TITOLO IV
MISURE PREPARATORIE, DI INTERVENTO PRECOCE E LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA (1)

Capo I
Banche

Sezione III
Liquidazione coatta amministrativa

Art. 87

Opposizioni allo stato passivo
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. Possono proporre opposizione allo stato passivo, relativamente alla propria posizione e contro il riconoscimento dei diritti in favore dei soggetti inclusi negli elenchi indicati nell'art. 86, comma 7, i soggetti le cui pretese non siano state accolte, in tutto o in parte, entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione prevista dall’articolo 86, comma 8, e i soggetti ammessi entro lo stesso termine decorrente dalla data di pubblicazione dell'avviso previsto dal medesimo comma 8 (2).

2. L'opposizione si propone con deposito in cancelleria del ricorso al presidente del tribunale del luogo ove la banca ha la sede legale. Si applica l'articolo 99, commi 2 e seguenti, della legge fallimentare (3).

3. Il presidente del tribunale assegna a un unico giudice relatore tutte le cause relative alla stessa liquidazione. Nei tribunali divisi in più sezioni il presidente assegna le cause a una di esse e il presidente di questa provvede alla designazione di un unico giudice relatore (4).

[4. Il giudice istruttore provvede all'istruzione delle varie cause di opposizione, che rimette al collegio perché siano definite con un'unica sentenza. Tuttavia, quando alcune opposizioni sono mature per la decisione e altre richiedono una più lunga istruzione, il giudice pronuncia ordinanza, con la quale separa le cause e rimette al collegio quelle mature per la decisione.] (5)

5. Quando sia necessario per decidere sulle contestazioni, il giudice richiede ai commissari l'esibizione di un estratto dell'elenco dei creditori chirografari previsto dall’articolo 86, comma 6; l'elenco non viene messo a disposizione.

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(1) Rubrica sostituita dall'articolo 1, comma 10, del D.Lgs. 16 novembre 2015, n. 181.
(2) Comma modificato dall’art. 1, comma 29, lettera a), del D.Lgs. 16 novembre 2015, n. 181.
(3) Comma modificato dall’art. 1, comma 29, lettera b), del D.Lgs. 16 novembre 2015, n. 181.
(4) Comma sostituito dall’art. 1, comma 29, lettera c), del D.Lgs. 16 novembre 2015, n. 181.
(5) Comma abrogato dall’art. 1, comma 29, lettera d), del D.Lgs. 16 novembre 2015, n. 181.

GIURISPRUDENZA

Liquidazione coatta amministrativa bancaria – Opposizioni alle domande di ammissione al passivo – Decisione – Sentenza o decreto – Ricorso per cassazione – Regime transitorio.
Le opposizioni alle domande di ammissione al passivo presentate prima del 16 novembre 2015, data di entrata in vigore del d.lgs. 16 novembre 2015, n. 181, vanno decise con sentenza (ai sensi dell’abrogato art. 87, comma 4, TUB), benché il provvedimento che conclude il giudizio sia impugnabile con ricorso per cassazione omisso medio ex art. 3, comma 5, d.lgs. citato, in termini non dissimili dal decreto di cui all’art. 99 legge fall.

Il d.lgs. 16 novembre 2015, n. 181 ha, pertanto, allineato la disciplina delle opposizioni ex art. 87 TUB a quella di diritto comune concorsuale, non solo quanto alla disciplina decadenziale delle domande tardive (introducendo un regime decadenziale analogo a quello previsto dall’art. 101 legge fall.), ma anche quanto al regime di impugnabilità delle decisioni in materia di opposizione (ricorribili per cassazione omisso medio al pari delle opposizioni allo stato passivo).

Continua, diversamente (in contrasto con il procedimento di opposizione allo stato passivo), ad applicarsi al giudizio di opposizione a domande presentate prima del 16 novembre 2015 la disciplina del procedimento ordinario di cognizione richiamata - per quanto in via residuale - dall’art. 88, comma 4, TUB (norma anch’essa estranea al regime transitorio) nella formulazione precedente l’entrata in vigore del d. lg. 181/2015, secondo cui “per quanto non espressamente previsto dalle norme contenute nell’articolo 87 e nel presente articolo, al giudizio di opposizione si applicano le disposizioni del codice di procedura civile sul processo di cognizione”.
Non muta, quindi, la disciplina intertemporale dei presupposti processuali cui all’art. 87 TUB assoggetta l’opposizione allo stato passivo, ossia:
- la legittimazione attiva a proporre opposizione dei creditori esclusi dallo stato passivo, come dei creditori che ne siano stati ammessi (art. 87, comma 1, TUB);
- l’ammissibilità dell’opposizione nei confronti dei provvedimenti di ammissione nei confronti solo di “soggetti inclusi negli elenchi indicati nell’articolo 86, comma 7, TUB” (norma anch’essa non modificata dalla novella del 2015), ossia nei confronti di coloro che siano inseriti negli “elenchi dei creditori privilegiati, dei titolari di diritti indicati nel comma 2, nonché dei soggetti appartenenti alle medesime categorie cui è stato negato il riconoscimento delle pretese”. I titolari dei diritti indicati nel comma 2 sono “coloro che risultino titolari di diritti reali sui beni e sugli strumenti finanziari relativi ai servizi previsti dal decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in possesso della banca”, nonché “i clienti aventi diritto alle restituzioni dei detti strumenti finanziari”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 04 Ottobre 2018.


Liquidazione coatta amministrativa bancaria – Opposizione allo stato passivo – Impugnazione di crediti altrui – Limitazioni – Impugnazione di crediti chirografari ammessi – Esclusione – Natura speciale della disciplina di cui all’art. 87 TUB – Fattispecie in tema di crediti postergati.
L’opposizione di cui all’art. 87 TUB si differenzia (ed assume dunque carattere speciale) rispetto a quella di cui agli artt. 98 e 209 legge fall. per quanto attiene alla impugnazione del credito altrui ammesso al passivo, in quanto non può essere rivolta nei confronti di crediti chirografari, ma solamente avverso l’avvenuta ammissione di crediti concorrenti privilegiati o contro domande di rivendica di terzi titolari di diritti reali su beni e strumenti finanziari.

Pertanto, se è vero che l’opposizione di cui all’art. 87 TUB, per quanto attiene alla impugnazione del credito altrui, è concessa solo per situazioni idonee a incidere sul perimetro dei beni liquidabili (diritti reali di terzi), ovvero per l’opponibilità delle cause legittime di prelazione, certamente non la si può attribuire per l’ammissione di crediti postergati, i quali possono essere soddisfatti solo dopo il soddisfacimento di crediti chirografari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 04 Ottobre 2018.


Liquidazione coatta amministrativa – Accertamento del passivo – Mancata ammissione di parte del credito – Rimedio – Opposizione – Domanda tardiva – Eslcusione.
Al fine di stabilire in concreto quale sia il rimedio di cui dispone il creditore, il cui credito non venga ammesso per intero (come nel caso di mancata ammissione degli interessi), occorre verificare se il creditore stesso abbia proposto domanda di ammissione o anche soltanto formulato le sue osservazioni ai sensi dell’art. 207 legge fall.; in tal caso, egli non ha altro rimedio che l'opposizione ai sensi dell’art. 98 legge fall., perché il provvedimento di esclusione, assunto anche implicitamente dal commissario, ha valore di rigetto, contro cui, per evitare la preclusione endofallimentare, occorre reagire ai sensi della norma da ultima richiamata (Cass. 19 febbraio 2003, n. 2476; Cass. 20 febbraio 2004, n. 3397; Cass. 14 ottobre 2010, n. 21241). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 23 Dicembre 2016, n. 26952.


Liquidazione coatta amministrativa di società di intermediazione finanziaria - Principio della doppia separazione patrimoniale - Proiezione in ambito concorsuale

Liquidazione coatta amministrativa di società di intermediazione finanziaria - Principio della doppia separazione patrimoniale - Obbligo di restituzione immediata - Esclusione - Verifica della sufficienza dei beni dei patrimoni - Necessità - Conseguenze - Restituzione parziale ex articolo 91 TUB - Ammissibilità
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L’articolo 21, comma 2, TUB, ove prevede che, nel caso gli strumenti finanziari non risultino sufficienti per l’effettuazione di tutte le restituzioni in favore dei singoli clienti, la situazione di incapienza che ne deriva è necessariamente destinata a riflettersi in misura proporzionale sulle ragioni dei clienti stessi, i quali per la parte del diritto rimasto insoddisfatto concorreranno con i creditori chirografari nella ripartizione dell’attivo ricavato dalla liquidazione del patrimonio della Sim, costituisce la normale proiezione in ambito concorsuale del principio della doppia separazione patrimoniale già introdotto dall’articolo 8, della legge n. 1 del 1991 e ribadito dalle leggi successive. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Sino a quando non siano definite le opposizioni proposte da coloro che pretendono di avere diritto alla iscrizione della propria posizione nella sezione separata dello stato passivo, la concreta soddisfazione integrale dei diritti, già nominalmente riconosciuti, alla restituzione, in quanto iscritti nella stessa sezione separata, resta condizionata dalla verifica in ordine alla sufficienza dei beni ivi indicati per soddisfare tutte le pretese restitutorie degli aventi diritto. Prima di tale definitivo accertamento (non del passivo della Sim nella sua interezza ma) dei diritti alla restituzione dei beni iscritti nell’apposita sezione separata, il commissario può, a norma dell’articolo 91, comma 4, TUB, procedere a restituzioni parziali, i cui limiti debbono però prudenzialmente essere stabiliti onde non pregiudicare la possibilità di soddisfazione di tutte le pretese restitutorie degli aventi diritto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 10 Luglio 2013, n. 17101.