tutta la durata della procedura. La domanda di ammissione allo stato passivo del credito assistito da prelazione ipotecaria cristallizza, sin dalla data della proposizione, e con effetto permanente, l'efficacia dell'iscrizione, che resta indiscussa ed indiscutibile sino alla fase della distribuzione dell'attivo nella quale la prelazione si realizza. Lo stato passivo approvato è intangibile, e la sua intrinseca efficacia di giudicato non ammette il riesame del credito in alcuno dei suoi aspetti - per tutte Cass. n. 18105/2009-, tanto meno da parte del giudice delegato in sede di riparto. Il creditore consuma il suo potere processuale mediante la domanda di ammissione del credito e non ha il potere, né specularmente ha l'onere di intervenire sul diritto d'ipoteca costituito a garanzia del suo credito che, a partire dal momento in cui entra nel concorso, non è più nella sua disponibilità. In concreto, scansione, durata, esito delle operazioni interne alla procedura sono sottratti ad ogni forma di iniziativa dei creditori, il cui interesse è garantito solo dal corretto espletamento delle funzioni degli organi fallimentari, sul quale il singolo creditore non ha potere d'intervento attivo" (nello stesso senso recentemente in Cass .7/07/2016 n. 13940). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 13 Ottobre 2016.


Credito fondiario - Ipoteca - Rinnovazione - Necessità - Interpretazione della locuzione “in ogni tempo” di cui all’articolo 4 del d.p.r. n. 7 del 1976.
L’iscrizione ipotecaria del creditore fondiario conserva effetto per soli ventianni, con la conseguenza che tale effetto viene meno se l’ipoteca non viene tempestivamente rinnovata prima della scadenza. All’espressione “in ogni tempo” contenuta nell’articolo 4 del d.p.r. n. 7 del 1976 non può, infatti, essere attribuito il significato che il creditore fondiario non è soggetto all’applicazione dell’articolo 2847 c.c. quanto che lo stesso, dopo la scadenza del termine ventennale dell’iscrizione ipotecaria, non è tenuto, come gli altri creditori, all’osservanza delle formalità di cui all’articolo 2839 c.c. per l’iscrizione della nuova ipoteca (nuove esibizione del titolo costitutivo insieme ad una nota in doppio originale contenente tutti gli elementi indicati ai numeri da 1 a 7), essendo sufficiente - ai fini della rinnovazione ma nei termini sopra esposti - che presenti una nota in doppio originale conforme a quella della precedente iscrizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 18 Febbraio 2014.


Diritti di prelazione - Ipoteca - Termine ventennale di efficacia dell'ipoteca ex art. 2847 c.c. - Opponibilità erga omnes - Incidenza sul diritto di credito e sul diritto di iscrivere ipoteca - Esclusione..
In ordine ai rapporti tra efficacia dell'ipoteca e processo di esecuzione iniziato nei confronti di debitore che sia anche proprietario del bene ipotecato, va precisato che il termine ventennale di efficacia dell'ipoteca, di cui all'articolo 2847 c.c., disciplina soltanto gli effetti dell'opponibilità erga omnes dell'ipoteca, ma non riguarda né il diritto di credito in sé, né la garanzia ipotecaria intesa come diritto crescente dal titolo ipotecario, né il diritto all'iscrizione ipotecaria, in sé, quale elemento costitutivo dell'ipoteca. L'estinzione dell'efficacia dell'ipoteca ex articolo 2847 c.c., pertanto, non priva il creditore del proprio diritto di credito; non lo priva della possibilità di avvalersi in futuro del diritto di prelazione; e non lo priva del diritto ad iscrivere ipoteca (articolo 2848, comma 1, c.c.). Unica conseguenza della nuova iscrizione sarà la postergazione dell'ipoteca alle altre ipoteche iscritte nel frattempo, così come la sua inopponibilità ai terzi che abbiano trascritto il proprio titolo prima della reiscrizione dell'ipoteca perenta (articolo 2848, comma 2, c.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 05 Febbraio 2014, n. 2610.


Stato passivo - Intangibilità - Condizioni - Effetti nella successiva ripartizione dell'attivo - Credito ipotecario - Ammissione al passivo con la causa di prelazione richiesta - Omesso rinnovo dell'iscrizione ipotecaria nel ventennio dalla prima formalità - Conseguenze - Inefficacia sopravvenuta dell'ipoteca - Esclusione - Fondamento - Differenze con l'esecuzione singolare.
In tema di ripartizione dell'attivo nel fallimento, posto che il decreto di approvazione dello stato passivo, di cui all'art. 96 legge fall., se non impugnato, preclude ogni questione relativa all'esistenza del credito, alla sua entità, all'efficacia del titolo da cui deriva e all'esistenza di cause di prelazione, la sua intangibilità non ammette il riesame del credito da parte del giudice delegato in sede di finale distribuzione, mediante degradazione a chirografo, di un credito già ammesso in via ipotecaria; ne consegue che nemmeno il mancato rinnovo dell'iscrizione ipotecaria alla scadenza del ventennio dal compimento della prima formalità pubblicitaria, attenendo al solo profilo dell'efficacia e perciò non estinguendo nè il titolo ipotecario, nè il diritto di credito garantito, costituisce ragione per la degradazione, in quanto in materia non opera l'istituto della prescrizione, e dunque dell'ipotizzabilità della interruzione, con riguardo all'apertura del fallimento, essendo invece sufficiente, perchè la garanzia giovi al creditore, che questi abbia richiesto ed ottenuto l'ammissione al passivo del proprio credito, senza che, alla data della domanda, l'iscrizione stessa abbia superato il ventennio, permanendo tale efficacia per tutto il corso della procedura; in questo modo l'istituto si adatta alla sistematica concorsuale, nella quale il creditore, depositata la domanda, consuma il suo potere processuale nè ha più il potere o l'onere di intervenire sul diritto d'ipoteca, che cessa di essere nella sua disponibilità una volta ammesso, a differenza di quanto accade nell'esecuzione singolare, in cui l'iscrizione non deve aver superato il ventennio alla data della vendita forzata, che concreta l'espropriazione che il creditore ha diritto di chiedere, mentre nella procedura concorsuale la vendita è disposta su iniziativa del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Aprile 2011, n. 7570.


Ipoteca – Estinzione dell’obbligazione garantita – Cancellazione dell’iscrizione ex art. 13 d.l. 7/07 (cd. decreto Bersani) – Estinzione automatica dell’iscrizione – Dichiarazione di permanenza nei trenta giorni successivi – Effetti – Reviviscenza dell’obbligazione – Permanenza dell’originario grado – Esclusione..
In base all’art. 13, comma 8 sexies, del d.l. n. 7/07, per i contratti di mutuo aventi le caratteristiche descritte nella citata norma, l’estinzione della obbligazione garantita comporta, in deroga all’art. 2847 cod. civ., l’estinzione automatica dell’iscrizione ipotecaria e l’eventuale dichiarazione di permanenza del creditore intervenuta nei trenta giorni successivi ha l’effetto di risolvere l’effetto estintivo dell’iscrizione. Qualora, poi, l’obbligazione garantita dovesse rivivere ex lege (come nel caso di revocatoria fallimentare) il creditore non potrà mantenere la garanzia con l’originario grado ipotecario, ma dovrà procedere ad una nuova iscrizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Venezia, 16 Marzo 2010.