LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO V
Della prescrizione e della decadenza
CAPO I
Della prescrizione
SEZIONE IV
Del termine della prescrizione
PARAGRAFO 4
Del computo dei termini

Art. 2963

Computo dei termini di prescrizione
TESTO A FRONTE

I. I termini di prescrizione contemplati dal presente codice e dalle altre leggi si computano secondo il calendario comune.

II. Non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine e la prescrizione si verifica con lo spirare dell'ultimo istante del giorno finale.

III. Se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

IV. La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al giorno del mese iniziale.

V. Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il termine si compie con l'ultimo giorno dello stesso mese.


GIURISPRUDENZA

Opposizione stato passivo – Restituzione beni immobili – Diritto di superficie – Estinzione per scadenza del termine – Computo termini sostanziali – Criterio di computo dei termini di prescrizione – Applicabilità – Termini annuali – Computazione ex nominatione dierum.
I criteri dettati dall’art. 2963 c.c. per il computo dei termini di prescrizione costituiscono principi generali, applicabili, se non diversamente previsto, per il computo di termini sia processuali che sostanziali.

I termini fissati in anni si calcolano con il sistema della computazione civile, non ex numero dierum ma ex nominatione dierum, sicché la scadenza degli stessi va individuata allo spirare del giorno dell’anno corrispondente a quello iniziale, indipendentemente dal numero dei giorni effettivamente trascorsi. (Nel caso di specie il Tribunale di Como, in composizione collegiale, pronunciandosi su una opposizione allo stato passivo fallimentare, ha confermato la decisione del giudice delegato il quale aveva dichiarato esecutivo lo stato passivo, rigettando la domanda di restituzione di due terreni con annesso un fabbricato, avanzata dalla opponente. Il Collegio ha ritenuto che al momento in cui il curatore fallimentare aveva notificato alle comproprietarie dei terreni la richiesta di rinnovo del diritto di superficie – originariamente costituito con termine di quindici anni, rinnovabili per altri quindici e in forza del quale era stato edificato il suddetto fabbricato - tale diritto non era ancora estinto, poiché il suo termine, computato ex nominatione dierum, sarebbe scaduto allo spirare del giorno in cui è stato esercitato il rinnovo). (Curzio Fossati) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 01 Febbraio 2018.