LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO V
Della prescrizione e della decadenza
CAPO II
Della decadenza

Art. 2964

Inapplicabilità di regole della prescrizione
TESTO A FRONTE

I. Quando un diritto deve esercitarsi entro un dato termine sotto pena di decadenza, non si applicano le norme relative all'interruzione della prescrizione. Del pari non si applicano le norme che si riferiscono alla sospensione, salvo che sia disposto altrimenti.


GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo - Risoluzione - Termine di un anno previsto dall'art. 186, comma 3, l.f. - Natura decadenziale - Rilevabilità d'ufficio - Esclusione.
Il termine di un anno previsto dall'art. 186, comma 3, legge fall. (entro il quale deve essere proposto il ricorso per la risoluzione del concordato preventivo) ha natura decadenziale, non processuale, inoltre, non trattandosi di materia sottratta alla disponibilità delle parti, l'eventuale decadenza non può essere rilevata d'ufficio dal giudice (art. 2969 c.c.). Tribunale Milano, 22 Marzo 2018.


Concordato preventivo – Azione di risoluzione – Termine annuale – Natura decadenziale del termine – Rilevabilità esclusivamente ad istanza di parte

Concordato preventivo – Azione di risoluzione – Termine annuale – Natura decadenziale del termine – Rilevabilità da parte del commissario giudiziale – Esclusione

Concordato preventivo con cessione dei beni – Esecuzione – Previsione di insufficiente realizzo per la soddisfazione dei creditori – Risoluzione – Colpa del debitore – Irrilevanza – Dichiarazione di fallimento
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Il ricorso per la risoluzione del concordato preventivo, ai sensi dell’art. 186 III co. l.f., deve proporsi entro un anno dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo degli adempimenti previsti. Tale termine, deve ritenersi decadenziale e non processuale e, pertanto, soggetto alla disciplina di cui agli artt. 2964 e ss. del cod. civ. Lo spirare di detto termine di decadenza, in forza dell’art. 2969 c.c., non è rilevabile d’ufficio non trovando applicazione la clausola di salvezza prevista dalla stessa disposizione posto che, in materia di concordato preventivo, si discute tipicamente di diritti di credito rimessi alla disponibilità delle parti. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Il commissario giudiziale nel procedimento per la risoluzione del concordato non è parte in senso proprio in quanto svolge esclusivamente funzioni di sorveglianza sul corretto adempimento del concordato a norma dell’art. 185 l.f.; pertanto, non è legittimato a far valere il decorso del termine decadenziale previsto dall’art. 186 l.f. per promuovere l’azione di risoluzione, riservata ai soli creditori. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Il concordato preventivo di natura liquidatoria deve essere risolto, a norma dell'art. 186 l.f., qualora emerga che esso sia venuto meno alla sua funzione in quanto, secondo il prudente apprezzamento del giudice del merito, le somme ricavabili dalla liquidazione si rivelino insufficienti, in base ad una ragionevole previsione, a soddisfare, anche in minima parte, i creditori chirografari e, integralmente, i creditori privilegiati, ovvero quando venga accertata l'obiettiva impossibilità sopravvenuta di attuare le condizioni minime previste dalla legge fallimentare, indipendentemente dalla colpa del debitore. In tal caso, ove ne sia stata fatta domanda e sussistendone i presupposti, deve essere dichiarato il fallimento. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 22 Marzo 2018.


Indennità d'esproprio - Notificazione - Mancanza, nullità, effettuazione a soggetto diverso dal proprietario del bene espropriato o a soggetto non legittimato a promuovere azione contro l'espropriante - Opposizione alla stima - Termine - Decorrenza - Esclusione.
In tema di espropriazione per pubblica utilità, quando la notifica dell'atto amministrativo che ha determinato l'indennità d'esproprio manchi del tutto, sia affetta da nullità, sia stata eseguita nei confronti di soggetto che non è proprietario del bene espropriato o sia stata effettuata nei confronti di soggetto cui è stata sottratta la capacità di promuovere un'azione contro l'espropriante e non sia stata seguita da altra notifica al soggetto che deve sostituirglisi per l'esercizio della difesa (nella specie, il curatore fallimentare) il termine per l'opposizione alla stima non comincia a decorrere, cosicché l'opposizione stessa può essere formulata in qualsiasi momento e dal soggetto che sia sostanzialmente o processualmente legittimato a proporla (nella specie, l'assuntore del concordato fallimentare). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Giugno 1995, n. 6141.