LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO II
Del pubblico ministero

Art. 69

Azione del pubblico ministero
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il pubblico ministero esercita l'azione civile nei casi stabiliti dalla legge.


GIURISPRUDENZA

Concordato preventivo con riserva - Rinuncia dell’istante - Richiesta di fallimento depositata dal P.M. - Ammissibilità - Ragioni.
La rinuncia alla domanda di concordato preventivo con riserva, formulata dal debitore nel corso della fase di ammissione al procedimento, non impedisce al P.M., prima che il tribunale dichiari l'inammissibilità della detta domanda, di avanzare una richiesta di fallimento dell'imprenditore, in ragione della ritenuta sua insolvenza di cui sia venuto a conoscenza a seguito della comunicazione ex art. 161, comma cinque, l.fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Ottobre 2019, n. 27200.


Fallimento - Iniziativa - Legittimazione del P.M. ex art. 7, n. 1, l.fall. - Emersione dell'insolvenza solo in casi di procedimento penale - Esclusione - Desumibilità anche da condotte non riconducibili a reato ovvero in relazione a procedimenti penali non aperti - Configurabilità.
Il Pubblico Ministero è legittimato a richiedere il fallimento, ai sensi dell'art. 7, n. 1, l.fall., non solo qualora apprenda la "notitia decoctionis" da un procedimento penale pendente, ma anche ogni qualvolta la decozione emerga dalle condotte specificamente indicate nella norma sopra indicata, le quali non sono necessariamente esemplificative di fatti costituenti reato e non presuppongono come indefettibile la pendenza di un procedimento penale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Gennaio 2019, n. 646.


Concordato preventivo - Provvedimenti del giudice delegato - Reclamo ex art. 26 l. fall. - Legittimazione del P.M. - Esclusione - Fondamento - Fattispecie in tema di autorizzazione all’affitto d’azienda.
Poichè al di fuori delle ipotesi tassativamente previste dalla legge processuale il Pubblico Ministero non ha potere di azione e tanto meno di impugnazione, deve negarsi la legittimazione della parte pubblica ad impugnare mediante il reclamo endofallimentare un provvedimento del giudice delegato, in quanto l'art. 26 l.fall., che indica con precisione i soggetti che sono legittimati all'impugnazione, non include il Pubblico Ministero. (Nella specie la S.C. ha confermato la decisione con la quale il tribunale aveva dichiarato l'inammissibilità del reclamo proposto dal Procuratore della Repubblica avverso un decreto con il quale il giudice delegato aveva autorizzato l'affitto dell'azienda fallita). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Marzo 2018, n. 6093.


Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Iniziativa del pubblico ministero - Poteri di impulso del pubblico ministero - Disponibilità - Esclusione.
Deve dubitarsi del fatto che il pubblico ministero possa rinunciare alla iniziativa avviata, non essendo assimilabili i poteri di impulso a tale organo attribuiti nei processi civili (e fra essi di quello diretto all’apertura del fallimento) a quelli delle parti private, dal momento che il pubblico ministero agisce per dovere d’ufficio e nell’interesse pubblico, a differenza delle altre parti, che perseguono interessi individuali e privati. Il Pubblico Ministero è, infatti, parte del processo solo in senso formale e non può disporre degli interessi d’indole generale, dei quali la legge gli affida la tutela. Egli, pertanto, una volta esercitata l’azione, non può rinunziarvi, spettando unicamente al giudice decidere sulla stessa, senza che eventuali ripensamenti del pubblico ministero possano vincolarlo nel momento della decisione e senza neppure che siano vincolanti le conclusioni da lui formulate. (Nel caso di specie, il pubblico ministero aveva chiesto l'accoglimento del reclamo avverso la dichiarazione di fallimento). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 18 Aprile 2016.


Concordato preventivo - Commissario giudiziale - Liquidazione di acconto sul compenso - Ricorso straordinario per cassazione proposto dal P.M. - Inammissibilità - Fondamento.
In tema di concordato preventivo, è inammissibile il ricorso straordinario per cassazione (nella specie, peraltro, proposto dal P.M., privo della titolarità del relativo potere, giusta quanto desumibile dagli artt. 69 c.p.c. e 2907 c.c.) avverso il decreto con cui il tribunale conceda un acconto richiesto dal commissario giudiziale , trattandosi di provvedimento, di carattere discrezionale, che interviene in una fase processuale anteriore alla presentazione ed approvazione del conto, sicché non assume efficacia di cosa giudicata, né può pregiudicare, dopo la presentazione del rendiconto, la futura e definitiva decisione sul compenso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 30 Settembre 2015, n. 19580.


Associazioni riconosciute - Impugnazione di delibere - Riserva di collegialità.
In materia di impugnazione di delibere assembleari di associazioni o di altri organi di associazioni riconosciute, la competenza a decidere spetta al collegio ex art. 50-bis, comma 1, n° 1, c.p.c., con la conseguenza che, sussistendo la legittimazione all’impugnazione anche in capo al pubblico ministero, esiste una riserva di collegialità in base al combinato disposto degli artt. 50-bis n° 1, 69 e 70, comma 1, n° 1, c.p.c.. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23 Febbraio 2015.