LIBRO SECONDO
Delle successioni
TITOLO V
Delle donazioni
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 770

Donazione rimuneratoria
TESTO A FRONTE

I. È donazione anche la liberalità fatta per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario o per speciale rimunerazione.

II. Non costituisce donazione la liberalità che si suole fare in occasione di servizi resi o comunque in conformità agli usi.


GIURISPRUDENZA

Donazione remuneratoria - Presupposti e caratteristiche - Necessità dell’atto pubblico sotto pena di nullità

Liberalità d’uso - Presupposti e caratteristiche - Forma libera

Scrittura privata di riconoscimento di debito - Necessità di un rapporto giuridico sottostante - Inversione dell’onere della prova
.
La donazione remuneratoria prevista dall’art. 770 c. 1 cod. civ., che soggiace alle condizioni di forma di cui all’art. 782 cod. civ. (atto pubblico a pena di nullità), consiste in un’attribuzione gratuita, compiuta spontaneamente e nella consapevolezza di non dover adempiere alcun obbligo giuridico, morale, sociale, volta a compensare servizi resi dal donatario (Cass. 10262/2016).

La liberalità d’uso disciplinata dall’art. 770 c. 2, che non costituisce una donazione in senso stretto e non è soggetta alla forma propria di questa, trova fondamento negli usi invalsi a seguito dell’osservanza di un certo comportamento nel tempo, in occasione di festività o ricorrenze celebrative nelle quali sono comuni le elargizioni, tenuto conto dei legami esistenti tra le parti.

La promessa unilaterale di pagamento non integra una fonte autonoma di obbligazione, ma ha effetto confermativo di un preesistente rapporto fondamentale, comportando solamente l’inversione dell’onere della prova dell’esistenza di quest’ultimo (conferma Trib. Torino n. 672 del 2019). (Lorenza Iannuzzi) (riproduzione riservata)
Appello Torino, 22 Aprile 2020.


Liberalità d'uso – Non costituisce donazione in senso stretto ed è proporzionale alle condizioni economiche dell'autore – Apprezzabile depauperamento patrimoniale del donante – Esclusione natura di liberalità d'uso e necessità della forma scritta ex art. 782 c.c..
La liberalità d’uso prevista dall’art. 770, secondo comma, cod. civ. (non costituente donazione in senso stretto e perciò non soggetta alla forma propria di questa), sussiste quando la elargizione si uniformi, anche sotto il profilo della proporzionalità, alle condizioni economiche dell’autore dell’atto, agli usi e costumi propri di una determinata occasione, da vagliarsi anche alla stregua dei rapporti esistenti fra le parti e della loro posizione sociale. Tali liberalità trovano fondamento negli usi invalsi a seguito dell’osservanza di un certo comportamento nel tempo, e dunque di regola in occasione di quelle festività, ricorrenze, occasioni celebrative che inducono comunemente a elargizioni, soprattutto in considerazione dei legami esistenti tra le parti. E' esclusa la natura di liberalità d'uso quando la donazione costituisce un apprezzabile depauperamento del patrimonio del donante, essendo in tal caso richiesta la forma prevista dall'art. 782 c.c.. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 19 Settembre 2016, n. 18280.