LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO IV
Della tutela giurisdizionale dei diritti
CAPO II
Dell'esecuzione forzata
SEZIONE I
Dell'espropriazione
PARAGRAFO 2
Degli effetti del pignoramento

Art. 2915

Atti che limitano la disponibilità dei beni pignorati
TESTO A FRONTE

I. Non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell'esecuzione gli atti che importano vincoli di indisponibilità, se non sono stati trascritti prima del pignoramento, quando hanno per oggetto beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri, e, negli altri casi, se non hanno data certa anteriore al pignoramento.

II. Non hanno del pari effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell'esecuzione gli atti e le domande per la cui efficacia rispetto ai terzi acquirenti la legge richiede la trascrizione, se sono trascritti successivamente al pignoramento.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare – Bene in comunione legale tra i coniugi – Debiti personali di un coniuge – Esecuzione sull’intero immobile a carico del solo debitore – Improcedibilità.
E’ improcedibile l’espropriazione di un bene in comunione legale dei coniugi, per debiti personali di uno solo di essi, quando l’esecuzione, pur riguardando l’intero bene, non sia stata promossa, né trascritta nei confronti di entrambi i coniugi (nella specie in creditore aveva agito nel convincimento che il bene appartenesse al solo debitore, ma nel corso dell’esecuzione era emerso che egli lo aveva acquistato quando, pur avendo dichiarato si essere coniugato in regime di separazione, era in regime di comunione). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Viterbo, 10 Ottobre 2019.


Azione revocatoria ordinaria - Creditore vittorioso - Prelazione rispetto ai creditori dell’acquirente - Condizioni.
Il creditore che abbia ottenuto la dichiarazione di inefficacia dell’atto di alienazione del proprio debitore all’esito di azione revocatoria, trascrivendo la domanda e poi annotando la sentenza che ha dichiarato l’inefficacia dell’atto, e i creditori intervenuti nell’azione revocatoria medesima ovvero che abbiano esperito ulteriore ed autonoma azione revocatoria vittoriosa, divengono titolari di una garanzia specifica, quale causa di prelazione, rispetto ai creditori del terzo acquirente, cosicché in sede esecutiva, al momento della predisposizione del piano di riparto, i creditori vittoriosi in sede revocatoria saranno preferiti ai creditori del terzo acquirente. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 29 Luglio 2019.


Revocatoria ordinaria - Esercizio da parte del creditore dell'alienante - Trascrizione anteriore al fallimento - Procedibilità dopo la dichiarazione di fallimento dell'acquirente - Condizioni - Conseguenze.
Il divieto di azioni esecutive individuali posto dall'art. 51 l.fall. non osta alla procedibilità dell'azione revocatoria ordinaria già promossa dal creditore dell'alienante, ove la domanda ex art. 2901 c.c. sia stata trascritta anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'acquirente perché altrimenti il creditore dell'alienante, pur trovandosi nella condizione di poter opporre l'azione proposta alla massa, ai sensi dell'art. 45 l.fall., resterebbe privo della garanzia patrimoniale ex art. 2740 c.c. e l'atto fraudolento gioverebbe ai creditori dell'acquirente fallito per il sol fatto che a questi si è sostituito il curatore; il vittorioso esperimento dell'azione revocatoria ordinaria, trascritta anteriormente alla data di fallimento dell'acquirente, non abilita, tuttavia, il creditore dell'alienante non fallito a promuovere l'esecuzione sui beni compravenduti ma lo colloca in posizione analoga a quella del titolare di un diritto di prelazione e gli consente di conseguire, in sede di ricavato della vendita del bene, la separazione della somma corrispondente al suo credito verso l'alienante, per esserne soddisfatto in via prioritaria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 31 Maggio 2019, n. 14892.


Esecuzione immobiliare – Confisca del bene pignorato – Trascrizione della confisca – Diritti reali di garanzia iscritti anteriormente – Prevalenza della misura di sicurezza patrimoniale – Tutela del terzo – Incidente di esecuzione

Esecuzione immobiliare – Aggiudicazione del bene staggito – Confisca del bene pignorato – Inopponibilità del vincolo penale al terzo aggiudicatario in sede esecutiva
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È principio generale dell'ordinamento quello per cui gli effetti della confisca penale (di qualunque natura) prevalgono sui diritti dei terzi creditori del soggetto in danno del quale la confisca è operata, anche se si tratta di diritti reali di garanzia iscritti anteriormente; pertanto, la confisca penale intervenuta prima  del pignoramento prevale senz’altro su quest’ultimo, sul piano civile, indipendentemente dalla data della sua trascrizione, mentre la eventuale tutela dei diritti dei creditori pignoranti è possibile solo in sede penale. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Il principio generale della prevalenza degli effetti della confisca penale sui diritti dei terzi creditori anche se garantiti da iscrizioni anteriori, opera ove il provvedimento ablativo (a prescindere dalla sua trascrizione) intervenga nel momento in cui il bene confiscato risulti ancora di proprietà del condannato e non nel caso in cui il medesimo bene,  in sede di esecuzione forzata, sia stato già oggetto di un provvedimento di aggiudicazione in favore di un terzo. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 30 Novembre 2018, n. 30990.


Sequestro preventivo finalizzato alla confisca – Esecuzione immobiliare – Anteriorità della trascrizione del pignoramento – Liquidazione in sede esecutiva – Inopponibilità al terzo acquirente del vincolo penale

Acquisto in sede esecutiva – Indicazione del vincolo penale nell’avviso di vendita – Buona fede del terzo acquirente
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Ai sensi dell'art. 2915 c.c., l'opponibilità del vincolo penale al terzo acquirente in sede esecutiva dipende dalla trascrizione del sequestro (ex art. 104 disp. att. c.p.p.), che deve essere antecedente a quella del pignoramento immobiliare, venendo così a rappresentare il presupposto per la confisca anche successivamente all'acquisto. Diversamente, se la trascrizione del sequestro è successiva, il bene deve ritenersi appartenente al terzo "pleno iure" con conseguente impossibilità della confisca posteriore all'acquisto. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

La mera indicazione della trascrizione del sequestro nel bando di vendita, non è elemento idoneo ad escludere la buona fede e consentire conseguentemente la confisca, poiché la buona fede, deve essere valutata rispetto al reato e non alle vicende del processo. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Cassazione penale, 09 Novembre 2018, n. 51043.


Preliminare di vendita immobiliare - Facoltà di scioglimento del curatore del promittente venditore - Limiti di esercizio - Trascrizione della domanda ex art. 2932 c.c. da parte del promissario acquirente - Effetto ostativo - Pignoramento anteriore alla trascrizione della domanda giudiziale - Facoltà di scelta ex art. 72 l. fall. - Persistenza.
Il curatore del fallimento del promittente venditore può esercitare la facoltà di scelta ex art. 72 l.fall. allorché, pur essendo stata la sentenza di fallimento trascritta dopo la trascrizione della domanda ex art. 2932 c.c., quest'ultima sia stata preceduta dalla trascrizione del pignoramento sull'immobile, in quanto le azioni esecutive individuali pendenti al momento della sentenza dichiarativa di fallimento sono assorbite dalla procedura concorsuale, ma gli effetti anche sostanziali degli atti già compiuti che non siano incompatibili con il sistema dell'esecuzione fallimentare, tra i quali anche il vincolo d'indisponibilità dei beni derivante dal pignoramento, restano salvi in favore della massa dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Maggio 2018, n. 11365.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Espropriazione forzata su beni del fallito - Successiva dichiarazione di fallimento - Conseguenze - Sostituzione di diritto del curatore al creditore procedente - Scelta del curatore di non coltivare la procedura - Improcedibilità della stessa - Conservazione degli effetti sostanziali del pignoramento in favore della massa - Condizioni - Assenza di cause di inefficacia del pignoramento - Fondamento.
Ai sensi dell'art. 107 l.fall., come modificato dal d.lgs. n. 5 del 2006, il curatore fallimentare subentra di pieno diritto nelle procedure esecutive, mobiliari ed immobiliari, pendenti alla data della dichiarazione di fallimento al posto del creditore procedente (che non possa più proseguirle giusta l'art. 51 l.fall.), scegliendo con il programma di liquidazione di sostituirsi a lui, ovvero di proseguire la liquidazione nelle forme fallimentari. In tale ultima ipotesi, l'improcedibilità dell'esecuzione, dichiarata dal giudice dell'espropriazione su istanza del curatore, non determina la caducazione degli effetti sostanziali del pignoramento di cui agli artt. 2913 e segg. c.c., giacché nella titolarità di quegli effetti è già subentrato, automaticamente e senza condizioni, l'organo fallimentare, purché nel frattempo non sia intervenuta una causa di inefficacia del pignoramento medesimo; del resto, opinando diversamente, il curatore sarebbe sempre tenuto a proseguire l'esecuzione singolare onde conservare gli effetti del pignoramento, cosi svilendosi non solo la sua facoltà discrezionale di scelta di cui all'art. 107, comma 6, l.fall., ma anche il suo stesso ruolo centrale assunto dalla programmazione liquidatoria nella riforma del 2006. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Dicembre 2015.


Fallimento - Contratto preliminare - Facoltà di scioglimento del curatore - Trascrizione della domanda in data anteriore alla dichiarazione di fallimento - Opponibilità al fallimento - Sopravvivenza della facoltà di scioglimento del curatore.
La prima sezione della Corte di cassazione ha rimesso alle Sezioni unite la questione se il curatore possa o meno esercitare la facoltà, concessa dall'articolo 72 L.F., di sciogliersi dal contratto preliminare con il quale l'imprenditore poi fallito abbia promesso in vendita un immobile a un terzo, anche nel caso in cui il terzo promissario acquirente abbia trascritto, anteriormente al fallimento la domanda ai sensi dell'articolo 2932 c.c. volta ad ottenere dal giudice una pronuncia costitutiva del trasferimento che tenga luogo del contratto rimasto inadempiuto.
Con la sentenza n. 12505 del 7 luglio 2004, infatti, le Sezioni unite della Corte di cassazione, ponendosi in contrasto con il precedente consolidato indirizzo della Corte, hanno per la prima volta enunciato il principio secondo cui, quando la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto è stata trascritta prima della dichiarazione di fallimento, la sentenza che l’accoglie, anche se trascritta successivamente, è opponibile alla massa dei creditori e impedisce la apprensione del bene da parte del curatore del contraente fallito, il quale non può quindi avvalersi del potere di scioglimento accordatogli in via generale dall'articolo 72 L.F.
L'ordinanza che si segnala richiama l'attenzione sul fatto che la opponibilità o meno al curatore della domanda giudiziale non dovrebbe di per se impedire l'esercizio della facoltà di scioglimento dal contratto preliminare riconosciutagli dall'articolo 72, comma 4, L.F.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 04 Dicembre 2013, n. 27111.


Fallimento - Effetti per i creditori - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Fallimento dell'acquirente di immobile - Domanda di revocatoria ordinaria della compravendita - Trascrizione da parte del creditore dell'alienante prima del fallimento - Accoglimento - Conseguenze sul diritto dell'attore vittorioso rispetto al bene compravenduto - Separazione di somma corrispondente al suo credito dal ricavato della liquidazione fallimentare dell'immobile - Titolo per il soddisfacimento, nella sede del riporto fallimentare, in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali - Spettanza - Fondamento

Fallimento - Fallimento dell'acquirente di immobile - Domanda di revocatoria ordinaria della compravendita - Trascrizione da parte del creditore dell'alienante prima del fallimento - Accoglimento - Conseguenze sul diritto dell'attore vittorioso rispetto al bene compravenduto - Separazione di somma corrispondente al suo credito dal ricavato della liquidazione fallimentare dell'immobile - Titolo per il soddisfacimento, nella sede del riporto fallimentare, in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali - Spettanza - Fondamento
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In caso di fallimento dell'acquirente di un bene immobile, il creditore dell'alienante, che, per ottenere pronuncia di inefficacia relativa della compravendita, abbia trascritto domanda ex art. 2901 cod. civ. anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'acquirente, ove l'azione sia accolta, viene a trovarsi, rispetto all'immobile ormai acquisito all'attivo fallimentare, in posizione analoga a quella del titolare di diritto di prelazione su bene compreso nel fallimento e già costituito in garanzia per credito verso debitore diverso dal fallito, rappresentando il diritto tutelato in revocatoria, analogamente al detto diritto di prelazione, una passività dalla quale il patrimonio del fallito deve essere depurato prima della ripartizione dell'attivo fra i creditori concorsuali; pertanto, l'attore vittorioso in revocatoria, che non è creditore diretto del fallito e non partecipa quindi al concorso formale, può tuttavia ottenere, in sede di distribuzione del ricavato della vendita fallimentare dell'immobile, la separazione della somma corrispondente al suo credito verso l'alienante, per esserne soddisfatto in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2011.


Fallimento - Effetti sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria ordinaria - Esercizio da parte del creditore dell'alienante - Trascrizione anteriore al fallimento - Procedibilità dopo la dichiarazione di fallimento dell'acquirente - Condizioni - Fondamento.
Il divieto di azioni esecutive individuali posto dall'art. 51 legge fall. non osta alla procedibilità della revocatoria ordinaria già promossa dal creditore dell'alienante, ove la domanda ex art. 2901 cod. civ. sia stata trascritta anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'acquirente; diversamente, il creditore dell'alienante, pur trovandosi nella condizione di opponibilità alla massa, ai sensi dell'art. 45 legge fall., dell'azione proposta, resterebbe privo della garanzia patrimoniale ex art. 2740 cod. civ. e l'atto fraudolento gioverebbe ai creditori dell'acquirente fallito (per la sola sostituzione a questi dal curatore); l'azione revocatoria, infatti, pur se preordinata al soddisfacimento esecutivo del creditore, non può considerarsi un'azione esentiva, volta com'è a rendere in opponibile al creditore l'atto dispositivo compiuto dal debitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2011.


Cessione del credito successiva al pignoramento - Annotazione - Trasmissione del vincolo ipotecario - Efficacia nei confronti dei creditori - Fondamento - Applicabilità analogica della disciplina dettata in materia fallimentare - Esclusione.
In tema di negozi dispositivi dell' ipoteca (presi in considerazione dal primo comma dell'art. 2843 cod. civ.) l'annotazione nei registri immobiliari del trasferimento, da farsi a margine dell'iscrizione ipotecaria, ha carattere necessario e, quindi, costitutivo del nuovo rapporto ipotecario dal lato soggettivo, rappresentando un elemento integrativo indispensabile della fattispecie del trasferimento, con l'effetto di sostituire al cedente o surrogante il cessionario o surrogato, non solo nella pretesa di credito (che già opera in ragione del negozio), ma altresì nella prelazione nei confronti dei creditori concorrenti, per cui la mancata annotazione nei confronti dei terzi priva di effetti la trasmissione del vincolo; tuttavia, la regola di efficacia è diversa, avuto riguardo alla distribuzione della somma ricavata dalla esecuzione, non applicandosi anche l'art. 2916 cod. civ. ma esclusivamente l'art.2843 cod. civ., in base al quale viene imposta l'annotazione ai fini identificativi del soggetto cessionario del credito e della garanzia , senza alcuna valenza costitutiva della garanzia in sè, che già è presente ed iscritta; con la conseguenza che tale trasmissione, non determinando alcun pregiudizio per i creditori, è efficace nei confronti di questi ultimi; nè sussistono elementi di identità di fattispecie tali da affermare una applicazione, al di fuori della disciplina concorsuale, della più rigorosa norma di cui all'art.45 legge fall., che non opera distinzioni in seno alle formalità necessarie a rendere opponibili gli atti ai terzi, comprensive dunque non solo di quelle iscrizionali dell'ipoteca, se posteriori al fallimento, ma anche di quelle di annotazione del vincolo in favore di nuovo soggetto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Agosto 2007, n. 17644.


Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto - Trascrizione della relativa domanda giudiziaria - Rilevanza - Nel caso di successivo fallimento del promissario inadempiente - Conseguenze - Opponibilità alla massa dei creditori della sentenza di accoglimento - Preclusione della scelta del curatore "ex" art. 72 legge fall. - Sussistenza.
Quando la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto è stata trascritta prima della dichiarazione di fallimento, la sentenza che l'accoglie, anche se trascritta successivamente, è opponibile alla massa dei creditori e impedisce l'apprensione del bene da parte del curatore del contraente fallito, che non può quindi avvalersi del potere di scioglimento accordatogli, in via generale, dall'art. 72 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 Luglio 2004.