TITOLO II - Del fallimento
Capo IV - Della custodia e della amministrazione delle attività fallimentari

Art. 91

Anticipazioni delle spese dall'erario (1)
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

[I. Se fra i beni compresi nel fallimento non vi è danaro occorrente alle spese giudiziali per gli atti richiesti dalla legge, dalla sentenza dichiarativa di fallimento alla chiusura della procedura, l'erario anticipa tali spese.

II. L'anticipazione delle spese si esegue quanto alle tasse di bollo e alle imposte di registro mediante prenotazione a debito in forza di decreto del giudice delegato per ogni singolo atto della procedura, e quanto alle altre spese mediante pagamento eseguito direttamente dai ricevitori del registro agli aventi diritto indicati nel decreto del giudice delegato.

III. Le spese anticipate dall'erario per le procedure fallimentari sono annotate in un registro apposito, che è tenuto dal cancelliere.

IV. Il cancelliere provvede al recupero delle spese anticipate mediante prelevazione dalle somme ricavate dalla liquidazione dell'attivo, anche prima della chiusura della procedura fallimentare appena vi siano disponibilità liquide.]

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(1) Articolo abrogato dall’art. 299, d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115, a decorrere dal 1° luglio 2002.

GIURISPRUDENZA

Tributi (in generale) - Contenzioso tributario (disciplina posteriore alla riforma del 1972) - Commissioni tributarie - In genere - Giurisdizione in materia d'imposta di registro - Registrazione con prenotazione a debito - Controversia insorta in via di contestazione della nota compilata dal cancelliere e resa esecutiva dal capo dell'ufficio giudiziario - Sussistenza di detta giurisdizione - Rito dell'opposizione a decreto ingiuntivo - Inapplicabilità.

Giurisdizione civile - Giurisdizione ordinaria e amministrativa - Giurisdizione in materia tributaria - In materia d'imposta di registro - registrazione con prenotazione a debito - Contestazione della nota compilata dal cancelliere e resa esecutiva dal capo dell'ufficio giudiziario - Giurisdizione delle commissioni tributarie - Rito dell'opposizione a decreto ingiuntivo - applicabilità - Esclusione.
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La giurisdizione delle commissioni tributarie in materia d'imposta di registro, ai sensi dell'art. 1 del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 636, deve essere affermata anche quando, trattandosi di registrazione con prenotazione a debito (nella specie, secondo le previsioni degli artt. 91 e 133 della legge fallimentare), la controversia insorga in via di contestazione della nota compilata dal cancelliere e resa esecutiva con provvedimento del capo dell'ufficio giudiziario (art. 43 disp. att. cod. proc. civ.), restando di conseguenza esclusa la denunciabilità di tale provvedimento secondo le regole dettate dal codice di rito in tema di opposizione a decreto ingiuntivo. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 28 Novembre 1991, n. 12770.


Anticipazione delle spese dell'erario - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione

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In tema d'imposta di registro, nel vigore del R.d. 30 dicembre 1923 n. 3269, la sentenza dichiarativa del fallimento di una società di fatto, che contiene l'enunciazione di un patto sociale meramente verbale e non sottoposto a registrazione, determina, con la propria registrazione, l'insorgere del debito d'imposta inerente al patto medesimo, secondo la previsione dell'art. 72 del citato decreto e non del precedente art. 62, in quanto, trovando in tale convenzione verbale il suo insopprimibile fondamento, configura la causa e non semplice occasione del debito stesso. Questo principio non trova deroga quando il fallimento venga dichiarato su istanza dei soci della società, perché l'affermazione della sussistenza della società medesima, contenuta nella relativa istanza, resta irrilevante ai fini dell'imposta di registro, ove essa istanza si mantenga nei limiti dell'atto processuale e non presenti un contenuto di tipo negoziale. Anche in tale ipotesi, pertanto, in forza del coordinato disposto degli artt. 93 n. 2 del citato decreto, 91 e 111 n. 1 della legge fallimentare, la spesa di registrazione beneficia della prenotazione a debito e della prededuzione, in quanto costituisce una spesa che il fallimento ha l'Onere di subire per lo svolgimento della procedura concorsuale. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 20 Dicembre 1982, n. 7039.


Imposta di registro - Concordato preventivo e fallimentare - Proporzionale

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L'art. 111 comma primo legge fallimentare avendo carattere eccezionale ed essendo quindi di stretta interpretazione in quanto deroga al fondamentale principio della par condicio creditorum, è applicabile solo alle obbligazioni contratte dagli organi della procedura subentrati all'imprenditore fallito nell'amministrazione e nella disposizione dei suoi beni per la continuazione dello Esercizio dell'impresa, ove questa sia stata autorizzata, nonché dei debiti contratti per l'amministrazione del fallimento e, in generale, per le spese della stessa procedura. Pertanto, l'imposta proporzionale di registro, sul concordato fra creditori e debitore, qualora a seguito di risoluzione del concordato sia stato dichiarato il fallimento del debitore ammesso al concordato preventivo, riguardando un atto del debitore e non anche un'obbligazione contratta dagli organi della procedura, non costituisce un debito prededucibile a norma del citato art. 111. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Novembre 1981, n. 6056.


Spese processuali sostenute dai creditori per l'esperimento di azioni revocatorie - Inclusione - Inammissibilità

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L'art 91 della legge fallimentare, che disciplina l'anticipazione delle spese dall'erario, trova applicazione soltanto in ordine alle spese processuali "strettamente" occorrenti, e, quindi, necessarie all'espletamento della procedura concorsuale, e cioe per tutti quegli Atti, necessariamente richiesti dalla legge, corrispondenti allo specifico interesse pubblico diretto all'eliminazione o al risanamento delle imprese in stato di insolvenza. Conseguentemente, tale anticipazione non puo riguardare le spese processuali che attengano ad attivita di carattere discrezionale e che, comunque, corrispondano ad interessi di natura privata, come quelli dei creditori fallimentari nel caso di esperimento dell'Azione revocatoria. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Maggio 1979, n. 3072.


Onorari professionali del difensore del fallimento - Inclusione - Inammissibilità - Questione di legittimità costituzionale dell'art. 91 della legge fallimentare - Manifesta infondatezza

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E' manifestamente infondata la questione di illegittimita costituzionale dell'art 91 RD 16 marzo 1942, n 267, nella parte in cui non estende l'anticipazione delle spese dall'erario agli onorari professionali del difensore del fallimento, per contrasto con gli artt 3, 23, 35 e 36 cost, in quanto il rapporto di opera professionale ha carattere privatistico ed e libero nella sua scelta e nella sua accettazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Maggio 1979, n. 3072.


Imposte di registro od ipotecarie afferenti patti del concordato - Esclusione - Conseguenze - Erronea prenotazione a debito di tali ultime imposte - Opposizione diretta alla declaratoria della illegittimità del decreto emesso per il recupero - Ammissibilità - Formazione di un titolo per esigere il credito dell'amministrazione finanziaria - Necessità - Modalità

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L'istituto della prenotazione a debito, per le spese giudiziali e per gli Atti richiesti dalla legge nella procedura fallimentare, ai sensi e con le modalita di cui all'art 91 del RD 16 marzo 1942 n 267, opera, con riguardo al concordato fallimentare, per le "spese di omologazione", a norma dell'art 133 dello stesso decreto. Fra queste spese, pertanto, e da includere l'imposta fissa di registro dovuta sulla sentenza di omologazione, ma non anche le imposte di registro od ipotecarie afferenti patti del concordato, in relazione alla loro enunciazione in detta sentenza, le quali gravano direttamente sulle parti, non sul curatore o sulla massa, e non sono qualificabili come necessarie per l'omologazione. Ne consegue, qualora dette ultime spese vengano erroneamente prenotate a debito, con emissione, per il loro recupero, dell'ingiunzione prevista dall'art 43 disp att cod proc civ, che deve riconoscersi al debitore la possibilita di far valere l'illegittimita dell'ingiunzione medesima, con l'opposizione di cui al terzo comma del citato art 43. In tale situazione, l'amministrazione finanziaria, per esigere il proprio credito, dovra fornirsi del titolo che le mancava, o emettendo una propria ingiunzione (fiscale), ovvero introducendo nel predetto giudizio di opposizione una domanda riconvenzionale, nei limiti, in questo secondo caso, degli elementi risultanti dagli Atti enunciati nella sentenza di omologazione e dei valori negli stessi riportati. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 1979, n. 2049.


Anticipazione delle spese dell'erario - Ammissibilità - Ripartizione dell'attivo - Ordine di distribuzione - Prededuzione della tassa

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L'imposta di titolo sulla enunciazione di una societa di fatto, alla quale, ai sensi dell'art 72 della legge di registro (RD 30 dicembre 1923 n 3269), e soggetta la sentenza che dichiara il fallimento della societa medesima, costituisce una spesa che il fallimento ha l'Onere di subire, affinche gli effetti della procedura concorsuale possano operare in tutta la loro ampiezza,e, come tale, beneficia della prenotazione a debito e della prededuzione previste dagli artt 91 e 111 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 08 Marzo 1977, n. 951.


Imposta di bollo e di registro - Prenotazione a debito - Provvedimento di cancellazione - Inimpugnabilità

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Il provvedimento con cui il giudice delegato dispone la cancellazione della prenotazione a debito delle tasse di bollo e dell'imposta di registro, non avendo carattere giurisdizionale, non e impugnabile con ricorso per Cassazione ai sensi dell'art 111 della Costituzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Giugno 1973, n. 1819.


Custodia e amministrazione - Amministrazione delle attività fallimentari - Anticipazione delle spese dall'erario

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Il decreto con cui il giudice delegato al fallimento dispone la cancellazione dal campione civile di un'imposta gia prenotata a debito, ritenendo trattarsi di un credito concorsuale, non e un provvedimento giurisdizionale volto a statuire su diritti soggettivi con carattere di definitivita e di decisorieta, e pertanto non e impugnabile per Cassazione ai sensi dell'art 111 cost. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Maggio 1973, n. 1418.


Prenotazione a debito delle tasse di bollo e dell'imposta di registro e cancellazione della prenotazione - Provvedimenti relativi - Natura - Impugnabilità in cassazione - Esclusione

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Tanto la prenotazione a debito delle tasse di bollo e delle imposte di registro quanto la cancellazione della prenotazione in precedenza disposta, sono ordinate dal giudice delegato al fallimento con un provvedimento di mera amministrazione, che rientra nella sfera dei suoi poteri discrezionali, gestori e direttivi, lasciando impregiudicato il diritto delle parti di far valere le proprie ragioni in tutte le consentite vie giurisdizionali. Contro tale provvedimento, pertanto, non e dato il ricorso per Cassazione ex art 111 Costituzione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Aprile 1973, n. 1019.


Esazione - Condizione - Configurabilità della prenotazione come momento iniziale della prescrizione - Esclusione.
Nel sistema della legge fallimentare, la prenotazione a debito delle tasse di bollo e dell'imposta di registro, prevista dagli artt 91 e 111 del RD 16 marzo 1942, n 267, costituisce una mera iscrizione del credito dello stato, la cui esazione resta condizionata ad un evento futuro ed incerto, cioe alla disponibilita di fondi da parte della gestione fallimentare e non ha, quindi, valore di pagamento o di adempimento dell'obbligazione tributaria. Essa, pertanto, non puo essere considerata come termine iniziale della prescrizione stabilita dallo art 136 della legge di registro. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Settembre 1970, n. 1735.