LIBRO SECONDO
Delle successioni
TITOLO III
Delle successioni testamentarie
CAPO IV
Della forma dei testamenti
SEZIONE I
Dei testamenti ordinari

Art. 602

Testamento olografo
TESTO A FRONTE

I. Il testamento olografo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore.

II. La sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni. Se anche non è fatta indicando nome e cognome, è tuttavia valida quando designa con certezza la persona del testatore.

III. La data deve contenere l'indicazione del giorno, mese e anno. La prova della non verità della data è ammessa soltanto quando si tratta di giudicare della capacità del testatore, della priorità di data tra più testamenti o di altra questione da decidersi in base al tempo del testamento.


GIURISPRUDENZA

Successioni - Annullabilità del testamento - Azione di annullamento - Effetti.
La pronuncia di annullamento del testamento ha efficacia retroattiva e comporta il ripristino della situazione giuridica al momento della apertura della successione, con delazione, quindi, in favore del successibile "ex lege", come se il testamento non fosse esistito. Prima che sia pronunziato l'annullamento è comunque valido l'atto di disposizione compiuto dall'erede legittimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 21 Maggio 2020, n. 9364.


Data dell'atto - Indicazione completa del giorno, mese ed anno - Necessità - Omissione totale o parziale - Annullamento del testamento - Valutazione della rilevanza sul regolamento d'interessi contenuto nell'atto - Esclusione.
In tema di validità del testamento olografo, la completa indicazione della data, composta di giorno, mese ed anno, costituisce un requisito essenziale di forma dell'atto anche nel caso in cui, in concreto, l'omissione sia irrilevante rispetto al regolamento d'interessi risultante dalle disposizioni testamentarie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 21 Maggio 2020, n. 9364.


Verbale di conciliazione titolo esecutivo contrattuale – Effetti e natura

Condizione meramente potestativa – Validità

Condizione meramente potestativa – Fattispecie

Testamento olografo – Domanda di accertamento negativo – Onere della prova
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Il verbale di conciliazione, secondo pacifica giurisprudenza di legittimità, consiste in una scrittura privata avente natura di atto negoziale tra le parti, “in quanto la conciliazione è frutto dell'incontro di volontà delle parti, onde l'interpretazione del contenuto di detto verbale postula un'indagine sulla volontà delle parti e si risolve in un accertamento di fatto” (Cass. 4594/2014; Cass. 14911/2007); sotto il profilo formale, pertanto, il verbale di conciliazione stipulato nell'ambito di un giudizio, non può comportare gli effetti esecutivi di una sentenza idonea a passare in giudicato, ma solo effetti giuridici di un titolo contrattualmente esecutivo ex art. 474, n. 3 c.p.c. (Cass. civ. 4564/2014).

L’apposizione, ad opera delle parti, d’una condizione potestativa semplice ad una pattuizione contrattuale è legittima, quando l'avveramento della condizione dipende senza dubbio dal comportamento d’una delle parti stesse, la quale, però, è spinta ad agire da motivi oggettivi.

Ricorre l’ipotesi dell’apposizione, ad opera delle parti, d’una condizione potestativa semplice ad una pattuizione contrattuale, quando l'avveramento della condizione dipende senza dubbio dal comportamento d’una delle parti stesse, la quale, però, è spinta ad agire da motivi oggettivi.

La parte che contesti l'autenticità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e grava su di essa l'onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo. (Daniel Polo Pardise) (riproduzione riservata)
Tribunale Pordenone, 08 Gennaio 2020.


Testamento - Alterazione della scheda testamentaria - Modifica ad opera di terzi - Conseguenze - Fattispecie.
Nel testamento olografo l'omessa o incompleta indicazione della data ne comporta l'annullabilità; l'apposizione di questa ad opera di terzi, invece, se effettuata durante il confezionamento del documento, lo rende nullo perché, in tal caso, viene meno l'autografia stessa dell'atto, senza che rilevi l'importanza dell'alterazione. Peraltro, l'intervento del terzo, se avvenuto in epoca successiva alla redazione, non impedisce al negozio "mortis causa" di conservare il suo valore tutte le volte in cui sia comunque possibile accertare la originaria e genuina volontà del "de cuius". (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto nullo il testamento al quale il terzo, durante la stesura del medesimo, aveva aggiunto la data ed il luogo di formazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Ottobre 2018, n. 27414.


Ius superveniens - Ultra ed extra petita - Domanda di accertamento della nullità del testamento - Possibilità per il giudice di pronunciarne l'annullamento - Vizio di ultrapetizione - Configurabilità - Esclusione - Limiti - Principio di conservazione della volontà del testatore - Irrilevanza.
La domanda giudiziale con cui la parte intenda fare accertare la nullità di un testamento, al fine di poterne disconoscere gli effetti, si pone, rispetto ad un'ipotetica domanda di annullamento di quel medesimo atto dipendente da un'invalidità meno grave, nei termini di maggiore a minore, sicché il giudice, in luogo della richiesta declaratoria di radicale nullità del testamento, può pronunciarne l'annullamento, ai sensi dell'art. 606, comma 2, c.c., ove quest'ultimo risulti fondato sugli stessi fatti, senza che la sentenza sia censurabile per il vizio di ultrapetizione; né rileva, al riguardo, il principio di conservazione delle ultime volontà del defunto, non ricorrendo, nel caso in esame, una questione di interpretazione del testamento, bensì di qualificazione della suddetta domanda di nullità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Ottobre 2018, n. 27414.