LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia

TITOLO IX
Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio (1)
(1) Intitolazione sostituita dall'art. 7, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154. La intitolazione sostituita era «Della potestà dei genitorie dei diritti e doveri del figlio».

CAPO II
Esercizio della responsabilità genitoriale a seguitodi separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento,nullità del matrimonio ovvero all'esito di procedimenti relativi ai figlinati fuori del matrimonio (1)
(1) Capo inserito dall'art. 7, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154.


Art. 337-bis

Ambito di applicazione (1).
TESTO A FRONTE

I. In caso di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio e nei procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio si applicano le disposizioni del presente capo.



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(1) Articolo inserito, con effetto dal 7 febbraio 2014, dall'art. 55, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154.

GIURISPRUDENZA

Separazione dei coniugi e provvedimenti riguardo la prole – Intervento del PM – Affidamento esclusivo – Inidoneità genitore e prognosi di idoneità – Diritto di mantenimento e ultra petita – Diritto di visita – Condanna alle spese e liquidazione Patrocinio a Spese dello Stato.
Ai fini dell'osservanza delle norme che prevedono l'intervento obbligatorio del P.M. nel processo civile, è sufficiente che gli atti siano comunicati all'ufficio del medesimo per consentirgli di intervenire nel giudizio, mentre l'effettiva partecipazione e la formulazione delle conclusioni sono rimesse alla sua diligenza.

In assenza di ogni tipizzazione normativa, le circostanze ostative all’affidamento condiviso devono essere individuate dal giudice con provvedimento motivato, secondo quanto previsto dallo stesso art.337 quater c.c., ogni qualvolta l’affidamento condiviso risulti pregiudizievole all’interesse del minore, come, ad esempio, nel caso in cui un genitore sia indifferente nei confronti del figlio, non contribuisca al mantenimento dello stesso, manifesti un disagio esistenziale incidente sulla relazione affettiva, ecc. Al genitore affidatario in via esclusiva, pertanto, devono essere riservate le scelte sulle questioni di maggior interesse per il figlio - quali quelle in materia di residenza, passaporto o altri documenti, salute e scuola - posto che l’irreperibilità dell’altro genitore renderebbe di fatto impossibile l’adozione condivisa di ogni decisione. Va invece formulata una prognosi favorevole in ordine alla idoneità del genitore che si sia sempre occupato con continuità e responsabilità del figlio minore.
L’assenza di ogni rapporto e il disinteresse manifestato dall’altro genitore rispetto all’affidamento del figlio impongono altresì di stabilire che questi potrà vedere il minore soltanto in presenza del genitore affidatario, previo accordo e compatibilmente con le esigenze del minore.

Nei giudizi di separazione e divorzio, i provvedimenti necessari alla tutela degli interessi morali e materiali della prole - tra i quali rientrano anche quelli di attribuzione e determinazione di un assegno di mantenimento a carico del genitore non affidatario - possono essere adottati d'ufficio, essendo rivolti a soddisfare esigenze e finalità pubblicistiche sottratte all'iniziativa e alla disponibilità delle parti. Il criterio fondamentale cui devono ispirarsi i predetti provvedimenti è rappresentato dall'esclusivo interesse morale e materiale dei figli (previsto in passato dall'art. 155 c.c. e ora dall'art. 337 ter c.c.) con la conseguenza che il giudice non è vincolato alle richieste avanzate ed agli accordi intercorsi tra le parti e può quindi pronunciarsi anche “ultra petitum” (cfr. in tal senso Cass. n. 25055/2017).

Nella condanna della parte soccombente al pagamento delle spese di lite non viene applicata la riduzione degli importi spettanti al difensore prevista dall’art. 130 DPR 115/2002 (in termini Cass., Ord. n. 22017 del 11/09/2018). (Antonella Manisi) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 29 Ottobre 2019.


Conflitto genitoriale sull'educazione religiosa del minore - Provvedimenti contenitivi o restrittivi dei diritti di libertà dei genitori - Possibilità - Condizioni - Osservazione e ascolto del minore - Necessità - Fondamento - Fattispecie.
In tema di affidamento dei figli minori, il criterio fondamentale cui deve attenersi il giudice nel fissarne le relative modalità di esercizio è quello del superiore interesse della prole, atteso il diritto preminente dei figli ad una crescita sana ed equilibrata. Ne consegue che, in caso di conflitto genitoriale sull'educazione religiosa del minore, possono essere adottati anche provvedimenti contenitivi o restrittivi dei diritti individuali di libertà religiosa dei genitori purché intervengano all'esito di un accertamento in concreto, basato sull'osservazione e sull'ascolto del minore, dell'effettiva possibilità che l'esercizio di tali diritti possa compromettere la salute psico-fisica o lo sviluppo dei figli minori. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva inibito alla madre, convertitasi alla fede geovista, d'impartire al figlio insegnamenti contrastanti con quelli della la religione cattolica, basando il giudizio solo su astratte valutazioni delle due religioni e dando rilievo all'iniziale trasmissione al figlio, da parte di entrambi i genitori, della fede cattolica come religione comune della famiglia, senza svolgere alcun accertamento in concreto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Agosto 2019, n. 21916.


Affidamento condiviso - Deroghe - Motivazione - Necessità - Requisiti - Oggettiva distanza tra i luoghi di residenza dei genitori - Rilevanza - Esclusione

Figlio di genitori non coniugati - Affidamento condiviso - Conflittualità tra i genitori - Rilevanza ai fini dell'affidamento esclusivo - Condizioni - Limiti
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In tema di affidamento dei figli nati fuori del matrimonio, alla regola dell'affidamento condiviso dei figli può derogarsi solo ove la sua applicazione risulti "pregiudizievole per l'interesse del minore", con la duplice conseguenza che l'eventuale pronuncia di affidamento esclusivo dovrà essere sorretta da una motivazione non più solo in positivo sulla idoneità del genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa ovvero manifesta carenza dell'altro genitore, e che l'affidamento condiviso non può ragionevolmente ritenersi precluso dalla oggettiva distanza esistente tra i luoghi di residenza dei genitori, potendo detta distanza incidere soltanto sulla disciplina dei tempi e delle modalità della presenza del minore presso ciascun genitore.

La mera conflittualità riscontrata tra i genitori non coniugati, che vivono separati, non preclude il ricorso al regime preferenziale dell'affidamento condiviso dei figli ove si mantenga nei limiti di un tollerabile disagio per la prole, mentre può assumere connotati ostativi alla relativa applicazione, ove si esprima in forme atte ad alterare e a porre in serio pericolo l'equilibrio e lo sviluppo psico-fisico dei figli, e, dunque, tali da pregiudicare il loro interesse. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. I, 06 Marzo 2019, n. 6535.


Controversie concernenti l’affidamento e il mantenimento di figli nati fuori del matrimonio promosse ex artt. 337 bis e segg. c.c. – Condanna del genitore al pagamento di somma da parte del tribunale, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., per ogni violazione o inosservanza dei provvedimenti di cui al decreto di regolamentazione dei rapporti genitori/figli – Inammissibilità.
Poiché la sanzione prevista dall’art. 614 c.p.c.  può accedere unicamente a sentenze di condanna ad un obbligo (determinato) di fare o di non fare, tale misura di coercizione indiretta è inammissibile nei procedimenti aventi ad oggetto l’adozione di provvedimenti ex art. 337 bis e ss. c.c. atteso che i “provvedimenti riguardo ai figli” che il Tribunale deve adottare ai sensi dell’art. 337 ter c.c., in relazione al regime di affidamento, alla regolamentazione dell’esercizio della responsabilità genitoriale, ed alla determinazione dei tempi e delle modalità della presenza dei figli presso ciascun genitore, non comportano alcuna statuizione di “condanna” a carico dell’uno o dell’altro genitore e, inoltre, la competenza ad accertare inadempimenti ai provvedimenti ex artt. 337 bis e ss. c.c. o comportamenti che comunque “arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità di affidamento”  spetta  esclusivamente “al giudice del procedimento in corso” o al tribunale in composizione collegiale, e non certamente al giudice dell’esecuzione (in sede di eventuale opposizione a precetto ex art. 614 bis c.p.c.), come espressamente previsto dall’art. 709 ter c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12 Luglio 2018.


Genitori stranieri – Madre e minore residente in Italia – Giurisdizione italiana – Affidamento condiviso – Diritto di visita.
Pur in presenza dell’elemento di estraneità rappresentato dall’essere entrambi i genitori cittadini stranieri, l’applicazione dei criteri di collegamento di cui all’art. 8 del Regolamento dell’Unione n. 2201/2003 radica la competenza giurisdizionale esclusiva dell’autorità giudiziaria italiana, quale Stato membro nel cui territorio si trova la residenza abituale del minore alla data in cui l’Autorità giudiziaria italiana è stata adita, anche con la finalità di garantire la tutela del minore stesso. Tribunale Rimini, 12 Giugno 2018.


Procedura per la regolamentazione dei rapporti patrimoniali e personali tra i genitori ed i figli nati fuori dal matrimonio - Istanza di anticipazione dell'udienza già fissata - Presupposti - Gravi motivi - Sussistono.
Va accolta l'istanza di anticipazione dell'udienza, già in precedenza fissata per la comparizione delle parti dinanzi al giudice delegato, in presenza di circostanze di fatto gravi (nel caso di specie la madre non permetteva al padre di vedere il minore ed aveva usato violenza verso il padre, in presenza del minore). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 20 Novembre 2017.


Matrimonio celebrato all’estero e non trascritto in Italia - Proposizione di ricorso ex art. 337 bis c.c. da uno dei coniugi onde ottenere la regolamentazione completa dei rapporti genitori/figli - Inammissibilità.
E’ inammissibile il ricorso proposto ai sensi degli artt. 337-bis e segg, c.c. da soggetto unitosi in matrimonio all’estero con il quale si chieda la regolamentazione completa dei rapporti genitori/figli finché permanga il vincolo del matrimonio, a nulla rilevando che il matrimonio non sia stato trascritto in Italia, atteso che tale formalità non ha natura costitutiva ma meramente certificativa e scopo di pubblicità di un atto già di per sè valido (anche per il nostro ordinamento) sulla base del principio locus regit actum. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 14 Novembre 2017.


Procedimento ex art. 316 c.c. e ss. (Regolamento dei figli nati fuori dal matrimonio) – Provvedimenti provvisori – Percorsi di mediazione, psicologici e di sostegno alla genitorialità – Diritto del padre ad incontrare la figlia – Sussiste.
In attesa dello svolgimento del percorso di mediazione intrapreso dalle parti, del percorso di psicoterapia della madre, del percorso psicologico del padre e del percorso di sostegno alla genitorialità iniziato da entrambi, il padre ha il diritto ad incontrare la figlia  al fine di evitare il rischio di un pregiudizio per la minore. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Marzo 2017.


Procedimento ex art. 316 c.c. e ss. (Regolamento dei figli nati fuori dal matrimonio) – Provvedimenti provvisori – Regolamentazione visite padre-figlia – Diritto del padre ad incontrare la figlia – Incontri in spazio neutro – Sussiste.
Il padre ha il diritto ad incontrare la figlia in uno spazio neutro al fine di evitare il rischio di un pregiudizio per la minore, la quale sin dalla nascita non ha una relazione con il padre. I Servizi Sociali territorialmente competenti dovranno predisporre gli incontri con cadenza all’inizio quindicinale e modulando nel proseguo le modalità ed i tempi in relazione allo sviluppo e all’esito degli accertamenti disposti. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Marzo 2017.


Procedimento ex art. 316 c.c. e ss. (Regolamento dei figli nati fuori dal matrimonio) – Provvedimenti provvisori – Regolamentazione visite padre-figlia – Diritto del padre ad incontrare la figlia – Incontri con l’aiuto di un educatore privato – Sussiste.
Nelle more dell’attivazione degli incontri in spazio neutro da parte dei Servizi Sociali territorialmente competenti, il padre ha il diritto ad incontrare la figlia secondo le modalità indicate da un educatore privato, scelto di comune accordo dalle parti e con ripartizione al 50% delle relative spese. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24 Marzo 2017.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Violenza fisica e psicologica alla compagna more uxorio - Affidamento esclusivo alla compagna - Sussiste.
Deve disporsi l'affidamento esclusivo dei minori alla madre quando il padre ha una capacità genitoriale gravemente compromessa. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Affidamento cd "superesclusivo" alla madre - Sussiste.
Deve disporsi l'affido "superesclusivo" dei minori alla madre ex art. 337 quater comma 3 c.c., anche in relazione alle scelte di maggior interesse per i figli relative alla salute, all'istruzione, all'educazione e alla scelta della residenza, quando il padre frappone delle difficoltà alla gestione dei bambini e quando lo stesso si trova in carcere. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Necessità ascolto dei minori - Non sussiste.
Non sussiste la necessità di ascoltare in sede giudiziale i minori quando tale ascolto non è rispondente all'interesse dei minori. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Collocamento dei minori - Abitazione diversa dalla casa famigliare - Ammissibile .
E' possibile collocare i minori con la madre presso una abitazione diversa dalla casa familiare quando quest'ultima, insieme ai minori, ha già lasciato la casa familiare. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Provvedimenti cautelari penali di limitazione alla possibilità di rapporto del padre con i figli - Diritto di visita del padre - Non sussiste.
Non sussiste il potere del giudice civile di prevedere il diritto di visita del padre quando il giudice penale, adottando provvedimenti cautelari, ha posto al padre limitazioni alla possibilità di rapporti con i propri figli. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Quantificazione assegno di mantenimento - Redditi fiscalmente dichiarati - Incompatibilità con gli oneri economici sostenuti dall'obbligato.
Vanno disattesi i redditi fiscalmente dichiarati dall'obbligato all'assegno di mantenimento nel caso in cui gli oneri economici sostenuti dallo stesso durante la convivenza more uxorio siano incompatibili con tali redditi. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Lesione al diritto alla bigenitorialità - Scelta collocamento del minore - Nomina CTU.
Deve disporsi la CTU (Consulenza Tecnica d'Ufficio) quando il padre lamenta un comportamento della madre che lede il diritto alla bigenitorialità. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 31 Marzo 2015.


Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Collocamento provvisorio del minore in corso di CTU - Presso il genitore col quale si trova il minore - Sussiste.
Nelle more della CTU sui genitori diretta ad accertare quale genitore sia in grado di garantire il rispetto della figura dell'altro genitore, deve disporsi, in via provvisoria, il collocamento del minore presso l'abitazione del genitore col quale il minore ha vissuto da quando è cessata la convivenza more uxorio tra le parti. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 31 Marzo 2015.


Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Assegno di mantenimento in favore dei figli - Criteri di determinazione - Redditi del genitore onerato.
Ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito netto. Per determinare l'assegno di mantenimento per il figlio a carico del genitore non convivente è necessario fare riferimento al reddito netto dello stesso ma occorre sottrarre le voci negative del genitore onerato. In particolare, dal reddito del genitore onerato va detratta la spesa per la rata di mutuo contratto per l'acquisto dell'abitazione ove vive tale genitore (nel caso di specie il giudice ha posto a carico del padre non convivente un assegno di mantenimento del figlio di Euro 250,00. Il padre percepisce un reddito mensile netto di Euro 1.400,00 decurtato però da un esborso mensile di Euro 520,00 per la rata di mutuo dell'abitazione ove lo stesso vive). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 31 Marzo 2015.


Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Collocamento prevalente del minore - Presso la madre - Sussiste

Ricorso per l'affidamento ed il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Assegno di mantenimento in favore dei figli - Criteri di determinazione - Redditi del genitore onerato
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Deve disporsi la collocazione prevalente presso la madre stante il disposto dell'art. 155 c.c. ed atteso che tale soluzione, avuto riguardo all'età della minore ed alla situazione delle parti, appare la più idonea a garantirne gli interessi morali e materiali (nel caso di specie la minore ha quattro anni, la madre è disoccupata mentre il padre lavora). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)

Ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito netto. Per determinare l'assegno di mantenimento per il figlio a carico del genitore non convivente è necessario fare riferimento al reddito netto dello stesso ma occorre sottrarre gli oneri abitativi, le utenze e le altre spese (tributi, trasporti, mantenimento proprio) del genitore onerato. In particolare, dal reddito del genitore onerato vanno detratti pro quota gli oneri abitativi (quota di spettanza delle rate di mutuo) dell'immobile ove vive con la propria madre (nel caso di specie il giudice ha posto a carico del padre non convivente un assegno di mantenimento della figlia di Euro 500,00. Il padre  percepisce un reddito mensile netto di Euro 1.749,17 decurtato però da un esborso mensile di Euro 438,00 per la rata di mutuo e per le utenze dell'abitazione ove lo stesso vive con la propria madre, reddito decurtato altresì da altre spese; la madre invece è invalida al 46% ed è priva di occupazione). (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 11 Marzo 2015.


Conflitti genitoriali – Cd. sindrome di alienazione genitoriale (PAS) – Fondamento scientifico – Esclusione – Conseguenze sul processo – Accertamenti peritali per accertare la Pas – Inammissibilità.
La cd. sindrome di alienazione genitoriale (P.A.S.) è priva di fondamento sul piano scientifico (Cass. Civ., sez. I, sentenza 20 marzo 2013 n. 7041), così come si appura dallo sfoglio della letteratura scientifica di settore (da ultimo v. DSM-V). Ne consegue che il comportamento del genitore che sia “alienante” può rilevare sotto altri e diversi profili ma non come “patologia” del minore (non comprendendosi, peraltro, perché se “litigano” i genitori, gli accertamenti diagnostici debbano essere condotti su chi il conflitto lo subisce e non su chi lo crea: v. Trib. Varese, 1 luglio 2010). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13 Ottobre 2014.


Figli nati fuori dal matrimonio – Provvedimenti provvisori assunti dal Collegio in attesa della decisione conclusiva – Reclamabilità – Inammissibilità – Sussiste.
In materia di figli nati fuori dal matrimonio, nel procedimento ex art. 316, comma 4, c.c., il tribunale può assumere provvedimenti provvisori ai quali va riconosciuta una finalità urgente e temporanea, rispondente all’esigenza di approntare per il minore un assetto di vita tutelante e rispettoso dei suoi bisogni primari, in vista di statuizioni definitive. Il provvedimento che contenga statuizioni provvisorie, in quanto emesso in via interinale, non è suscettibile di immediata impugnazione, difettando di autonomia decisoria e inserendosi, dato il sottolineato carattere di provvisorietà e mera strumentalità, nel più ampio e complesso procedimento di merito inteso alle declaratorie finali, le quali sono le uniche avverso le quali è esperibile il rimedio del reclamo ex art. 739 c.p.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01 Ottobre 2014.


Trasferimento del genitore all’estero – Unitamente alla prole – Esclusione – Ammissibilità – Sussiste – Balancing tra interesse del minore e interesse del genitore – Precisazione .
La ratio della normativa interna (art. 30 Cost., artt. 337-bis c.c. e ss), doverosamente intesa in senso pure aderente alle regole sovranazionali anche europee (art. 3 Conv. New York 1989 sui diritti dei fanciulli; artt. 24 comma II e 52 Trattato di Nizza, art. 8 CEDU) induce a dare preminenza al superiore interesse del minore in funzione del quale, se necessario, l’esercizio dei diritti e delle libertà di ciascuno dei genitori, garantiti anche dalla Costituzione, può subire temporanee e proporzionate limitazioni. In particolare, il diritto del genitore all’allontanamento dalla sede di residenza (nel caso di specie per recarsi all’estero, nel Regno Unito, per rientrare nel Paese d’origine) può essere legittimamente oggetto di compressione al fine di valorizzare il preminente interesse del minore all’evoluzione positiva della sua personalità psico-fisica, previa enucleazione delle ragioni di rischio di pregiudizio di essa, connesse all’eventuale attuazione dell’iniziativa genitoriale di espatrio; ragioni che possono essere plausibilmente desunte, pur nella vigenza del regime di affido condiviso, dall’alta conflittualità trai genitori, dalla tenera età del minore, dalla personalità del genitore che chiede il trasferimento. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Settembre 2014, n. 19694.


Residenza abituale dei figli – Genitori separati – Conflitto dei genitori in merito alla scelta della residenza – Istanza di uno dei genitori di trasferirsi con i figli – Cd. Rilocazione a distanza dei figli – Soluzione del conflitto – Criteri giudiziali.
In materia di conflitto genitoriale in ordine alla residenza della prole, il giudice, per la decisione, deve attenersi a criteri oggettivi e collaudati nella letteratura di settore in materia di rilocazione dei figli.
1. Il primo criterio attiene all’analisi delle motivazioni del trasferimento del genitore prevalentemente collocatario che deve avere ‘sostanziali’ ragioni per trasferirsi altrove non determinate (solamente) da più remunerative chance lavorative ovvero da un mero ‘cambio di ambiente sociale’ che offra (all’adulto e solo all’adulto) una più generale sicurezza rispetto a quella offerta dall’ambiente in cui ha convissuto con la prole fino al momento della richiesta.
2. Il secondo aspetto da valutare riguarda i tempi e le modalità di frequentazione tra il figlio/a ed il genitore non collocatario che il genitore, che intende trasferirsi, ritiene di poter garantire e che devono presentare profili di realistica fattibilità, che non costringano il genitore a stravolgere le proprie abitudini di vita ovvero ad affrontare sforzi economici insostenibili ovvero del tutto sproporzionati ai propri redditi.
3. Il terzo criterio – che costituisce il reverse di quello appena indicato - guarda alla manifestata disponibilità del genitore non collocatario di trasferirsi per consentire di mantenere la propria funzione genitoriale; benché – di certo – il genitore non collocatario non possa essere costretto – a sua volta – a dislocarsi, una sua progettualità che tenga in vista tale opzione consente di ‘saggiare’ la sua capacità (e volontà) di cambiare – ove razionale e possibile – i propri riferimenti lavorativi e sociali per mantenere saldo il rapporto con la prole e soprattutto di accertare che la decisone del genitore collocatario di allontanarsi sensibilmente dal luogo di residenza non sia adottata al solo fine di rendere difficoltoso (quando non di danneggiare) la relazione con l’altro genitore.
4. Il quarto criterio riguarda la necessità di verificare come e con quali modalità siano salvaguardate e garantite le relazioni del minore con le altre figure chiave della propria esistenza, che, in rapporto di parentela con il genitore non collocatario, ne definiscano la sua identità familiareparentale e ne preservino la riconoscibilità (e la necessaria memoria) delle proprie origini geografiche, sociali e culturali (cfr art. 337 ter I comma).
5. Il quinto criterio richiede di valutare - anche in prospettiva - gli effetti del trasferimento sul minore comparati con il suo indispensabile bisogno di stabilità ambientale, emotiva, psicologica, di relazione, in particolare dovendo valutare se la richiesta di una importante dislocazione possa o meno essere definitiva ovvero costantemente soggetta (e quindi continuamente decisa) dalle esigenze del genitore collocatario. Tale criterio va letto, di necessità, con il primo criterio di analisi relativo alle motivazioni sottese dalla richiesta di autorizzazione al  trasferimento.
6. Il sesto criterio chiama all’analisi delle caratteristiche dell’ambiente sociale e familiare in cui il genitore collocatario intende trasferirsi rispetto a quelle attuali
7. Il settimo criterio riguarda l’età dei figli. Minore è l’età e minore è la facilità (e più compromessa la probabilità) di mantenere un significativo legame con il genitore non collocatario soprattutto quando l’età della prole non abbia ancora consentito di sviluppare un legame significante con uno o con entrambi i genitori sì che  l’analisi andrà focalizzata non solo sulle qualità della relazione già esistente, ma anche sulle potenzialità che - e sulla direzione verso la quale - tale relazione ha di svilupparsi.
8. L’ottavo criterio: va considerato – ove l’età lo consenta e sul punto cfr. art. 337 octies c.c. – la volontà del minore di volersi  trasferire: maggiore sarà l’età e con essa maggiore il grado di maturazione e di sviluppo psicofisico del minore, maggiore rilevanza avranno, nella decisione giudiziale, il suo parere ed i suoi desideri. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 12 Agosto 2014.


Rilascio di titolo valido per l’espatrio in favore di minore – Contraddittorio – Necessità – Sussiste – Condizioni – Limiti.
In materia di rilascio, in favore del minore, di titolo valido per l’espatrio, in difetto di consenso dell’altro genitore, perché ad esempio irreperibile, il genitore convivente deve: o attivarsi per ottenere un provvedimento di affidamento esclusivo o superesclusivo della prole, ex artt. 316, comma IV, 337-bis c.c., oppure ancora fornire la prova certa dello stato di irreperibilità; oppure ancora interpellare il genitore e dimostrare che si è disinteressato rispetto alla scelta del minore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 25 Luglio 2014.


Separazione – Conflittualità accesa – Espatrio – Provvedimenti del giudice della famiglia – Sussiste – Polizia di Frontiera..
In presenza di accesa conflittualità, e sussistendo il fondato timore di comportamenti di allontanamento dei minori dal luogo di residenza abituale, il giudice può stabilire l’espatrio dei figli solo in presenza del consenso scritto dei genitori, comunicando il provvedimento limitativo alla Polizia di Frontiera. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11 Luglio 2013.