TITOLO VI - Disposizioni penali
Capo II - Dei reati commessi da persone diverse dal fallito

Art. 233

Mercato di voto
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il creditore che stipula col fallito o con altri nell'interesse del fallito vantaggi a proprio favore per dare il suo voto nel concordato o nelle deliberazioni del comitato dei creditori, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 103.

II. La somma o le cose ricevute dal creditore sono confiscate.

III. La stessa pena si applica al fallito e a chi ha contrattato col creditore nell'interesse del fallito.


GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo - Voto - Modifica nei venti successivi all’adunanza dei creditori.
La norma che nel concordato preventivo consente al creditore di esprimere il proprio voto nei venti giorni successivi all’adunanza ha il solo scopo di individuare il termine ultimo per una manifestazione espressa delle intenzioni di voto e prescinde dal significato che si è inteso attribuire al silenzio.

E poiché nel concordato preventivo è essenziale il consenso manifestato dai creditori, chiamati a valutare i margini di realizzabilità delle ipotesi di piano nonchè la convenienza della proposta formulata dal debitore, sarebbe illogico escludere in via interpretativa che il creditore possa successivamente cambiare il proprio voto per il solo fatto che questo comportamento potrebbe assumere in concreto aspetti patologici.

Precludere un concreto esercizio dello jus poenitendi non trova dunque un esplicito aggancio normativo ed appare incongruo con la generale disciplina codicistica dettata in tema di formazione del consenso e sarebbe altresì incoerente con il favor normativo per la soluzione concordataria della crisi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Benevento, 05 Dicembre 2018.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari - Accertamento del passivo - Ammissione al passivo - Domanda - In genere - Impegno del creditore a desistere dall'insinuazione al passivo per effetto di un nuovo regolamento del rapporto creditorio - Reato di mercato di voto - Estremi - Configurabilità - Esclusione..
La convenzione con la quale il creditore si impegna a desistere dall'insinuazione al passivo fallimentare per effetto di un nuovo regolamento del rapporto creditorio non integra il reato di mercato di voto previsto dall'art 233 RD 16 marzo 1942 n 267, che ricorre solamente quando, per un corrispettivo particolare che ne costituisce la causa, il creditore si obblighi a votare in una determinata maniera, ovvero, ove trattisi di creditore non avente diritto al voto, a rinunciare al diritto di prelazione, sempre per votare in una determinata maniera. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 13 Giugno 1980, n. 3763.