LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO IV
Dell'espropriazione immobiliare
SEZIONE I
Del pignoramento

Art. 555

Forma del pignoramento
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il pignoramento immobiliare si esegue mediante notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto nel quale gli si indicano esattamente, con gli estremi richiesti dal codice civile per l'individuazione dell'immobile ipotecato, i beni e i diritti immobiliari che si intendono sottoporre a esecuzione, e gli si fa l'ingiunzione prevista nell'articolo 492.

II. Immediatamente dopo la notificazione l'ufficiale giudiziario consegna copia autentica dell'atto con le note di trascrizione al competente conservatore dei registri immobiliari, che trascrive l'atto e gli restituisce una delle note.

III. Le attività previste nel comma precedente possono essere compiute anche dal creditore pignorante, al quale l'ufficiale giudiziario, se richiesto, deve consegnare gli atti di cui sopra.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare – Bene in comunione legale tra i coniugi – Debiti personali di un coniuge – Esecuzione sull’intero immobile a carico del solo debitore – Improcedibilità.
E’ improcedibile l’espropriazione di un bene in comunione legale dei coniugi, per debiti personali di uno solo di essi, quando l’esecuzione, pur riguardando l’intero bene, non sia stata promossa, né trascritta nei confronti di entrambi i coniugi (nella specie in creditore aveva agito nel convincimento che il bene appartenesse al solo debitore, ma nel corso dell’esecuzione era emerso che egli lo aveva acquistato quando, pur avendo dichiarato si essere coniugato in regime di separazione, era in regime di comunione). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Viterbo, 10 Ottobre 2019.


Esecuzione forzata - Espropriazione immobiliare - Trascrizione del pignoramento a cura del creditore procedente - Deposito nota di trascrizione - Inapplicabilità del termine quindicinale ex art. 557 II co., c.p.c. - Termine finale per il deposito

Esecuzione forzata - Espropriazione immobiliare - Trascrizione del pignoramento a cura del creditore procedente - Deposito nota di trascrizione oltre il termine quindicinale ex art. 557 II co., c.p.c. -  Efficacia del pignoramento

Esecuzione forzata - Espropriazione immobiliare - Deposito della documentazione ex art. 557 II co., c.p.c. - Attestazione di conformità contenuta in documento separato: ammissibilità
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Nell’ipotesi in cui alla trascrizione del pignoramento abbia provveduto direttamente il creditore procedente, quest’ultimo dovrà depositare la nota di trascrizione “non appena restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari”, senza dover rispettare il termine di quindici giorni di cui all’art. 557 II co., c.p.c., previsto per il deposito telematico delle copie conformi del titolo esecutivo, del precetto e dell’atto di pignoramento. In ogni caso la copia conforme della nota di trascrizione dovrà essere depositata entro il termine per la presentazione dell’istanza di vendita ovvero non oltre l’udienza fissata per la vendita.

Nel caso in cui alla trascrizione del pignoramento abbia provveduto il creditore procedente, la sanzione dell’inefficacia del pignoramento è dettata esclusivamente con riguardo all’omesso o tardivo deposito dei soli atti menzionati dal terzo comma dell’art. 557, c.p.c. (titolo esecutivo, precetto e atto di pignoramento) e non per il deposito della nota di trascrizione, non avendone il creditore procedente la disponibilità.

L’attestazione di conformità agli originali del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento e della nota di trascrizione può essere contenuta in un documento separato, firmato digitalmente dall’avvocato del creditore procedente, contenente l’attestazione del deposito e la dichiarazione di conformità agli originali. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 01 Luglio 2019.


Processo di esecuzione – Immobiliare – Effetti della notifica del pignoramento – Pignoramento di quota della comunione legale tra coniugi.
L’ingiunzione di cui all’articolo 492 c.p.c., quindi la notificazione dell’atto che la contiene, ai sensi (per il pignoramento immobiliare) dell’articolo 555 c.p.c., è atto necessario e sufficiente al sorgere di effetti che sono autonomamente rilevanti: non solo l’indisponibilità del bene e l’obbligo della custodia in capo al debitore, ma anche l’inizio del processo esecutivo.

Nonostante pertanto il pignoramento si ponga come fattispecie a formazione progressiva, è innegabile che la notificazione dell’ingiunzione ha una sua autonoma rilevanza, perchè produttiva di effetti, processuali e sostanziali, nei rapporti tra il creditore pignorante ed il debitore pignorato.

La notificazione dell’ingiunzione al debitore segna l’inizio del processo esecutivo e produce, tra gli altri, l’effetto dell’indisponibilità del bene pignorato; la trascrizione dell’atto completa il pignoramento e, oltre a consentire la produzione degli effetti sostanziali nei confronti dei terzi e di pubblicità notizia nei confronti dei creditori concorrenti, è indispensabile perché il giudice dia seguito all’istanza di vendita del bene.

Appare dunque evidente come la notifica del pignoramento, determinando la pendenza del processo esecutivo, rappresenti il momento nel quale far valere ogni questione attinente alla validità del pignoramento stesso tra le parti, residuando alla sua trascrizione la natura di condizione di procedibilità e di opponibilità del vincolo ai terzi.

[Il tribunale, nel caso di specie, ha confermato la decisione del primo giudice secondo la quale il pignoramento aveva colpito una quota inesistente, stante la natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi, risultando indifferente il successivo scioglimento della comunione legale per intervenuta separazione pur se intervenuto in data anteriore alla trascrizione del pignoramento.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 22 Gennaio 2019.


Esecuzione forzata – Espropriazione immobiliare – Trascrizione del pignoramento a cura del creditore procedente – Deposito nota di trascrizione – Inapplicabilità del termine quindicinale ex art. 557 II co., c.p.c.

Esecuzione forzata – Espropriazione immobiliare – Trascrizione del pignoramento a cura del creditore procedente – Deposito nota di trascrizione oltre il termine quindicinale ex art. 557 II co., c.p.c. – Efficacia del pignoramento
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Nell’ipotesi in cui alla trascrizione del pignoramento abbia provveduto direttamente il creditore procedente, quest’ultimo dovrà depositare la nota di trascrizione “non appena restituitagli dal conservatore dei registri immobiliari”, senza dover rispettare il termine di quindici giorni di cui all’art. 557 II co., c.p.c., previsto per l’iscrizione a ruolo ed il deposito telematico delle copie conformi del titolo esecutivo, del precetto e dell’atto di pignoramento. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

Nel caso in cui alla trascrizione del pignoramento abbia provveduto il creditore procedente, la sanzione dell’inefficacia del pignoramento è dettata esclusivamente con riguardo all’omesso o tardivo deposito dei soli atti menzionati dal terzo comma dell’art. 557, c.p.c. (nota di iscrizione a ruolo, titolo esecutivo, precetto e atto di pignoramento) e non per il deposito della nota di trascrizione, non avendone il creditore procedente la disponibilità. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 06 Dicembre 2018.


Preliminare di vendita immobiliare - Facoltà di scioglimento del curatore del promittente venditore - Limiti di esercizio - Trascrizione della domanda ex art. 2932 c.c. da parte del promissario acquirente - Effetto ostativo - Pignoramento anteriore alla trascrizione della domanda giudiziale - Facoltà di scelta ex art. 72 l. fall. - Persistenza.
Il curatore del fallimento del promittente venditore può esercitare la facoltà di scelta ex art. 72 l.fall. allorché, pur essendo stata la sentenza di fallimento trascritta dopo la trascrizione della domanda ex art. 2932 c.c., quest'ultima sia stata preceduta dalla trascrizione del pignoramento sull'immobile, in quanto le azioni esecutive individuali pendenti al momento della sentenza dichiarativa di fallimento sono assorbite dalla procedura concorsuale, ma gli effetti anche sostanziali degli atti già compiuti che non siano incompatibili con il sistema dell'esecuzione fallimentare, tra i quali anche il vincolo d'indisponibilità dei beni derivante dal pignoramento, restano salvi in favore della massa dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Maggio 2018, n. 11365.


Esecuzione immobiliare - Notifica dell’atto di pignoramento a soggetto inesistente e trascrizione contro soggetto inesistente - Nullità del pignoramento - Rilevabilità d’ufficio - Sussistenza.

Trust - Soggettività del trust - Esclusione.

Esecuzione immobiliare - Notifica e trascrizione nei confronti del trust -  Nullità rilevabile d’ufficio - Sussiste.
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Il Giudice dell’Esecuzione immobiliare può rilevare d’ufficio l’invalidità del pignoramento quando lo stesso è rivolto nei confronti di un soggetto giuridico inesistente. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Il trust è soggetto giuridico inesistente, non essendo ente autonomo che svolge la propria attività attraverso la persona fisica del trustee, ma piuttosto semplice rapporto tra soggetti. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La notifica dell’atto di pignoramento e la trascrizione dello stesso sono invalide, e la nullità è rilevabile d’ufficio, se eseguite nei confronti del trust, dovendo invece notifica e trascrizione di atti riguardanti i beni in trust essere eseguite nei confronti del trustee. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 25 Febbraio 2014.


Espropriazione immobiliare – Quota del coniuge in comunione legale – Espropriabilità – Condizioni – Pignoramento dell’intero bene – Necessità – Possibilità per il coniuge non obbligato di soddisfarsi sul 50% del ricavato..
Deve ritenersi inespropriabile la quota del coniuge in comunione legale, con la conseguenza che il creditore personale del coniuge deve pignorare l’intero cespite in comunione, con facoltà peraltro di soddisfarsi solo sul ricavato nei limiti della quota spettante al coniuge obbligato, mentre l’interesse del coniuge non obbligato è tutelato dal diritto di far propria la rimanente parte del 50% del ricavato. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 12 Ottobre 2011.


Esecuzione forzata - Vendita forzata - Effetti - Vizi della cosa - Immobile aggiudicato difforme o privo delle qualità indicate negli atti della procedura - Ignoranza della situazione reale da parte dell'aggiudicatario - Diritto di quest'ultimo a far valere la mancanza di qualità o la consegna di "aliud pro alio" secondo le regole comuni - Sussistenza - Limiti.
Qualora l'immobile aggiudicato, in esito ad esecuzione per espropriazione forzata, risulti difforme o privo delle qualità indicate negli atti della procedura, senza che l'aggiudicatario sia a conoscenza della situazione reale, deve riconoscersi a questi il diritto di denunciare la mancanza di quelle qualità, ovvero la consegna di "aliud pro alio", secondo le regole comuni, tenuto conto che tali regole trovano deroga nella vendita forzata, inclusa quella promossa da istituto di credito in base alla disciplina sul credito fondiario, solo con riguardo alla garanzia per vizi, esclusa dall'art. 2922 primo comma cod.civ., e che, inoltre, non è onere dell'aggiudicatario medesimo di controllare l'esattezza delle menzionate indicazioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 03 Ottobre 1991, n. 10320.


Riacquisto della capacità da parte del fallito - Pignoramento immobiliare dei beni residui - Possibilità - Annotazione della sentenza dichiarativa del fallimento - Mancata eliminazione - Irrilevanza

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La mancata eliminazione dell'annotazione nei registri immobiliari dell'estratto della sentenza dichiarativa, dopo la chiusura del fallimento, costituisce un'omissione non impeditiva del ripristino nel fallito dei poteri di amministrazione e di disposizione del patrimonio residuo e della conseguente possibilita per i creditori dell'ex fallito di procedere a pignoramento immobiliare dei beni residui cui quella annotazione si riferiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 27 Novembre 1973, n. 3246.