Massimario di Diritto Bancario


Saldaconto

Fallimento – Domanda di ammissione al passivo della banca – Saldo negativo – Produzione dell’estratto conto analitico – Necessità
In tema di ammissione al passivo fallimentare, nell’insinuare il credito da saldo negativo di conto corrente, la banca ha l’onere di dare conto dell’intera evoluzione del rapporto tramite il deposito degli estratti conto integrali, dovendosi rendere conto analitico e continuo dello svolgimento dell’intero rapporto di conto corrente, per sua natura caratterizzato dal concorrere tanto di poste attive, quanto di poste passive alla progressiva formazione del saldo del conto medesimo.

[Nel caso di specie era stato prodotto l’estratto posizione rischio autenticato ai sensi del D.Lgs. n. 385 del 193, ex art. 50, il quale, per sua natura, non possiede l’analiticità degli estratti conto trimestrali.] (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 01 Luglio 2019, n. 17640.


Legittimazione eredi fideiussore – Contratto di conto corrente – Interessi – Usurarietà originaria – Verifica del saldo iniziale – Onere della prova
La mancata segnalazione dell’evento interruttivo ad opera del procuratore costituito nell’ambito del segmento processuale in cui l’evento morte si è manifestato non preclude agli eredi la valida costituzione nel grado successivo del giudizio, conferendo nuovo mandato al procuratore.

La verifica della correttezza del saldo esige la ricostruzione dell’andamento del rapporto e questa, a sua volta, deve essere effettuata partendo dal saldo iniziale.

Il primo estratto conto disponibile anche se a credito del correntista è irrilevante per indeterminatezza ai fini di tale verifica; anzi, la considerazione di ordine logico-deduttivo fondata sull’osservazione della costituzione in favore della banca della garanzia fideiussoria costituisce segnale evidente della concessione di una qualche forma di finanziamento in assenza del quale l’istituto di credito non avrebbe avvertito l’esigenza di tutelare le proprie ragioni creditorie.

Va riconosciuta l’usura genetica anche se il rapporto è instaurato in epoca antecedente l’entrata in vigore della L. 108/96 quando le convenzioni succedute lungo l’arco di vigenza tra le parti hanno novato in senso oggettivo il regolamento contrattuale. Integra pattuizione rilevante a tal fine sia la stipula del contratto iniziale sia quella di patti successivi.

Al saggio degli interessi, per determinare il carico complessivo che grava le operazioni di credito fuori fido, deve sommarsi anche la commissione di massimo scoperto fuori fido. (Silvia Dragotta) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 28 Gennaio 2019.


Contratti bancari – Conto corrente – Azione di ripetizione di somme indebitamente versate alla banca – In costanza di apertura del conto – Ammissibilità
L’azione volta a recuperare le somme illegittimamente versate alla banca è sempre possibile, anche se il conto corrente sia aperto.

La distinzione tra le rimesse solutorie e le rimesse ripristinatorie rileva solo ai fini della prescrizione dell’azione di ripetizione dell’indebito e non costituisce un ostacolo alla proposizione delle domande di accertamento o di ripetizione d’indebito, anche se il conto corrente non sia stato chiuso.

A conto aperto, l’interesse ad agire del cliente trova normale soddisfazione nel ricalcolo dell’effettivo dare-avere, a seguito della depurazione del saldo dagli addebiti nulli, per ottenere una rettifica delle risultanze del conto. E una volta rideterminato il saldo, qualora lo stesso sia a favore del correntista, ben è ammissibile la domanda di condanna della banca al pagamento dello stesso. Perché il correntista ha sempre diritto alle somme di cui sia creditore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 10 Dicembre 2018.


Certificazioni ex art 50 TUB - Querela di falso - Ammissibilità - Condizioni
È ammissibile la proposizione di querela di falso verso le certificazioni ex art. 50 TUB laddove abbia come finalità quella di privare la certificazione del valore di prova scritta privilegiata per l’emissione del decreto ingiuntivo. È tuttavia infondata la domanda laddove la parte non provi la falsificazione delle scritture contabili della banca, poichè le contestazioni delle singole voci di addebito in conto non si attuano con lo strumento della querela di falso. (Giorgio Bertola) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 15 Dicembre 2017.


Contratti bancari – Rapporto tra saldo del conto corrente e domanda risarcitoria del cliente per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario finanziario – Questione di giudicato del decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca – Esclusione
Il decreto ingiuntivo passato in giudicato che abbia ad oggetto il pagamento del saldo di conto corrente a favore della banca non costituisce antecedente logico, essenziale e necessario (secondo la consolidata nozione di limiti oggettivi del giudicato, cfr., di recente, Cass. 16 agosto 2012, n. 14535) rispetto alla domanda di risarcimento proposta dal cliente nei confronti della banca medesima per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario in relazione ad operazioni in contratti derivati.

Nel caso di specie, la Corte ha rilevato che agli atti non vi era nessun elemento che potesse far ritenere che il contratto uniforme in contratti derivati e quello di conto corrente potessero essere considerati parti di un unico contratto e che la pretesa risarcitoria non è astrattamente riconducibile ad una posta di conto corrente se non nel caso di espresso riconoscimento debitorio da parte della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25 Ottobre 2017, n. 25317.


Contratti bancari – Conto corrente – Azione di adempimento promossa dalla banca – Prova del credito (saldo del conto corrente) – Necessità della produzione degli estratti conto relativi all’intera durata del rapporto – Affermazione – Regola del cd. “saldo zero” per il periodo non documentato – Esclusione
Il credito per la banca derivante da uno scoperto di conto corrente deve essere provato con la produzione in giudizio degli estratti conto che attestino la regolarità delle movimentazioni per tutto il corso dell’intero rapporto.
La regola del saldo zero per il periodo pregresso non coperto dalla documentazione contabile non può essere applicata: infatti il ricorso al saldo zero finirebbe per tradursi in un comodo escamotage per la difesa della banca, di escludere ad arte dal ricalcolo del saldo di conto corrente, proprio quella parte del rapporto inficiata dall’inosservanza di norme imperative.
Né rileva l’eccezione di prescrizione: infatti, questa opera quando è il correntista ad agire con l’azione di ripetizione dell’indebito, ma non quando è la banca ad agire con l’azione di adempimento contrattuale, rispetto alla quale peraltro l’eccezione di nullità (o meglio la c.d. mera difesa) può sempre essere fatta valere ex art. 1422 c.c..
Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi ultralegali a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso i relativi estratti a partire dalla data della sua apertura, così effettuandosi l'integrale ricostruzione del dare e dell'avere, con applicazione del tasso legale, sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate, inutilizzabili, invece, rivelandosi, a tal fine, criteri presuntivi od approssimativi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 25 Settembre 2017.


Conto corrente bancario – Prova – Procedimento di ingiunzione – Giudizio di opposizione – Prova del credito della banca – Produzione dell’estratto conto relativo al rapporto – Necessità
In tema di prova del credito fornita da un istituto bancario nel procedimento monitorio e nel successivo giudizio contenzioso di opposizione, va distinto l'estratto ex art.50 TUB – dichiarazione unilaterale di un funzionario della banca creditrice accompagnato dalla certificazione della sua conformità alle scritture contabili e da un'attestazione di verità e liquidità del credito - dall'ordinario estratto conto - funzionale a certificare le movimentazioni debitorie e creditorie intervenute dall'ultimo saldo, con le condizioni attive e passive applicate dalla banca -, poiché l’estratto ex art.50 TUB riveste efficacia probatoria nel solo procedimento per decreto ingiuntivo instaurato dalla banca, mentre l'estratto conto, trascorso il debito periodo di tempo dalla sua comunicazione al correntista, assume carattere di incontestabilità ed è, conseguentemente, idoneo a fungere da prova anche nel successivo giudizio contenzioso instaurato dal cliente. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)

Non può ritenersi assolto l'onere probatorio da parte della banca ove questa ometta di produrre gli estratti conto nel giudizio di opposizione, non essendo sufficiente il mero riferimento, negli atti di causa, all'invio degli estratti conto al cliente e alla non contestazione di essi e della loro ricezione da parte di quest'ultimo (Cass. Civile 2751/2002, 12233/2003, 11749/2006, 21092/2016), perché l’indisponibilità degli estratti conto impedisce di verificare quali operazioni siano incontestate e come si sia determinata la posizione debitoria del correntista. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 06 Aprile 2017.


Contratto di conto corrente bancario – Saldo debitore – Ripetizione dell’indebito – Onere probatorio – Estratti conto – Saldo zero
La banca, che agisce in giudizio per il recupero del saldo debitore del conto corrente, se contestato dal correntista, ha l’onere, a norma dell’art. 2697 c.c., di produrre la sequenza completa degli estratti conto a partire dalla data di apertura del rapporto; in mancanza della documentazione completa, il credito derivante dal saldo debitore si determina sulla base del cosiddetto “saldo zero”, che riconduce a zero il primo saldo disponibile. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)

Il correntista, che agisce in giudizio per la ripetizione dell’indebito, ha l’onere, a norma dell’art. 2697 c.c., di produrre la sequenza completa degli estratti conto idonei a ricostruire il suo credito; in mancanza della documentazione completa, il credito del correntista è ricalcolato partendo dal primo estratto conto disponibile. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata) Appello Milano, 05 Gennaio 2017.


Conto corrente bancario – Apertura di credito – Effetti della annotazione in conto – Prova del credito – Produzione degli estratti conto con indicazione del saldo
In tema di apertura di credito in conto corrente, la annotazione di una cifra sul conto ha effetto meramente dichiarativo e, in quanto operazione puramente contabile, non è elemento idoneo a determinare il passaggio materiale del denaro dalla banca al cliente ed a privare, quindi, l’istituto di credito della proprietà della parte del patrimonio promessa al cliente ed attribuire a quest’ultimo il possesso o la detenzione di alcunché; ai fini della ammissione al passivo del credito della banca si deve avere dunque riguardo esclusivamente al risultato contabile raggiunto attraverso la contrapposizione delle poste attive e passive del conto corrente risultante dalla produzione integrale degli estratti di conto corrente recanti il saldo passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22 Dicembre 2016.


Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Onere della prova a carico della banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo - Applicazione del criterio del cd. saldo a zero - Condanna della banca alle restituzione delle somme illegittimamente trattenute
In tema di rapporto bancario di conto corrente, qualora la Banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo non fornisca prove in ordine alla certezza del saldo indicato nel primo estratto conto prodotto agli atti del giudizio, a prescindere dalla data di accensione del c/c, il saldo iniziale deve essere considerato pari a zero. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Lanciano, 14 Dicembre 2015.


Sconto di titoli cambiari - Accredito del netto ricavo sul conto - Determinazione del saldo - Acquisto immediato della disponibilità del denaro accreditato sul conto
In presenza di operazioni di sconto di titoli cambiari con accredito del netto ricavo sul conto corrente, il saldo va determinato considerando che il cliente acquista l'immediata disponibilità del denaro, accreditato sul conto corrente a fronte della cessione del credito verso terzi, e che l'eventuale mancato buon fine del titolo opera come condizione risolutiva del contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 09 Luglio 2014.


Conto corrente - Cosiddetto patto di compensazione - Meccanismo di funzionamento del rapporto - Compensazione in senso tecnico - Esclusione

Concordato preventivo - Conto corrente bancario - Prosecuzione del rapporto - Cosiddetto patto di compensazione - Inscindibilità della pattuizione dal contratto di conto corrente - Diritto del correntista di ottenere la restituzione delle somme incassate dalla banca successivamente all’inizio della procedura di concordato preventivo - Esclusione

Qualora il contratto di conto corrente preveda il cosiddetto patto di compensazione in forza del quale la banca ha facoltà di incassare i crediti oggetto di anticipazione, il meccanismo di funzionamento del conto corrente bancario porta ad escludere che possa darsi compensazione in senso proprio tra i risultati di operazioni di segno opposto registrate nello sviluppo attuativo del rapporto, rimanendo l’effetto di compensazione, secondo il disposto dell’articolo 1853 c.c., limitato alla diversa fattispecie dei saldi attivi e passivi di più rapporti o più conti esistenti tra la banca ed il cliente. Il “patto di compensazione” previsto dal contratto non integra, pertanto, una compensazione in senso tecnico, ma un mero effetto contabile dell’esercizio del diritto, spettante al correntista, di variare continuamente la sua disponibilità. L’annotazione delle riscossioni dei pagamenti non fa, pertanto, sorgere crediti o debiti in senso giuridico, ma serve a rappresentare le modificazioni quantitative che il rapporto subisce nel suo svolgimento e, quindi, ad attuare un continuo regolamento contabile delle voci di segno opposto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora il contratto di conto corrente, il quale contenga anche il cosiddetto patto di compensazione, prosegua dopo l’ammissione del cliente alla procedura di concordato preventivo, si deve ritenere che il rapporto prosegua nella sua interezza e che il patto di compensazione, in quanto inscindibilmente connesso al contratto di conto corrente, mantenga la sua efficacia. In considerazione di ciò, non possono essere condivise quelle costruzioni giuridiche che vorrebbero mantenere in vigore il rapporto di conto corrente ed escludere l’operatività del cosiddetto “patto di compensazione” attuato attraverso il mezzo tecnico dell’annotazione in conto delle somme riscosse ad elisione delle partite di debito verso la banca. (Nel caso di specie, il Tribunale ha rigettato la domanda della società ammessa alla procedura di concordato preventivo volta ad ottenere la restituzione delle somme incassate dalla banca successivamente all’inizio della procedura in forza del patto di compensazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 19 Ottobre 2011.


Conto corrente (contratto di) - Contenuto del conto - In genere - Estratto di saldaconto - Valore probatorio - Limitazione al procedimento monitorio - Rilevanza indiziaria nei procedimenti ordinari - Fattispecie disciplinata dalla legge bancaria n. 141 del 1938.
L'art. 102 della legge 7 marzo 1938, n. 141 limita il valore probatorio dell'estratto di saldaconto (costituente documento diverso dagli estratti conto veri e propri) al procedimento monitorio, mentre nel successivo procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo siffatto documento può assumere rilievo solo come documento indiziario, la cui portata è liberamente apprezzata dal giudice nel contesto di altri elementi ugualmente significativi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2009, n. 6705.