Diritto e Procedura Civile


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 8027 - pubb. 05/11/2012

Decisione sulla questione preliminare di competenza e semplificazione del procedimento; opposizione a decreto ingiuntivo avanti al giudice incompetente e condanna ex art. 96, comma III, c.p.c.

Tribunale Lamezia Terme, 02 Aprile 2012. Est. Giusi Ianni.


Incompetenza – Decisione mediante ordinanza – Legge 18 giugno 2009 n. 69 – Applicabilità dell’art. 190 c.p.c. – Esclusione.

Incompetenza del giudice adito – Violazione dell’art. 645 c.p.c. – Responsabilità ex art. 96 comma III c.p.c. – Sussiste.



La decisione sulla questione preliminare relativa alla competenza assume la forma dell’ordinanza in forza delle modifiche apportate al codice di rito dalla legge 69/2009. Malgrado le indicazioni che paiono evincersi da alcune pronunce della Suprema Corte (Cass. 21 luglio 2011, n. 16005; Cass., 28 febbraio 2011, n. 4986), non deve trovare applicazione per la decisione sulla competenza il sub-procedimento delineato per la fase decisoria dall’art. 190 c.p.c., con la previsione di termini perentori per lo scambio di comparse conclusionali e repliche, venendo, altrimenti, del tutto frustrato l’intento semplificativo sotteso alla modifica legislativa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

La competenza a decidere sulla impugnazione del decreto ingiuntivo è, ai sensi dell’art. 645 c.p.c., del giudice che ha emesso l’ingiunzione: si tratta di una competenza non derogabile, non solo per volontà delle parti ma anche per ragioni di continenza o di connessione. L’opponente che promuova il giudizio di opposizione dinanzi ad un giudice diverso (nel caso di specie, Lamezia Terme in luogo di Mondovì) incorre in una manifesta violazione delle regole sulla competenza che espone l’attore alla condanna ex art. 96 comma III c.p.c. che mira a colpire le condotte contrarie al principio di lealtà processuale (art. 88 c.p.c.) nonché quelle suscettibili di ledere il principio di rilevanza costituzionale della ragionevole durata del giudizio e proprio in forza degli interessi pubblicistici che mira a realizzare è attivabile d’ufficio, senza la richiesta della parte e senza che quest’ultima dimostri di aver subito un danno alla propria persona o al proprio patrimonio in conseguenza del processo. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)


Segnalazione del Dott. Giuseppe Buffone


Massimario, art. 96 c.p.c.

Massimario, art. 190 c.p.c.

Massimario, art. 645 c.p.c.


Il testo integrale