LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO VI
Dell'espropriazione contro il terzo proprietario

Art. 604

Disposizioni particolari
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il pignoramento e in generale gli atti d'espropriazione si compiono nei confronti del terzo, al quale si applicano tutte le disposizioni relative al debitore, tranne il divieto di cui all'articolo 579 primo comma.

II. Ogni volta che a norma dei capi precedenti deve essere sentito il debitore, è sentito anche il terzo.


GIURISPRUDENZA

Processo esecutivo – Debitore garantito da ipoteca su un bene di un terzo – Legittimato passivo dell'azione esecutiva – Esclusione

Processo esecutivo – Notifica di pignoramento immobiliare contro il terzo proprietario – Interruzione della prescrizione del credito anche nei confronti del debitore diretto – Condizioni
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Il debitore garantito da ipoteca su un bene di un terzo non è legittimato passivo dell'azione esecutiva che abbia ad oggetto tale immobile e, pertanto, non deve essergli notificato l'atto di pignoramento, ma soltanto, come previsto dall'art. 603 cod. proc. civ., il precetto e il titolo esecutivo (fatta salva l'eccezione in tema di credito fondiario di cui all'art. 41, primo comma, d.lgs. 10settembre 1993, n. 385). Tuttavia, ai sensi dell'art. 604, secondo comma, cod. proc. civ., nel corso del processo esecutivo egli deve essere sentito tutte le volte in cui deve essere sentito anche il terzo proprietario assoggettato all'esecuzione e tale omissione dà luogo ad un vizio della procedura che, fintanto che la stessa non sia conclusa, può essere fatto valere con l'opposizione ex art. 617 cod. proc. civ.

La notifica di un pignoramento immobiliare contro il terzo proprietario, ai sensi degli artt. 602 ss. cod. proc. civ., produce l'effetto di interrompere la prescrizione del credito azionato (art. 2943, primo comma, cod. civ.), e di sospenderne il decorso (art. 2945, secondo comma, cod. civ.), anche nei confronti del debitore diretto, purché lo stesso venga sentito nei casi previsti dall'art. 604, secondo comma, cod. proc. civ. o il creditore gli abbia comunque dato notizia dell'esistenza del processo esecutivo e fermo restando che l'effetto sul decorso della prescrizione sarà solamente interruttivo ma non sospensivo nel caso di estinzione del procedimento ex art. 2945, terzo comma, cod. civ. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 05 Giugno 2020, n. 10808.


Data certa dei documenti – Fatto impeditivo rilevabile d’ufficio – Inammissibilità della verificazione del credito ipotecario verso terzo datore di ipoteca fallito – Azione esecutiva del creditore ipotecario su beni del fallito.
La mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore, che proponga istanza di ammissione al passivo fallimentare, si configura come fatto impeditivo all'accoglimento della domanda ed oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche di ufficio dal giudice.

Il creditore ipotecario non può avvalersi del procedimento di verificazione dello stato passivo, di cui al capo V della legge fallimentare, rivendicando un diritto reale di garanzia, concesso dal soggetto fallito quale terzo garante, per crediti nascenti da mutui accordati in favore di un soggetto diverso, in quanto non essendo creditore diretto del fallito, l'accertamento del relativo diritto non può essere sottoposto alle regole del concorso, senza che sia instaurato il contraddittorio con la parte che si assume sua debitrice.

I titolari di diritti di reali di garanzia su beni immobili compresi nel fallimento e già costituiti in garanzia per crediti vantati verso debitori diversi dal fallito devono avvalersi, per la realizzazione delle loro pretese in sede esecutiva, delle modalità di cui agli artt. 602, 603 e 604 c.p.c. (Gianni Tognoni) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2017, n. 27504.


Fallimento - Accertamento del passivo - Fallimento del terzo datore di ipoteca - Ammissione al passivo del creditore ipotecario - Esclusione.
In tema di garanzie costituite dal terzo, imprenditore dichiarato fallito dopo che abbia prestato garanzia a vantaggio del creditore non proprio, anche dopo la novella del II comma dell'art. 52 legge fall., introdotta dal d.lgs. n. 5 del 2006, i creditori titolari di un diritto di ipoteca sui beni immobili compresi nel fallimento, costituiti in garanzia dei crediti vantati verso debitori diversi dal fallito, non possono avvalersi del procedimento di verificazione dello stato passivo di cui al capo V della legge fallimentare, in quanto il terzo non è creditore diretto del fallito e l'accertamento dei suoi diritti non può essere sottoposto alle regole del concorso, senza che sia instaurato il contradditorio con la parte che si assume essere sua debitrice, dovendosi essi avvalere, per la realizzazione dei loro diritti in sede esecutiva, delle modalità di cui agli artt. 602-604 cod. proc. civ. in tema di espropriazione contro il terzo proprietario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Febbraio 2016, n. 2540.