TITOLO II
BANCHE

Capo II
Autorizzazione all'attività bancaria, succursali e libera prestazione di servizi

Art. 14

Autorizzazione all'attività bancaria
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. La Banca d'Italia autorizza l'attività bancaria quando ricorrano le seguenti condizioni:

a) sia adottata la forma di società per azioni o di società cooperativa per azioni a responsabilità limitata;

a-bis) la sede legale e la direzione generale siano situate nel territorio della Repubblica (1);

b) il capitale versato sia di ammontare non inferiore a quello determinato dalla Banca d'Italia;

c) venga presentato un programma concernente l'attività iniziale, unitamente all'atto costitutivo e allo statuto;

d) sussistano i presupposti per il rilascio dell'autorizzazione prevista dall'articolo 19 per i titolari delle partecipazioni ivi indicate (2);

e) i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo siano idonei, ai sensi dell'articolo 26 (3);

f) non sussistano, tra la banca o i soggetti del gruppo di appartenenza e altri soggetti, stretti legami che ostacolino l'effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza (4).

2. La Banca d'Italia nega l'autorizzazione quando dalla verifica delle condizioni indicate nel comma 1 non risulti garantita la sana e prudente gestione.

[2-bis. La Banca d'Italia disciplina la procedura di autorizzazione e le ipotesi di decadenza dalla stessa quando la banca autorizzata non abbia iniziato l'esercizio dell'attività.] (5)

3. Non si può dare corso al procedimento per l'iscrizione nel registro delle imprese se non consti l'autorizzazione del comma 1.

4. Lo stabilimento in Italia della prima succursale di una banca extracomunitaria è autorizzato dalla Banca d'Italia, sentito il Ministero degli affari esteri, subordinatamente al rispetto di condizioni corrispondenti a quelle del comma 1, lettere b), c) ed e). L'autorizzazione è rilasciata tenendo anche conto della condizione di reciprocità (6).

4-bis. La Banca d'Italia emana disposizioni attuative del presente articolo, con particolare riguardo alla procedura di autorizzazione e alle modalità di presentazione dell'istanza, ai criteri di valutazione delle condizioni previste dal comma 1, alle ipotesi di decadenza e di revoca dell'autorizzazione (7).

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(1) Lettera aggiunta dall'articolo 3, comma 1, del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 333.
(2) Lettera sostituita dall'articolo 9.4 del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, nel testo introdotto dall'articolo 2 del D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37 e successivamente modificata dall'articolo 1, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 21. Vedi la disciplina transitoria di cui all'articolo 6 del medesimo D.Lgs. 37/2004. Da ultimo, la presente lettera è stata sostituita dall'articolo 1, comma 7, lettera a), del D.Lgs. 12 maggio 2015, n. 72.
(3) Lettera sostituita dall'articolo 9.4 del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, nel testo introdotto dall'articolo 2 del D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37. Vedi la disciplina transitoria di cui all'articolo 6 del medesimo D.Lgs. 37/2004. Da ultimo, la presente lettera è stata sostituita dall'articolo 1, comma 7, lettera b), del D.Lgs. 12 maggio 2015, n. 72.
(4) Lettera aggiunta dall'articolo 3, comma 2, del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 333.
(5) Comma aggiunto dall'articolo 3 del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342 e successivamente abrogato dall'articolo 1, comma 7, lettera c), del D.Lgs. 12 maggio 2015, n. 72.
(6) Comma modificato dall'articolo 1 del D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37, e successivamente dall'articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 29 dicembre 2006 n. 303. Per il trasferimento delle funzioni di cui al presente comma vedi l'articolo 26, comma 1, della legge 28 dicembre 2005, n. 262.
(7) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 7, lettera d), del D.Lgs. 12 maggio 2015, n. 72.

GIURISPRUDENZA

Violazione di norma imperative – Nullità (virtuale) del contratto – Criterio della necessaria coerenza tra il perseguimento della specifica finalità di interesse pubblico e il rimedio della nullità – Applicazione del criterio in materia di fideiussione prestata da confidi non autorizzato al rilascio della garanzia.
Nei casi in cui un contratto sia compiuto in violazione di norme imperative (art. 1418 comma 1 c.c.), occorre comunque verificare se il rimedio generale della nullità (con il bagaglio disciplinare assegnatole in via generale e comune dalla normativa di legge) risulti effettivamente coerente con la specifica finalità che la norma imperativa intende effettivamente perseguire. Solo in caso di risposta affermativa a tale domanda, il contratto posto in essere in violazione della norma imperativa sarà da considerare nullo (c.d. nullità virtuale). Con riguardo a una fideiussione rilasciata da un confidi che non era autorizzato al relativo rilascio, occorre perciò verificare se la funzione dell’autorizzazione prevista dalla normativa TUB si spinga sino a importare la nullità dei singoli atti negoziali che siano espressione attuativa dell’attività non autorizzata o se, invece, l’applicazione di un simile meccanismo non venga in concreto a confliggere proprio con gli interessi per la cui tutela è stato prescritto il meccanismo autorizzatorio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 23 Settembre 2019, n. 23611.