TITOLO VI
TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI (1)

Capo I
Operazioni e servizi bancari e finanziari (2)

Art. 119

Comunicazioni periodiche alla clientela (3)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. Nei contratti di durata i soggetti indicati nell'articolo 115 forniscono al cliente, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente stesso, alla scadenza del contratto e comunque almeno una volta all'anno, una comunicazione chiara in merito allo svolgimento del rapporto. Il CICR indica il contenuto e le modalità della comunicazione.

2. Per i rapporti regolati in conto corrente l'estratto conto è inviato al cliente con periodicità annuale o, a scelta del cliente, con periodicità semestrale, trimestrale o mensile.

3. In mancanza di opposizione scritta da parte del cliente, gli estratti conto e le altre comunicazioni periodiche alla clientela si intendono approvati trascorsi sessanta giorni dal ricevimento.

4. Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell'amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione (4).

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(1) Rubrica sostitutita dall'articolo 4 del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141.
(2) Capo sostituito dall'articolo 4 del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, con la decorrenza indicata al comma 2 dell'articolo 6 del medesimo D.Lgs. 141 del 2010.
(3) Articolo modificato dall'articolo 24 del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342 e sostituito dall'articolo 4 del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, con la decorrenza indicata al comma 2 dell'articolo 6 del medesimo D.Lgs. 141 del 2010.
(4) Comma modificato dall'articolo 4, comma 2, del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, come modificato dall'articolo 3, comma 2, del D.Lgs. 14 dicembre 2010, n. 218.

GIURISPRUDENZA

Diritto ad ottenere copia della documentazione bancaria - Garante - Sussistenza.
Anche il garante ha diritto ad ottenere copia della documentazione afferente il rapporto garantito, dovendosi alla fattispecie ritenere applicabili gli stessi principi che regolano il rapporto tra la banca ed il cliente principale, poichè tra la prima ed il fideiussore, al momento della sottoscrizione dell’obbligazione, sorge un rapporto diretto e/o qualificato basato sul fatto che i fideiussori sono potenzialmente destinatari degli effetti del rapporto.

Il diritto - anche per il fideiussore - di ottenere la consegna della documentazione dalla Banca trae fondamento dall'art. 119 TUB, ma ancor prima dal dovere di comportarsi secondo buona fede nell’esecuzione del contratto ex art. 1375 c.c.. e secondo correttezza (art. 1175 c.c). (Alessandro Pontremoli) (riproduzione riservata)
Tribunale La Spezia, 30 Maggio 2019.


Contratti bancari - Conto corrente - Diritto del cliente ad avere copia delle operazioni dell’ultimo decennio - Sussiste - Diritto del cliente ad avere copia dei contratti - Anteriori al decennio - Sussiste.
Ai sensi dell'articolo 119, comma 4, T.U.B., il cliente ha diritto di ottenere dalla banca copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi 10 anni. Si tratta di un diritto sostanziale autonomo per il cui riconoscimento non assume alcun rilievo l'utilizzazione che il cliente intende fare della documentazione, nè può essere pretesa dell'istituto di credito l’allegazione di fatti giustificativi della richiesta. Il diritto alla consegna dei contratti bancari anche oltre il decennio deriva dall'articolo 117 T.U.B. il quale non solo ne prevede la forma scritta ad substantiam (per cui la relativa propria scritta deve essere conservato anche ai fini della dimostrazione della validità del rapporto), ma ne impone altresì la consegna di un esemplare ai clienti, i quali hanno pertanto diritto a ricevere copia, sia al momento della sottoscrizione, sia successivamente ad essa, qualora ne facciano espressa richiesta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 23 Aprile 2019.


Legittimità dell’azione monitoria dell’utente bancario e del garante/fideiussore nei confronti della banca a seguito del mancato rilascio di documentazione bancaria richiesta ex art. 119 T.U.B..
L’utente bancario è pienamente legittimato a ricorrere al procedimento monitorio di cui agli artt. 633 e ss. c.p.c. al fine di ottenere la consegna di determinati documenti riferibili a diritti di credito, quali quelli previsti dall’art. 119 del D. Lgs n. 385/1993, posto che il diritto del cliente alla consegna dei documenti relativi al suo contratto ha natura di diritto soggettivo di rango primario e i costi di produzione sono dovuti alla banca solo a seguito della richiesta ex art. 119 T.U.B. del cliente, ma non nel caso in cui si è in presenza di un ordine giudiziale che va semplicemente adempiuto (Trib Padova n. 2878/2016).

Deve ritenersi che tali identici principi siano applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito; che tale diritto risulti, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria, che si pone rispetto all’obbligazione principale garantita in rapporto di accessorietà e dipendenza; che, dunque, se si considera che proprio in virtù di tale dipendenza, il fideiussore ha diritto, ai sensi dell’art. 1945 c.c., di opporre al creditore garantito le eccezioni proponibili dal debitore – relative, cioè, all’esistenza ed alla validità dell’obbligazione garantita - non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B. nei confronti del creditore (Trib. Prato del 13.4.2015). (Lorenzo Fumagalli) (riproduzione riservata)
Tribunale Parma, 03 Aprile 2019.


Contratto di conto corrente bancario - Ordine di esibizione del contratto ex art.210 c.p.c. - Buona fede nell'esecuzione del contratto - Sussistenza.
Il contratto di conto corrente bancario non costituisce documentazione contabile ex art.119 T.u.b. e, quindi, non soggiace al limite temporale di conservazione per 10 anni stabilito da detta disposizione, per cui vi è un diritto autonomo del cliente alla copia del contratto, nascente dall'obbligo da parte della banca di eseguire il contratto secondo buona fede (così Corte Appello Milano Sent.1796/2012). (Federico Pedonese) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 27 Febbraio 2019.


Contratto di apertura di contro corrente – Diritto alla consegna della documentazione contrattuale – Documentazione sintetica – Documentazione analitica

Contratto di apertura di contro corrente – Diritto alla consegna della documentazione contrattuale – Documentazione sintetica – Documentazione analitica – Limitazione temporale – Spese

Contratto di apertura di contro corrente – Diritto alla consegna della documentazione contrattuale – Inesistenza limite temporale decennale – Documentazione contabile

Contratto di apertura di contro corrente – Diritto alla consegna della documentazione contrattuale – Modalità di esercizio della richiesta
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Il primo comma dell’art. 119 riconosce al cliente il diritto di ricevere in forma scritta, alla scadenza del contratto e comunque almeno una volta all'anno, una comunicazione chiara in merito allo svolgimento dell’intero rapporto, il quarto comma della citata disposizione prevede il diverso diritto del cliente di ottenere copia della documentazione concernente le singole operazioni degli ultimi dieci anni. (Gianluca Bozzelli) (Concetta Laudiero) (riproduzione riservata)

La limitazione ai dieci anni anteriori, così come l’obbligo di pagamento delle spese di copia, costituiscono delle previsioni specificamente dettate solo per i documenti relativi alle singole operazioni, limitazioni che non devono essere estese impropriamente anche ai documenti sintetici di cui al primo e secondo comma del 119, soprattutto in assenza di un’esplicita volontà legislativa in tal senso. Né appare corretto applicare analogicamente la disciplina del IV comma anche al I comma in quanto, trattandosi di norma eccezionale e limitativa del diritto alla trasparenza, non dovrebbe essere applicata estensivamente ai danni del cliente. (Gianluca Bozzelli) (Concetta Laudiero) (riproduzione riservata)

Ritenere che la banca possa essere tenuta alla conservazione dei documenti contabili solo per l’ultimo decennio equivarrebbe a privare il cliente del diritto all’informazione e, conseguentemente, significherebbe far venir meno l’obbligo di trasparenza della banca. (Gianluca Bozzelli) (Concetta Laudiero) (riproduzione riservata)

Il cliente, nell’effettuare la richiesta di consegna della documentazione, non deve indicare le singole operazioni (altrimenti gli verrebbe imposto un onere “diabolico” di individuarle con precisione) e non è tenuto a rendere note le ragioni per le quali abbia richiesto il rilascio della documentazione, essendo sufficiente fornire gli elementi minimi tali da consentire l'individuazione dei documenti richiesti: i dati relativi al soggetto titolare del rapporto, il tipo di rapporto a cui è correlata la richiesta, il periodo di tempo entro il quale le operazioni da documentare si sono svolte. (Gianluca Bozzelli) (Concetta Laudiero) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 31 Gennaio 2019.


Ammissibilità della istanza ex art. 119 t.u.b. in corso di causa -  Esclusione in considerazione della ratio della norma - Opinabilità dell’orientamento che ammette la proposizione dell'istanza ex art. 210 e 119 TUB in corso di causa.
In ambito bancario l'istanza ex art. 210 c.p.c.  è ammissibile se la parte sulla quale grava l’onere della prova dimostri di avere attivato tempestivamente, ossia almeno 90 giorni prima dell'inoltro della citazione, la procedura di cui all'art. 119, comma 4, TUB, senza avere ricevuto adeguato riscontro. In caso contrario la parte si assume il rischio di promuovere iniziative giudiziarie "al buio", in quanto tali generiche e/o inattendibili.

Non è convincente, di contro, l'orientamento) che ammette la proposizione dell'istanza ex art. 210 e 119 TUB in corso di causa, perché da un lato favorisce l’introduzione di giudizi e dall’altro trascura del tutto la ratio deflattiva della previsione dell’art. 119 t.u.b., che è quella di consentire al correntista, una volta che abbia ottenuto copia dei documenti, di valutare l'andamento del rapporto e, quindi, decidere, documenti alla mano, se intraprendere, ed eventualmente su quali basi e con quali pretese, iniziative giudiziali. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 29 Gennaio 2019.


Legittimazione eredi fideiussore – Contratto di conto corrente – Interessi – Usurarietà originaria – Verifica del saldo iniziale – Onere della prova.
La mancata segnalazione dell’evento interruttivo ad opera del procuratore costituito nell’ambito del segmento processuale in cui l’evento morte si è manifestato non preclude agli eredi la valida costituzione nel grado successivo del giudizio, conferendo nuovo mandato al procuratore.

La verifica della correttezza del saldo esige la ricostruzione dell’andamento del rapporto e questa, a sua volta, deve essere effettuata partendo dal saldo iniziale.

Il primo estratto conto disponibile anche se a credito del correntista è irrilevante per indeterminatezza ai fini di tale verifica; anzi, la considerazione di ordine logico-deduttivo fondata sull’osservazione della costituzione in favore della banca della garanzia fideiussoria costituisce segnale evidente della concessione di una qualche forma di finanziamento in assenza del quale l’istituto di credito non avrebbe avvertito l’esigenza di tutelare le proprie ragioni creditorie.

Va riconosciuta l’usura genetica anche se il rapporto è instaurato in epoca antecedente l’entrata in vigore della L. 108/96 quando le convenzioni succedute lungo l’arco di vigenza tra le parti hanno novato in senso oggettivo il regolamento contrattuale. Integra pattuizione rilevante a tal fine sia la stipula del contratto iniziale sia quella di patti successivi.

Al saggio degli interessi, per determinare il carico complessivo che grava le operazioni di credito fuori fido, deve sommarsi anche la commissione di massimo scoperto fuori fido. (Silvia Dragotta) (riproduzione riservata)
Appello Palermo, 28 Gennaio 2019.


Diritto alla richiesta della documentazione bancaria ex art. 119 del T.U.B. da parte del fideiussore - Sussiste.
L’art 119 TUB va interpretato in senso costituzionalmente orientato come esteso anche ai garanti del correntista, atteso che il fideiussore, come il cliente, ha necessità di esaminare la documentazione afferente al conto al fine di verificare la legittimità dell’operato della banca e l’esistenza del credito di cui egli deve rispondere. (Antonio Donno) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 03 Gennaio 2019.


Contratti e operazioni bancarie - Buona fede nell'esecuzione del contratto - Diritto alla consegna della documentazione contrattuale - Ricorso al procedimento monitorio - Ammissibilità.
Il fondamento dell'obbligo di consegna della documentazione inerente un contratto, gravante sull'istituto bancario, risiede nel principio di buona fede contrattuale, cui sono ispirati sia l'ordinamento bancario sia la legislazione in tema di intermediazione finanziaria.

Il diritto alla consegna di copia dei contratti è un diritto autonomo del cliente, specifico, nascente dall'obbligo da parte dell'intermediario finanziario di eseguire il contratto secondo buona fede.

Appare giustificato il ricorso alla procedura monitoria per consegna di documenti ex art. 633 c.p.c., ove si prevede che il giudice possa pronunciare ingiunzione di consegna di cosa mobile determinata, essendo la modulistica di un contratto di finanziamento una cosa mobile determinata che preesiste all'ordine di consegna. (Giuseppe Angiuli) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 16 Ottobre 2018.


Contratti bancari – Richiesta copia documentazione contrattuale e contabile ex articolo 119, comma quarto, Decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (T.U.B.) – Ricorso al procedimento monitorio ex articolo 633 e ss. del codice di procedura civile – Ammissibilità.
In presenza di idonea prova scritta è ammissibile il ricorso al procedimento monitorio finalizzato all’esercizio del diritto alla consegna ex articolo 119, comma quarto, T.U.B. di copia di documentazione contrattuale e contabile. (Eugenia Trovato) (Stefano Maugeri) (riproduzione riservata) Tribunale Gela, 28 Febbraio 2018.


Contratti di Interest Rate Swap sottoscritti da Comune – Precedente istanza inviata ai sensi dell'art. 119 TUB – Prova del diritto alla consegna di documentazione relativa al contratto di derivato – Ricorso per Decreto ingiuntivo per la consegna di documenti relativi a contratti derivati di tipo IRS – Ammissibilità

Contratti di Interest Rate Swap sottoscritti da Comune – Generale dovere di solidarietà e buona fede nell'esecuzione dei contratti – Tutela monitoria per la consegna dei documenti relativi al derivato – Diritto – Sussistenza
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E’ ammissibile il ricorso per decreto ingiuntivo finalizzato alla consegna di documenti inerenti un contratto derivato di tipo Interest Rate Swap sottoscritto da un comune, nell’ipotesi di mancato adempimento dell’intermediario ai sensi dell’art. 119 TUB, laddove sia fornita la prova del diritto alla consegna della “cosa mobile determinata” ex art. 633 c.p.c. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata)
 
Il diritto del comune ad ottenere ingiunzione di consegna da parte dell’intermediario, della documentazione, puntualmente individuata, relativa ad un’operazione in derivati, discende dall’art. 119 TUB nonché dai generali doveri di solidarietà e di buona fede che devono presidiare l’esecuzione di tutti i rapporti contrattuali. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 14 Luglio 2017.


Contratto di conto corrente – Ripetizione di somme – Produzione del contratto e degli estratti conto completi – Onere del correntista – Ordine di esibizione del contratto – Esclusione – Ordine di esibizione degli estratti conto – Limitazione all’ultimo decennio.
Il correntista che domanda la ripetizione di somme indebitamente versate alla banca deve allegare e provare i fatti costitutivi della propria pretesa creditoria, ovvero l’esecuzione della prestazione e l’inesistenza (originaria o sopravvenuta) del titolo della stessa. Il correntista ha, pertanto, l'obbligo di produrre il contratto di conto corrente e gli estratti conto relativi a tutto il periodo contrattuale.
La mancata produzione del negozio di conto corrente e degli estratti conto completi va a scapito dell’attrice, poiché – trattandosi del soggetto che agisce in ripetizione – è la parte gravata dal relativo onere probatorio. Né si può ritenere che tale omissione possa essere sanata accogliendo la richiesta di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c., in quanto il presupposto per l’emanazione di tale ordine è che la parte si trovi nell’impossibilità di produrre essa stessa in giudizio i documenti. Tale istanza, comunque, non può avere ad oggetto i contratti, poiché l’art. 119 TUB consente al cliente solo di acquisire dalla banca i documenti relativi a singole operazioni contabili eseguite negli ultimi dieci anni. (Guido Corapi) (riproduzione riservata)
Tribunale Modena, 07 Marzo 2017.


Contratto di conto corrente bancario – Saldo debitore – Ripetizione dell’indebito – Onere probatorio – Estratti conto – Saldo zero.
La banca, che agisce in giudizio per il recupero del saldo debitore del conto corrente, se contestato dal correntista, ha l’onere, a norma dell’art. 2697 c.c., di produrre la sequenza completa degli estratti conto a partire dalla data di apertura del rapporto; in mancanza della documentazione completa, il credito derivante dal saldo debitore si determina sulla base del cosiddetto “saldo zero”, che riconduce a zero il primo saldo disponibile. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)

Il correntista, che agisce in giudizio per la ripetizione dell’indebito, ha l’onere, a norma dell’art. 2697 c.c., di produrre la sequenza completa degli estratti conto idonei a ricostruire il suo credito; in mancanza della documentazione completa, il credito del correntista è ricalcolato partendo dal primo estratto conto disponibile. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 05 Gennaio 2017.


Diritto alla consegna documenti ex art. 119 T.U.B. – Inadempimento della banca alla richiesta – Decreto Ingiuntivo per la consegna ed opposizione della banca – Infondatezza – Soccombenza ai fini delle spese ex art. 91 c.p.c. e condanna della banca ex art. 96 c.p.c. – Assenza di contratti e delle condizioni economiche – Ricalcolo al tasso legale ovvero ex art. 117 T.U.B..
Sussiste il diritto del contraente a ricevere la documentazione afferente il rapporto bancario ai sensi dell'art. 119 T.U.B. e, conseguentemente, il diritto della convenuta opposta di ricevere copia della documentazione ingiunta in sede monitoria, con  piena soccombenza della Banca inottemperante ai fini dei provvedimenti di cui all’art. 91 c.p.c. in considerazione del riconosciuto obbligo di consegna rispetto alla gran parte dei documenti chiesti dall’opposta in sede monitoria.

La condotta della banca, che non ha dato riscontro alle diverse richieste di documentazione pervenutale, è rilevante ai sensi dell’art. 96 comma 3 c.p.c., avendo l’opponente addotto motivazioni del tutto contrastanti con pacifici orientamenti giurisprudenziali ed avendo formulato delle difese che non considerano la rilevanza sul piano sostanziale, e non solo processuale, delle richieste ex art. 119 T.U.B. provenienti dal cliente; peraltro i costi di produzione sono dovuti alla banca solo a seguito della richiesta ex art. 119 T.U.B. del cliente, ma non nel caso in cui si è in presenza di un ordine giudiziale che va semplicemente adempiuto.

La parte contraente in mancanza di contratti ben potrà proporre giudizio nei confronti della banca per la rideterminazione dei rapporti dare/avere secondo il saggio legale ovvero ex art. 117, comma 7, T.U.B. essendo sotto tale profilo valutabile in suo favore pure la condotta dell’istituto di credito che non dimetta gli estratti conto di cui è o comunque deve essere in possesso. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 20 Ottobre 2016.


Art. 119 T.U.B. – Diritto di informazione e accesso alla documentazione del contratto di conto corrente – Onere della prova del rapporto.
Nei contratti bancari di durata e, nello specifico, in quello di conto corrente, la parte (o il suo successore) che intenda accedere, ai sensi dell’art. 119 T.U.B., alla documentazione contrattuale, è gravato dall’onere di provare la titolarità del rapporto e le eventuali modifiche relative al decennio antecedente alla richiesta. Il diritto di accesso e informazione, infatti, è limitato esclusivamente alla documentazione riguardante il decennio antecedente la domanda. (Giuseppe Cudoni) (riproduzione riservata) Tribunale Sassari, 21 Dicembre 2015.


Contratti bancari – Azione di nullità del contratto – Mancata richiesta alla banca di copia della documentazione – Istanza ex art.210 c.p.c. - Inammissibiità.
L’attore-correntista ha la possibilità di chiedere prima del giudizio alla propria banca di fornire tutta la documentazione concernente il rapporto contrattuale ex art.119 T.U.B., e se del caso potrebbe ottenerla con l’ingiunzione, cui poi potrebbe seguire il ricorso all’esecuzione forzata.
Ove l’attore avanzi detta richiesta solo nel corso del giudizio, non può sopperirsi alla mancanza di prova ricorrendo all’art.210 c.p.c., che è invece di applicazione residuale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 15 Aprile 2015.


Conto corrente bancario - Fallimento del cliente - Diritto del curatore alla documentazione del rapporto e del suo svolgimento - Sussistenza - Fondamento - Buona fede, correttezza e solidarietà - Clausola generale di interpretazione ed esecuzione del contratto - Rilevanza - Fattispecie.
In materia di esecuzione del contratto di conto corrente bancario, il suo scioglimento ai sensi dell'art.78 legge fall. per effetto del fallimento del cliente, non estingue con immediatezza ogni rapporto obbligatorio fra le parti, sussistendo anche per l'epoca successiva una serie di obbligazioni, ancora di derivazione contrattuale e corrispondenti posizioni di diritto soggettivo; in particolare la pretesa del curatore, che subentra nell'amministrazione del patrimonio fallimentare ai sensi degli artt.31 e 42 legge fall., è un diritto che promana dall'obbligo di buona fede, correttezza e solidarietà, declinandosi in prestazioni imposte dalla legge (ai sensi dell'art.1374 cod.civ.), secondo una regola di esecuzione in buona fede (ex art.1375 cod.civ.) che aggiunge tali obblighi a quelli convenzionali quale impegno di solidarietà (ex art. 2 Cost.), così imponendosi a ciascuna parte l'adozione di comportamenti che, a prescindere da specifici obblighi contrattuali e dal dovere extracontrattuale del "neminem laedere", senza rappresentare un apprezzabile sacrificio a suo carico, siano idonei a preservare gli interessi dell'altra parte; posto che tra i doveri di comportamento scaturenti dall'obbligo di buona fede vi è anche quello di fornire alla controparte la documentazione relativa al rapporto obbligatorio ed al suo svolgimento, il predetto diritto alla documentazione trova fondamento e regolazione inoltre nell'art.8 legge 17 febbraio 1992,n.154 e compiutamente nell'art. 119 del T.U.L.B. (d.lgs. 1 settembre 1993,n.385), che già pone a carico della banca l'obbligo di periodica comunicazione di un prospetto inerente allo svolgimento del rapporto ed attribuisce al cliente ovvero a chi gli succeda anche solo nell'amministrazione dei beni il diritto di ottenere - a sue spese, per gli ultimi dieci anni, indipendentemente dall'adempimento del dovere di informazione da parte della banca e anche dopo lo scioglimento de rapporto - la documentazione di singole operazioni registrate sull'estratto conto (nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito ordinato all'istituto di credito la consegna alla curatela del fallimento delle informazioni riguardanti numero dei conti intrattenuti dal fallito, garanzie prestate, movimenti bancari, saldi attivi con gli interessi maturati, modalità di estinzione dei conti, ritenendo che per tali richieste non fosse necessario altro che l'inquadramento del rapporto di conto corrente, senza onere dell'istante di indicare in dettaglio gli estremi delle singole operazioni e prescindendo dall'utilizzazione finale potenziale della documentazione, essendo la richiesta non giudizialmente indirizzata e risolvendosi nella piena tutela della posizione di amministratore del patrimonio fallimentare). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Luglio 2007, n. 15669.


Trasparenza delle condizioni contrattuali ex D.Lgs. 1 settembre 1993 n. 385 - Diritto del cliente alla consegna di copia della documentazione ex quarto comma dell'art. 119 di detto D.Lgs. - Natura "finale" e non "strumentale" - Conseguente irrilevanza dell'utilizzazione della documentazione - Fallimento del cliente - Trasmissione del diritto al curatore - Anche a seguito di scioglimento del contratto di conto corrente - Fondamento - Esercizio del diritto da parte del curatore - Intenzione del curatore di utilizzare la documentazione per l'esercizio di revocatorie - Rifiuto della banca - Legittimità - Esclusione - Pretesa della banca ad un'esclusione di quella utilizzazione in sede di riconoscimento giudiziale del diritto alla consegna - Inammissibilità.
Il diritto del cliente di ottenere dall'istituto bancario la consegna di copia della documentazione relativa alle operazioni dell'ultimo decennio, previsto dal quarto comma dell'art. 119 del D.Lgs. n. 385 del 1993, si configura come un diritto sostanziale la cui tutela è riconosciuta come situazione giuridica "finale" e non strumentale, onde per il suo riconoscimento non assume alcun rilievo l'utilizzazione che il cliente intende fare della documentazione, una volta ottenuta la e deve escludersi, in particolare, che tale utilizzazione debba essere necessariamente funzionale all'esercizio di diritti inerenti il rapporto contrattuale corrente con l'istituto di credito (ben potendo, ad esempio, essere finalizzata a far emergere un illecito, anche non civilistico, di un terzo soggetto o di un dipendente della banca). Nel caso di fallimento del cliente il suddetto diritto si trasmette al curatore, posto che questi subentra - ai sensi dell'art. 31 della legge fallimentare - nell'amministrazione del patrimonio del fallito sotto la direzione del giudice delegato e considerato che detto diritto è una componente di quel patrimonio. In ragione della natura "finale" del diritto in questione, l'istituto bancario, richiesto dal curatore della consegna della copia della documentazione, non può rifiutarla adducendo l'intenzione del curatore di utilizzare la documentazione in funzione dell'esercizio di eventuali azioni revocatorie e nemmeno può pretendere che, a seguito di esercizio da parte del curatore in sede giudiziale del diritto alla consegna, la sentenza che riconosca tale diritto escluda quella utilizzazione (la Suprema Corte ha anche osservato che lo scioglimento automatico, ex art. 78 della legge fallimentare, del contratto di conto corrente - cui nella specie si correlava il diritto alla consegna della copia della documentazione - non toglie che il diritto ex art. 119 citato, configurandosi anche dopo la cessazione del rapporto, si trasmetta al curatore). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Ottobre 1999, n. 11733.