TITOLO IV
MISURE PREPARATORIE, DI INTERVENTO PRECOCE E LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA (1)

Capo I
Banche

Sezione III
Liquidazione coatta amministrativa

Art. 80

Provvedimento
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. Il Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta della Banca d'Italia, può disporre con decreto la liquidazione coatta amministrativa delle banche, anche quando ne sia in corso l'amministrazione straordinaria ovvero la liquidazione secondo le norme ordinarie, se ricorrono i presupposti indicati nell'articolo 17 del decreto legislativo [di recepimento della direttiva 2014/59/UE] ma non quelli indicati nell'articolo 20, comma 2, del medesimo decreto per disporre la risoluzione (2).

2. La liquidazione coatta può essere disposta, con il medesimo procedimento indicato nel comma 1, su istanza motivata degli organi amministrativi, dell'assemblea straordinaria, dei commissari straordinari o dei liquidatori.

3. Il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e la proposta della Banca d'Italia sono comunicati dai commissari liquidatori agli interessati, che ne facciano richiesta, non prima dell'insediamento ai sensi dell'art. 85 (3).

4. Il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze è pubblicato per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

5. Dalla data di emanazione del decreto cessano le funzioni degli organi amministrativi, di controllo e assembleari, nonché di ogni altro organo della banca. Sono fatte salve le ipotesi previste dagli articoli 93, comma 1, e 94, comma 2.

6. Le banche non sono soggette a procedure concorsuali diverse dalla liquidazione coatta prevista dalle norme della presente sezione; per quanto non espressamente previsto si applicano, se compatibili, le disposizioni della legge fallimentare.

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(1) Rubrica sostituita dall'articolo 1, comma 10, del D.Lgs. 16 novembre 2015, n. 181.
(2) Comma modificato dall’articolo 1, comma 1, del D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37 e, successivamente, sostituito dall'articolo 1, comma 23, del D.Lgs. 16 novembre 2015, n. 181.
(3) Comma modificato dall'articolo 64 del D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415 e, successivamente, dall'articolo 1, comma 1, del D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37.

GIURISPRUDENZA

Liquidazione coatta amministrativa bancaria – Disciplina di cui al D.L. 25 giugno 2017 n. 99 – Applicabilità alle società partecipate – Esclusione.
La particolare disciplina della liquidazione coatta amministrativa dettata dal decreto-legge 25 giugno 2017, n. 99 per Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca non è applicabile alle imprese partecipate. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Trani, 01 Marzo 2019.


Liquidazione coatta amministrativa di un istituto bancario – Applicabilità dell’art. 43 L.F. – Esclusione.
L'art. 43 comma 3 l. fall. è norma speciale, produttiva di effetti particolarmente gravi sul piano processuale, e come tale non può esserne ammessa né l'applicazione analogica né l'applicazione sulla scorta del rinvio alla legge fallimentare contenuto nell’art. 80 TUB; ne consegue che il citato art. 43 non è applicabile alla liquidazione coatta amministrativa di un istituto bancario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 12 Ottobre 2017.


Liquidazione coatta amministrativa – Bancaria – Significato della norma che prescrive l’improseguibilità dei giudizi pendenti.
La norma che prescrive l’improseguibilità dei giudizi pendenti a seguito dell’apertura della procedura di liquidazione coatta amministrativa della banca ha significato analogo a quella dell’art. 43 legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09 Ottobre 2017.


Liquidazione coatta amministrativa o ad amministrazione straordinaria - Azioni di condanna pecuniaria dei lavoratori dipendenti - Temporanea improcedibilità o improseguibilità - Azioni di accertamento e costitutive - Impugnativa di licenziamento e conseguenti azioni di condanna - Competenza funzionale del giudice del lavoro - Sussistenza.
La sottoposizione a liquidazione coatta amministrativa o ad amministrazione straordinaria della società datrice di lavoro, anche se impresa bancaria, determina l’improponibilità o l’improseguibilità, per tutta la durata della procedura, delle azioni del lavoratore dirette ad ottenere una condanna pecuniaria, benchè accompagnate da domande di accertamento o costitutive aventi funzione strumentale; vanno, viceversa, proposte o proseguite davanti al giudice del lavoro le diverse azioni volte ad impugnare il licenziamento, a prescindere dalla tutela applicabile ed incluso dunque il licenziamento del dirigente, per le quali la possibilità dell'insinuazione nello stato passivo dei relativi crediti risarcitori del lavoratore presuppone che ne siano stati determinati l'"an" e il "quantum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 19 Giugno 2017, n. 15066.


Fondi comuni di investimento - Fondi immobiliari chiusi - Autonoma soggettività giuridica - Esclusione

Fondi comuni di investimento - Fondi immobiliari chiusi sottoposti a liquidazione coatta ex articolo 57 TUB - Improseguibilità delle azioni giudiziarie
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I fondi comuni d'investimento disciplinati dal d.lgs n. 58 del 1998, e succ. mod., sono privi di un'autonoma soggettività giuridica in quanto costituiscono patrimoni separati della società di gestione del risparmio (cfr. Cass. n. 16605 del 2010). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’art. 57, comma 6-bis, d.lgs. n. 58 del 1998, prevede che, in caso di messa in liquidazione del fondo, i liquidatori nominati dalla Banca d’Italia provvedano secondo il disposto del precedente comma 3-bis, il quale dichiara applicabili alla liquidazione alcuni articoli del d.lgs. n. 385 del 1993, tra i quali l’art. 83, secondo cui nei confronti del soggetto posto in liquidazione non può essere iniziata né proseguita alcuna azione giudiziaria. Pertanto, dalla data di insediamento degli organi liquidatori non può essere più promossa o proseguita alcuna azione nei confronti del fondo in liquidazione, dovendo ogni eventuale pretesa nei confronti dello stesso essere fatta valere dinanzi all’organo liquidatorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Roma, 10 Giugno 2015.


Liquidazione coatta amministrativa - Azione revocatoria fallimentare - Interruzione del giudizio per messa in liquidazione della banca convenuta - Riassunzione nei confronti della sola banca cessionaria ex art. 90 del d.lgs. n. 385 del 1993 - Ammissibilità - Fondamento.
In caso di revocatoria fallimentare di rimesse solutorie promossa nei confronti di società bancaria, la quale, in corso di causa, sia stata posta in liquidazione coatta amministrativa con conseguente interruzione del processo, è valida la riassunzione effettuata nei confronti della cessionaria ex art. 90 d.lgs 1 settembre 1993, n. 385, che è equiparabile alla chiamata in causa della stessa quale successore a titolo particolare, essendo improseguibile per legge l'azione nei confronti della liquidazione coatta amministrativa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Maggio 2014, n. 10456.


Istituto bancario - Apertura della procedura in pendenza di giudizio d'appello - Improseguibilità della domanda avanzata in via ordinaria in primo grado contro la banca "in bonis" - Esclusione.
Nel caso di domanda inerente a credito vantato nei confronti di un ente sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, il principio secondo il quale non si verifica improseguibilità della domanda medesima quando, prima dell'instaurarsi di detta procedura, sia stata pronunciata sentenza non passata in giudicato (art. 95 terzo comma della legge fallimentare, reso applicabile dal successivo art. 201), opera anche nei confronti degli istituti bancari assoggettati alla detta procedura concorsuale, giusto disposto degli artt. 83, comma secondo, del D.Lgs. n. 385 del 1993 (nella specie, la liquidazione coatta era intervenuta dopo la sentenza di primo grado che aveva accolto la domanda avanzata dal creditore dell'istituto bancario ancora "in bonis", e, nel giudizio di appello, si era costituito il commissario liquidatore facendo proprio il gravame proposto dalla banca soccombente in primo grado: la sentenza del giudice di appello dichiarativa dell'improcedibilità del gravame - perché assertivamente confliggente con la "regula iuris" di cui al combinato disposto degli artt. 52 ult. parte e 201 comma primo della legge fallimentare - è stata cassata dalla S.C. che ha, così, espresso il principio di diritto di cui in massima). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Maggio 2001, n. 7347.