LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO V
Dei mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale
SEZIONE III
Del sequestro conservativo

Art. 2905

Sequestro nei confronti del debitore o del terzo
TESTO A FRONTE

I. Il creditore può chiedere il sequestro conservativo dei beni del debitore, secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile.

II. Il sequestro può essere chiesto anche nei confronti del terzo acquirente dei beni del debitore, qualora sia stata proposta l'azione per far dichiarare l'inefficacia dell'alienazione.


GIURISPRUDENZA

Sequestro conservativo – Creditore particolare del socio di società semplice – Sequestro della società – Esclusione.
Poiché l’art. 2905 c.c. prevede la possibilità di sottoporre a sequestro i beni del proprio debitore, ma non quelli di terzi, il creditore particolare del socio di società semplice, finché dura la società, può, ai sensi dell’art. 2270 c.c., far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al debitore e compiere atti conservativi sulla quota spettante a quest'ultimo nella liquidazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 21 Luglio 2017.


Registro imprese – Pignoramento di quote di società di persone – Iscrizione – Esclusione.
In ragione del principio di tipicità degli atti da iscrivere nel registro delle imprese, non sussitono i presupposti per l’iscrizione del pignoramento di quote sociali di società di persone in quanto, a differenza di quanto previsto dalla disciplina sulla espropriazione delle quote di società a responsabilità limitata (art. 2471 c.c.), il codice civile e quello di procedura civile non prevedono tale possibilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30 Settembre 2016.


Sequestro conservativo - Presupposti - Fumus boni iuris - Periculum in mora - Credito certo e liquido - Credito esiguo - Esclusione.
L’esiguità del credito non giustifica la concessione del sequestro conservativo (Nel caso di specie, l’aggiudicatario-acquirente di appartamento in condominio aveva chiesto l’autorizzazione al sequestro conservativo della somma residua ex art. 510 c.p.c., vantando come titolo il diritto di rivalsa conseguente al pagamento, ex art. 63, comma 4, disp. att. c.c., di 2.818,80 euro relativi all’ultimo biennio di contributi condominiali, per l’omesso pagamento dei quali i debitori-resistenti erano stati esecutati). (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 16 Aprile 2016.


Tutela cautelare – Periculum in mora – Elementi obiettivi – Elementi soggettivi – Rilevanza alternativa – Configurabilità

Sequestro conservativo – Cessione del ramo d'azienda – Periculum in mora – Elemento oggettivo e/o soggettivo – Comportamento del cedente e del cessionario – Rilevanza
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Il requisito del periculum in mora va desunto, anche alternativamente, o da elementi obiettivi, concernenti la capacità patrimoniale del debitore in rapporto all'entità del credito, o da elementi soggettivi, evincibili dal comportamento del debitore tale da lasciar presumere che egli, al fine di sottrarsi all'adempimento, ponga in essere atti dispositivi idonei a provocare l'eventuale depauperamento del suo patrimonio, sottraendolo all'esecuzione forzata. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

Nel caso di cessione del ramo d'azienda, quando sia richiesto un sequestro conservativo ex art. 2905, comma 2°, c.c. - la cui finalità è quella di impedire che l'alienazione del bene da parte del terzo renda infruttuoso l'esercizio dell'azione revocatoria - sia l'elemento oggettivo che quello soggettivo del periculum in mora vanno valutati in relazione al comportamento del cedente e del cessionario; il vittorioso esperimento dell'azione revocatoria non determinando alcun effetto restitutorio rispetto al patrimonio del disponente, né alcun effetto direttamente traslativo nei confronti dei creditori, bensì soltanto l'inefficacia dell'atto rispetto ai creditori procedenti, rendendo il bene oggetto dell'atto dispositivo assoggettabile all'azione esecutiva, senza in alcun modo caducare, ad ogni altro effetto, l'avvenuta disposizione. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)
Tribunale Lecce, 17 Aprile 2014.


Sequestro cd. revocatorio ex art. 2905 comma 2 c.c. – Valutazione della sussistenza del fumus con riguardo alla fondatezza della domanda di merito di accertamento della simulazione – Compatibilità..
Non vi è motivo di escludere la compatibilità del sequestro conservativo di cui all’art. 2905 comma 2 c.c. con l’azione di simulazione (pacificamente ammessa per l’azione revocatoria) atteso che tale norma afferma l’esperibilità del rimedio cautelare genericamente nei confronti del terzo acquirente di beni del debitore, qualora sia stata proposta azione per far dichiarare l’inefficacia dell’alienazione. (Edgardo Riccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 03 Gennaio 2013.


Sequestro giudiziario ex art. 670 n. 1 c.p.c. strumentale ad azione revocatoria ordinaria – Ammissibilità..
Ragioni di tutela sostanziale del creditore portano a preferire la tesi che ammette l’esperimento del rimedio del sequestro giudiziario ex 670 c.p.c. anche con riguardo all’azione revocatoria ordinaria. La giurisprudenza prevalente sostiene che il termine proprietà o possesso non va inteso in senso letterale rientrandovi anche le controversie come l’azione revocatoria, inerenti la dichiarazione di inefficacia relativa, e comunque le azioni inerenti uno ius ad rem, nelle quali, cioè, venga in rilievo l’esistenza di un diritto alla restituzione di un bene a qualsiasi titolo detenuto da altri. Inoltre non sembra che, con l’art. 2905 comma 2 c.c., il legislatore abbia voluto precludere al creditore che agisce in revocatoria ordinaria il rimedio cautelare dell’art. 670 comma 1 c.p.c.. (Edgardo Riccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 03 Gennaio 2013.


Sequestro cd. revocatorio ex art. 2905 comma 2 c.c. – Valutazione della sussistenza del periculum in mora sia con riguardo al cedente che al cessionario..
Il periculum in mora, inteso come fondato timore che, durante il tempo occorrente per la definizione del giudizio di merito, possano essere compiuti atti distrattivi del patrimonio tali da rendere infruttuosi gli effetti dell’azione revocatoria e/o di simulazione, va valutato sia con riguardo al cedente che con riguardo alla cessionaria. (Edgardo Riccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 03 Gennaio 2013.


Società - Di persone fisiche - In genere (nozione, caratteri, distinzioni) - Quota di partecipazione del socio - Previsione dell'atto costitutivo concernente la libera trasferibilità della quota, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci - Conseguenze - Possibilità del creditore particolare del socio di sottoporre detta quota a sequestro conservativo e a espropriazione - Anche prima dello scioglimento della società - Sussistenza.

Responsabilità patrimoniale - Conservazione della garanzia patrimoniale - Sequestro conservativo - In genere - Oggetto - Quota di società di persone - Per previsione dell'atto costitutivo liberamente trasferibile, salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci - Conseguenze - Possibilità del creditore particolare del socio di sottoporre detta quota a sequestro conservativo e a espropriazione - Anche prima dello scioglimento della società - Sussistenza.
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Le quote di partecipazione di una società di persone che per disposizione dell'atto costitutivo siano trasferibili con il (solo) consenso del cedente e del cessionario ma che facciano salvo il diritto di prelazione in favore degli altri soci, possono essere sottoposte a sequestro conservativo ed essere espropriate a beneficio dei creditori particolari del socio anche prima dello scioglimento della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Novembre 2002, n. 15605.


Fallimento post mortem - Separazione del patrimonio del fallito - Prelazione dei creditori del defunto fallito - Trascrizioni o iscrizioni contro l'erede - Irrilevanza - Sequestro conservativo della quota ereditaria - Inopponibilità al fallimento

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Il fallimento post mortem determina la separazione del patrimonio del de cuius da quello dell'erede, con la conseguente prelazione dei beni ereditari, ivi compresi gli immobili, a favore dei creditori del de cuius, prelazione la quale comporta la preferenza loro accordata nell'aggredire il patrimonio separato, nonostante l'esistenza di trascrizioni o iscrizioni anteriori al fallimento, prese contro l'erede. Pertanto, il sequestro conservativo che un creditore abbia ottenuto e trascritto sulla quota ereditaria spettante al debitore sulla successione di persona dichiarata fallita post mortem, e inopponibile al fallimento, ancorché effettuato prima della dichiarazione del fallimento del de cuius e della conseguente annotazione di cui all'art 88 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Maggio 1972, n. 1648.