TITOLO VI
TRASPARENZA DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DEI RAPPORTI CON I CLIENTI (1)

Capo II
Credito ai consumatori (2)

Art. 125-bis

Contratti e comunicazioni (3)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. I contratti di credito sono redatti su supporto cartaceo o su altro supporto durevole che soddisfi i requisiti della forma scritta nei casi previsti dalla legge e contengono in modo chiaro e conciso le informazioni e le condizioni stabilite dalla Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR. Una copia del contratto è consegnata ai clienti.

2. Ai contratti di credito si applicano l'articolo 117, commi 2, 3 e 6, nonché gli articoli 118, 119, comma 4, e 120, comma 2.

3. In caso di offerta contestuale di più contratti da concludere per iscritto, diversi da quelli collegati ai sensi dell'articolo 121, comma 1, lettera d), il consenso del consumatore va acquisito distintamente per ciascun contratto attraverso documenti separati.

4. Nei contratti di credito di durata il finanziatore fornisce periodicamente al cliente, su supporto cartaceo o altro supporto durevole una comunicazione completa e chiara in merito allo svolgimento del rapporto. La Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, fissa i contenuti e le modalità di tale comunicazione.

5. Nessuna somma può essere richiesta o addebitata al consumatore se non sulla base di espresse previsioni contrattuali.

6. Sono nulle le clausole del contratto relative a costi a carico del consumatore che, contrariamente a quanto previsto ai sensi dell'articolo 121, comma 1, lettera e), non sono stati inclusi o sono stati inclusi in modo non corretto nel TAEG pubblicizzato nella documentazione predisposta secondo quanto previsto dall'articolo 124. La nullità della clausola non comporta la nullità del contratto.

7. Nei casi di assenza o di nullità delle relative clausole contrattuali:

a) il TAEG equivale al tasso nominale minimo dei buoni del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro dell'economia e delle finanze, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto. Nessuna altra somma è dovuta dal consumatore a titolo di tassi di interesse, commissioni o altre spese;

b) la durata del credito è di trentasei mesi.

8. Il contratto è nullo se non contiene le informazioni essenziali ai sensi del comma 1 su:

a) il tipo di contratto;

b) le parti del contratto;

c) l'importo totale del finanziamento e le condizioni di prelievo e di rimborso.

9. In caso di nullità del contratto, il consumatore non può essere tenuto a restituire più delle somme utilizzate e ha facoltà di pagare quanto dovuto a rate, con la stessa periodicità prevista nel contratto o, in mancanza, in trentasei rate mensili.

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(1) Rubrica sostitutita dall'articolo 4 del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141.
(2) Capo sostituito dall'articolo 1 del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141.
(3) Articolo inserito dall'articolo 1 del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141.

GIURISPRUDENZA

Mutuo fondiario – Indicatore sintetico di costo – ISC – Natura – Nullità clausole del contatto – Art. 117, comma 6 e 7 TUB – Pubblicità tassi.
ISC è un mero indicatore del costo effettivo del finanziamento, imposto e previsto ai soli fini informativi. Per tale ragione, in caso di differenza tra l’ISC pattuito in contratto e l’Isc in concreto applicato, non trova applicazione la previsione dell’art. 117, comma 6, secondo parte, TUB. Questa, infatti, prevede la nullità delle clausole contrattuali che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per il cliente di quelle pubblicizzate. ISC non essendo un elemento della pattuizione ma un mero indice della stessa non può essere ricompreso né tra i tassi, né tra i prezzi, né tra le condizioni. La nullità delle clausole contrattuali è prevista dal legislatore per il solo caso del credito al consumo, nell’ambito della cui disciplina l’art. 1125 bis, comma 6, TUB espressamente prevede che, ove il TAEG non sia stato determinato correttamente, le clausole che impongono al consumatore costi aggiuntivi (rispetto a quelli effettivamente coimputati nell’ISC) sono da considerarsi nulle. (Domenico Iodice) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 14 Novembre 2018.


Contratti bancari – Mutuo – Polizza assicurativa del finanziamento – Natura obbligatoria – Mezzi di prova – Nullità del TAEG contrattuale – Affermazione – Obbligo di rimborso dei maggiori interessi incassati – Sussiste – Obbligo di rimborso di commissioni e premi di polizza – Esclusione.
Nel caso in cui il mutuatario contesti la difformità tra il TAEG indicato nel contratto e quello effettivo, premesso che in presenza di un contratto di finanziamento nel quale le parti hanno indicato come facoltativa la polizza assicurativa abbinata, spetta al mutuatario dimostrare che essa rivesta invece carattere obbligatorio, quantomeno nel senso che la conclusione del contratto di assicurazione abbia costituito un requisito necessario per ottenere il credito alle condizioni concretamente offerte, è consentito al ricorrente assolvere all’onere della priva attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti desumibili dal concorso delle seguenti circostanze: - che la polizza abbia funzione di copertura del credito; - che vi sia connessione genetica e funzionale tra finanziamento e assicurazione, nel senso che i due contratti siano stati stipulati contestualmente e abbiano pari durata; che l’indennizzo sia stato parametrato al debito residuo. Per contrastare oil valore probatorio di tali presunzioni la resistente è tenuta a fornire elementi di prova di segno contrario attinenti alla fase di formazione del contratto, in particolare documentando, in via alternativa: - di aver proposto al ricorrente una comparazione dei costi (e del TAEG) da cui risulti l’offerta delle stesse condizioni di finanziamento con o senza polizza; - ovvero di avere offerto condizioni simili, senza la stipula della polizza, ad altri soggetti con il medesimo merito creditizio; - ovvero che sia stato concesso al ricorrente il diritto di recesso dalla polizza, senza costi e senza riflessi sul costo del credito, per tutto il corso del finanziamento.

Qualora, a fronte della prova dell’obbligatorietà della polizza offerta dal ricorrente, non risultino integrate le condizioni di segno contrario sopra descritte, si deve ritenere nulla la disposizione afferente il TAEG con conseguente sostituzione automatica del tasso contrattuale con il tasso nominale minimo dei Buoni del Tesoro emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto.

L’intermediario è tenuto a rimborsare un importo pari alla differenza tra il totale degli interessi già corrisposti e quelli che si assumono maturati sulla base del nuovo piano di ammortamento effettuato sulla base del tasso sostitutivo.

Alla nullità della clausola relativa alla determinazione del TAEG non consegue la nullità dell’intero contratto, ovvero la nullità delle pattuizioni che prevedono voci commissioni e/o il premio per le coperture azionate. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
ABF Torino, 27 Febbraio 2018.