Crisi d'Impresa e Fallimento


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 15191 - pubb. 08/06/2016

Sovraindebitamento e IPAB

Tribunale Treviso, 12 Maggio 2016. Pres., est. Caterina Passarelli.


Sovraindebitamento – IPAB – Inammissibilità del ricorso alla procedura di risanamento ex l. 3/2012 – Finalità e scopo della procedura di risanamento



La volutas legis della composizione della crisi da sovra indebitamento è quella di introdurre, in linea con molti altri ordinamenti europei e non, uno strumento di risoluzione della crisi del consumatore – definito come debitore o persona fisica che ha assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta – e dell’imprenditore non fallibile, soggetti altrimenti privi di un qualsiasi meccanismo negoziale di composizione delle situazioni di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte.

Pertanto, non appare coerente con la volontà del legislatore l’estensione della normativa fino a ricomprendere situazioni del tutto diverse tra loro (né può dirsi che l’ente pubblico rientri tout court nella categoria degli imprenditori non fallibili, categoria formata dai soggetti non aventi i limiti dimensionali ex art. 1 L.F. per i quali non sia prevista una diversa disciplina per la regolamentazione od il risanamento della crisi).

La struttura del procedimento, il limitato controllo giudiziale e lo stesso accostamento tra il consumatore con l’imprenditore non fallibile sono elementi che, già di per sé, portano a ritenere come il legislatore abbia inteso disciplinare situazioni di insolvenza civile non particolarmente complesse, riferibili ai c.d. debitori “deboli”; del resto, se il legislatore avesse voluto includere gli enti pubblici, lo avrebbe detto espressamente così come ha fatto per l’imprenditore agricolo (art. 7, comma 2 bis, L. 3/12). (Marco Schievano) (riproduzione riservata)


Segnalazione dell'Avv. Marco Schievano


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